+ six = eleven

“Bimbi per strada (Children)”, il secondo singolo del nuovo album rilasciato da Fedez dopo “Problemi con tutti (Giuda)”, si immerge in un territorio musicalmente intoccabile per tutti gli appassionati di musica elettronica.

Il nuovo brano infatti, fa un tuffo nel 1995 pescando e rielaborando il campionamento di quella che è considerata una delle Hit più importanti degli anni ’90; un’immortale brano in grado di segnare intere generazioni: “Children” di Robert Miles.

La scelta dell’artista milanese (sicuramente in buona fede) di usare “Children” di Miles, ed inserirla in un brano Rap però, come era prevedibile, ha diviso il mondo della musica elettronica. Secondo molti infatti la traccia, che ad oggi ha superato i 175 milioni di ascolti solo su Youtube e che risulta una pietra miliare della musica dance, resta un pezzo intoccabile!

Considerando tra l’altro, anche la prematura scomparsa nel 2017 del suo creatore, il quale si dice fosse restio sull’utilizzo di “Children”, non autorizzando nessun remix o altro (basti pensare che rifiutò nel corso della sua carriera addirittura collaborazioni con Madonna e George Micheal).

Sono in molti quindi a chiedersi perché gli esponenti dei generi post 2010 (non è questo il primo caso), abbiano la necessità di toccare quelle che per loro forse sono sottoculture, ma che decisamente non gli appartengono, e delle quali non sono forse preparati a dovere; sottovalutando l’importanza della storia di certi artisti e trascurando il peso che certe scelte possono comportare. A discapito di chi invece, in quegli anni c’era, li ha vissuti, ci si è perso dentro e ne ha fatto una ragione di vita. Con l’inevitabile conseguenza di fare ricadere su Fedez, in questo caso, non poche polemiche; tra le quali quella di aver in qualche modo “esurpato” moralmente uno dei brani che hanno scalfito una traccia indelebile nella scena, per poi essere inserita in un contesto di genere completamente agli antipodi.

Tra tutte le critiche lette in questi giorni nel settore inoltre, ne emerge una particolarmente importante, ed arriva da un’altra colonna portante made in Italy, Joe T Vannelli, il quale in un post pubblico su Facebook ha dichiarato:

«Riguardo il nuovo brano di Fedez con la base di Children di Robert Miles, vorrei asserire che la scelta fatta dalla casa discografica che detiene i diritti editoriali e discografici mondiali, non ha nulla a che vedere con la mia persona. In tanti mi scrivete per manifestarmi il vostro dissenso, ma la discografia ha le sue regole di mercato e di business. Lo stesso Miles in vita, non avrebbe mai accettato».

Riguardo il nuovo brano di Fedez con la base di Children di Robert Miles, vorrei asserire che la scelta fatta dalla…

Pubblicato da Joe T Vannelli su Giovedì 11 giugno 2020

Ed è proprio l’affermazione “lo stesso Miles in vita, non avrebbe mai accettato” pronunciata da un’artista vicino a Miles come Joe T Vannelli, che da un peso enorme a questa vicenda, in quanto il primo disco dal titolo “Soundtracks” realizzato con l’alias Robert Miles e pubblicato nel 1995, è stato rilasciato proprio dall’etichetta della JT Company di Joe T Vannelli, la DBX Records. Esattamente come la stessa “Children”, che inizialmente nessun discografico si offrì di pubblicare, ma che conquistò inaspettatamente in brevissimo tempo, le vette delle classifiche in decine di paesi in tutto il mondo, vendendo milioni di copie.

Ma non solo, la traccia porta con se un bagaglio emotivo enorme dietro la sua realizzazione, in quanto sembra sia nata dopo che il padre di Roberto Concina, Albino, racconta al figlio di una missione umanitaria a cui ha partecipato nell’ex Jugoslavia nei primi anni Novanta, quando il paese era martoriato dalla guerra civile.

«Era lì per portare soccorsi e mi raccontò di bambini che soffrivano. Così una sera, in studio, mi misi a scrivere Children».

(leggi QUI un lungo approfondimento)

Quindi, è doveroso anche fare un’analisi introspettiva del brano, indipendentemente dal prodotto che si vuole lanciare utilizzandolo. Children è stata concepita in un determinato momento storico e scaturita da un trascorso molto personale dell’artista. Prenderla e metterci sopra un testo, sottovalutando lo spirito emotivo dentro il quale è stata percepita, creata e pubblicata originariamente, altera in qualche modo le sue origini.

Ad oggi, coloro che detengono i diritti editoriali e di master del brano nel sito della SIAE risultano: Concina Roberto, scomparso il 09 maggio 2017, la Smilax Publishing S.r.l. e la Warner Chappell Music Italiana S.r.l. Cosa che rende dal punto di vista legale, inattaccabile il brano di Fedez, ma che per molti resta attaccabile da un punto di vista passateci il termine “etico”.

Perché associare il proprio nome a un’artista scomparso senza il suo consenso, spesso, anche se l’intento è quello di farne un omaggio, appare agli occhi di tanti, puramente una scelta di business.

Joe T Vannelli – Robert Miles