thirty eight − = thirty one

Su Perc Trax sta per uscire un nuovo EP di Ansome, intitolato “British Steel”. Sarà un concentrato di Techno inglese purissima.

Era l’anno scorso quando uscì “Stowaway“, album di debutto del navigato producer inglese uscito sull’etichetta del suo collega e amico Perc, poi remixato qualche mese dopo da artisti del roster della Perc Trax. “Navigato” perchè Ansome ha una nutrtita lista di EP nel suo curriculum, con il primo LP giunto tardivamente, nel periodo di maturità. Il 17 novembre il nostro tornerà con “British Steel“, sempre su Perc Trax. Ma stavolta si tratta di un EP.

EP che, vi possiamo assicurare, ha la massa e la sostanza di un full length, nel senso che il suono è denso, impegnativo, materico e distorto al punto da farci intendere che siamo davanti a un periodo di gran forma dell’artista. Il quale non lesina tutta la cattiveria che aveva da canalizzare nel suo modulare e ci regala quattro tracce da cui alla fine si esce distrutti, come se ne avessimo ascoltate il triplo.

Il mood si tiene sempre sul piglio riottoso e industriale che fa da firma stilistica di Ansome, con una title track che spicca in particolar modo quanto a bellezza e aggressività. Diremmo che è prodotto in maniera elegante, se per “elegante” si intende un dosaggio degli ingredienti sonori tanto bilanciato da risultare compatto, coerente, e curato, pur nel suo essere al contempo rozzo, estremo, rumoroso, in un certo senso anche caotico. Tutte queste caratteristiche che, prese da sole, dovrebbero essere aggettivi negativi. Ma non se si parla di un genere e un artista che conosciamo per la sua proverbiale ruvidezza.

Quindi una cassa decisamente “punchy” si staglia in un mare di saturazione, che ci gratta il cervello tutto il tempo, mentre diversi vocal si fanno largo quasi a fatica nel magma di ferraglia che fa da struttura ritmica al disco. Vocal gridati, che assomigliano a imprecazioni o a slogan, e rimangono difficilmente riconoscibili nonostante siano sbattuti in faccia continuamente senza mezze misure. Ne esce un’atmosfera paranoica e che trova il suo posto e la sua narrazione negli scenari dell’Inghilterra più grigia.

La maturità si nota specialmente sul versante ritmico, che non si limita mai a una semplice cassa dritta ma si articola in giochi coinvolgenti di sincopi, pause e cambi repentini, che interagiscono perfettamente con gli altri suoni, ma soprattutto con l’ascoltatore che difficilmente rimarrà fermo.

Impossibile, infine, non soffermarsi sulla copertina quasi demenziale di “British Steel” che ci fa capire quanto Ansome probabilmente eredita una certa leggerezza da “dito medio alzato” che attinge più dal punk che dai mondi più scuri e pessimisti della Techno industriale.

british steel

Tracklist:

A1. British Steel
A2. Marching Power
B1. Poison Your Body
B2. Granite & Mortar