+ thirty three = thirty seven

La notizia, buona o brutta che sia, è che il Fabric di Londra ha organizzato due nuove serate in formato extended set, ospiti nientemeno che Ben Klock e Marcel Dettmann.

La differenza la fa, sostanzialmente, la vostra visione sugli extended set, perchè proprio in questi si esibiranno i due resident del Berghain.

Noi la nostra opinione l’abbiamo data qualche tempo fa.

È un formato che ha stancato più per il modo in cui vengono venduti che per l’idea in sé per sé, ma anche perché denota l’ormai commercializzazione definitiva di una cosa che funziona bene solo quando animata dalla passione.

Pensiamo che il dj deve essere libero il più possibile da vincoli, se lo si rispetta come artista, ma soprattutto perchè suonare 5, 6 (come faranno i due artisti tedeschi in questo caso), 7, 8 o 12 ore non dà più dignità del suonarne una e mezza ma in maniera ragionata e buona.

E in questo particolare episodio, farlo con Dettmann e Klock – rispettivamente in programma il 19 agosto e il 16 settembre – significa alimentare anche il malcostume ormai troppo diffuso del voler scimmiottare il Berghain/Panorama Bar.

Non ce ne vogliano i tedeschi, di cui non manchiamo mai di tessere le lodi e i modi (é passato troppo tempo dall’ultima guida sul come entrare al Berghain? Forse a breve ne faremo una sul come entrare dal retro..chissà..), ma la cosa bella del clubbing dovrebbe essere anche l’unicità del locale che si visita.

Extended set

Dove sta l’identità di un locale se tutti si scopiazzano?

Se pensiamo ai mostri sacri di ogni era, ognuno ha una sua particolarità: il vetro del Cocoricò, lo stile mistico del Goa, la location unica della Concrete, il pavimento del Fabric…

Ecco, appunto, il Fabric. Restiamo stupiti in modo molto più serio rispetto a tutti gli altri, proprio perchè un icona di tale portata dovrebbe invertire la tendenza, ricercare l’unicità, fare egida del proprio “ego” e della propria personalità, lanciarsi nel futuro, nel nuovo e nel diverso.

Capisco le varie esigenze di mercato, ma non è quello che ci si aspetta dai numeri uno londinesi, perchè si può fare clubbing anche non dovendo per forza scopiazzare, anche non dovendo perforza trasformare la musica in una gara di resistenza, anche provando qualcosa di diverso, Fabric lo fa spesso e con ottimi risultati.

Poi però leggi gli altri nomi di Agosto e Settembre e ti torna il sorriso, pensi che forse sono solo esigenze di mercato, mero bilancio. Una piccola goccia a macchiare una bandiera grandissima che da sempre, è sventolata forte contro l’omologazione, e a difesa della festa e dell’innovazione musicale.

Tanti auguri Fabric, torna ad osare presto!