Berlino e Londra investono nei propri club

5 Dicembre 2017

Il governo di Berlino ha messo a disposizione dei locali notturni un milione di euro. Londra, nel frattempo, vuole introdurre una legge apposita per la protezione dei propri club.

Non è un caso che Londra e Berlino siano due tra le città più importanti al mondo a livello di nightlife e musica elettronica. L’oculatezza delle rispettive amministrazioni ha permesso e sta permettendo ai locali di queste città di avere ampi spazi di manovra e di sfruttare investimenti mirati.

L’ultima novità, per quanto riguarda la capitale tedesca, riguarda la recente collocazione di un’ingente somma di denaro a favore dei club berlinesi. In particolare, il governo della città ha deciso di destinare un milione di euro in favore dell’insonorizzazione dei locali notturni e degli edifici vicini.

“In una città densamente popolata, dove lo sviluppo residenziale è vicino a luoghi in cui si fa musica, è necessario investire nella protezione dal rumore per assicurare la convivenza.”

Queste le parole di Lutz Leichsenring, portavoce della commissione dei club berlinesi. Il provvedimento arriva in seguito a un periodo difficile per la vita notturna a Berlino, con la chiusura di circa 170 esercizi nel periodo che va dal 2011 al 2015. Per la precisione, i fondi dovranno essere usati per l’insonorizzazione dei club, delle finestre degli edifici contigui e la predisposizione di barriere anti-rumore per gli spazi all’aperto.

A Londra si fanno considerevoli progressi sullo stesso fronte. Il sindaco Sadiq Khan, già famoso per l’attenzione posta sulla questione Fabric e sulla vita notturna della propria città in generale, ha intenzione di far approvare un’importantissima norma concernente i rapporti tra i locali e palazzi nei dintorni. Questa novità prevede che siano i costruttori a doversi assicurare che gli edifici da loro costruiti non siano disturbati dalla musica proveniente da un già esistente locale vicino.

In altre parole, se dovesse essere costruito un condominio a pochi passi da un club, sarà il costruttore a pagare affinché il proprio palazzo sia insonorizzato a dovere, dato che sarebbe sua la responsabilità di lamentele da parte degli inquilini.

I provvedimenti presi dai governi delle due città lasciano l’amaro in bocca a chi vive in Italia. La scena europea è spinta dalla presa di coscienza di alcuni amministratori “illuminati”, che hanno ormai capito l’importanza economica, sociale e culturale della vita notturna. In Italia, invece, la scena è appesantita da zavorranti limiti riguardanti gli orari d’apertura, i limiti sonori e la tassazione degli esercizi operanti nel settore che, come se non bastasse, sono particolarmente schiacciati dalla burocrazia.

Alberto Zannato

Studente universitario di Vicenza. Folle amante di giornate di sole, gente positiva, dischi in vinile e musica house. Le sonorità soul, jazz, funk e disco mi mandano ai matti.

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