thirty nine + = forty two

Belo Horizonti, l’insostituibile classico dei fanatici di ogni generazione.

Non è passato molto tempo dall’ultima volta che abbiamo avuto l’incredibile piacere di scambiare qualche parola (più di qualche parola, a voler essere completamente sinceri) con il vate Claudio Coccoluto, portatore di una riflessione mai scontata, peraltro spunto di divergenze tutt’altro che convenzionali. Nell’occasione (qui, per chi se la fosse persa) discutendo sul significato più intimo ed essenziale del Successo in quanto fenomenologia indagata tra un perimetro d’identificazione quanto mai vasto e atipico, il nostro gentile ospite aprì una parentesi aneddotica molto personale che ben si prestò alle argomentazioni in quel momento prese in esame:

“[…]Io posso parlare per me:”Belo Horizonti” ha avuto un successo sproporzionato rispetto tutto il resto delle mie produzioni perché probabilmente c’era un’alchimia nei suoi elementi che ha funzionato talmente bene da mettere in crisi chi ha cercato di remixarlo”

Effettivamente, a distanza di vent’anni esatta dalla sua pubblicazione, questa sofisticata alchimia “frutto della mia malattia mentale” non è mai andata scemando.
Prodotto con il collega di una vita Savino Martinez in quanto The Heartists e rilasciato originariamente nel 1997 dalla Atlantic Jaxx Recordings, Claudio racconta tutt’ora di quanto all’epoca fosse stato difficile prendere accordi con un’etichetta che fosse disposta a rilasciare la versione originale del brano lunga poco più di 12 minuti; fu grazie ai Basement Jaxx e alla loro Atlantic che Belo Horizonti è il fenomenale seller che conosciamo oggi.
L’opera, ieri come ora, celebra il lavoro, la musica e l’arte del maestro Airto Moreira in Celebration Suite, percussionista jazz brasiliano di fama mondiale dalla cui figura il panorama della musica Dance globalmente intesa deve molto del suo proliferare.

belo horizonti

Le venti candeline vengono spente proprio oggi, 22 Aprile, giornata nazionale per la salvaguardia del mercato vinilico, con un fedele restyling celebrativo marchiato TheDub.
Come lo stesso comunicato dell’etichetta lascia intendere, non poco coraggio e non poco cuore si sono dovuti metter in gioco al fine di reinterpretare quello che già di per sé è rimasto inviolato nel tempo tanto ne era l’insito coefficiente di bellezza al suo interno. La ristampa in edizione limitata è difatti arricchita, oltre che della versione originale, di un nuovo remix che ha visto le mani sia di Claudio che di Savino; nel complesso, una vera chicca per tutti gli appassionati da preservare gelosamente tra gli scaffali della propria collezione.