Augusto Penna presenta il nuovo ed atteso libro “Cavalcando L’OndRa”.
Un’intera generazione ha imparato a stare al mondo dentro il battito di un kick drum, tra seminterrati saturi di fumo, after infiniti e voli Ryanair prenotati con gli ultimi soldi rimasti. Londra, nei primi anni Duemila, rappresentava un magnete emotivo, una capitale elettrizzante dove la club culture ridefiniva musica, desiderio, identità e possibilità di fuga. In quel paesaggio febbrile si muove Giusto Renna, protagonista di “Cavalcando L’ondRa”, il nuovo romanzo di Augusto Penna edito da Magmata e disponibile qui
Terzo e ultimo capitolo della trilogia iniziata con “Fatti.Fummo”, con la prefazione di Irvine Welsh, e proseguita con “Ok, il pezzo non è Giusto”, introdotto da Leo Mas, questo nuovo libro procede senza introduzioni e senza mediazioni.
Giusto racconta in una lunga galoppata notturna dentro la Londra dei primi anni Duemila. Una città viva, pulsante, febbrile che Penna attraversa il 2001, il 2004, il 2009 con salti temporali continui, ritorni in patria, nuove partenze, ricadute e resurrezioni parziali. Un comedown narrativo, capace di restituire la percezione alterata di quegli anni in cui il tempo è quantificato in loop.
Giusto Renna arriva a Londra il 23 giugno 2001. Distrutto. Le sedute di psicoterapia falliscono, i Fiori di Bach scivolano via, gli antidepressivi scavano ancora più a fondo. Cambiare aria appare l’unica direzione possibile e Londra, in quegli anni, agisce come una calamita culturale, metropoli intenta a reinventarsi attraverso spazi abbandonati, occupazioni creative, club costruiti nei vuoti industriali dell’East End. L’apertura del Fabric nel 1999 segna un punto di svolta. La club culture inglese ha una nuova estetica, nuove sostanze, nuovi desideri.
Penna evita nostalgia e mitologie da cartolina e le pagine scorrono tra conversazioni all’alba fuori da un club di Farringdon, sarcasmo autodistruttivo, “paste”, coca tagliata male, sesso compulsivo, caciocavalli spediti dall’Italia e tonnellate di musica.
“Cavalcando L’ondra” affonda soprattutto dentro la trasformazione identitaria, dentro la difficoltà di abitare sé stessi mentre tutto accelera.

Attraverso le scorribande di Giusto emergono le mutazioni della nightlife londinese e quelle di un’intera generazione europea che nella club culture ha cercato per anni appartenenza, intensità e nuove forme di relazione, vedendo i club come rifugi collettivi e il dancefloor una terapia emotiva.
Nel libro affiorano artisti, serate, locali e traiettorie sonore che hanno definito gli anni Zero. Tra le pagine compare anche un link per scaricare il primo dj set napoletano di Andrew Weatherall, registrato il 10 giugno 2005, ricordando un momento preciso e indelebile.
“Cavalcando Londra” attraversa anche il caos, la fatica di domare il cavallo, le onde che travolgono, le depressioni carsiche, le dipendenze emotive e chimiche, l’oscillazione continua tra appartenenza e sradicamento. Londra assume così i contorni di una città capace di accogliere e consumare nello stesso istante.
Le presentazioni del libro seguiranno una schedule in tutta Italia: il 13 maggio a La Santissima a Napoli, il 14 maggio al Gattaccio di Firenze, il 15 maggio al PVCC di Parma e il 16 maggio al Mogo Hi Fi.
Una storia di un’epoca che continua ancora oggi a influenzare il modo di vivere la notte, il desiderio e la fuga. Augusto Penna rimette in circolo gli anni Duemila londinesi come una traccia che ritorna improvvisamente al momento giusto, alle cinque del mattino, mentre fuori dal club compare la prima luce del giorno.