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Le recenti dichiarazioni del Ministro degli Affari Interni Matteo Salvini riguardo al mondo del clubbing e della vita notturna fanno capire che alcune cose potrebbero cambiare a breve: cosa possiamo o dobbiamo aspettarci?

Il mondo del clubbing italiano vive, ormai da qualche tempo a questa parte, un periodo di forte crisi. Se da un lato è vero che per anni i nostri club hanno fatto divertire e ballare gente proveniente da mezzo mondo, è anche vero che da qualche anno questo fenomeno è cambiato notevolmente. L’Italia fa parte dell’Europa che conta, ma la recente crisi politico-economica che ha colpito il nostro bel paese da circa 10 anni va pian piano riflettendosi su diversi aspetti del nostro paese. Così è anche per quanto riguarda la vita notturna nostrana, aspetto ormai passato in secondo piano e in merito a cui nessuno proferisce parola.

Avevamo già parlato della fiorente situazione del clubbing italiano negli anni ’90 qui:

Made in Italy: il reperto sul clubbing italiano negli anni ’90

Quello che molti clienti appassionati, organizzatori e gestori di locali si chiedono è : perché? Probabilmente, diranno alcuni, ci sono problemi più importanti da risolvere. Probabilmente, a nessuno interessano i modi e i luoghi in cui le generazioni presenti e future vanno a divertirsi, diranno altri. Ma perché, diranno altri ancora, non pensare di far ripartire questo paese anche, se pur in piccola parte, grazie alla vita notturna regolarizzata, controllata e supportata dalle istituzioni e che in altri paesi frutta miliardi di euro l’anno?

Come ben sappiamo ci sono paesi dell’Unione Europea i cui politici investono tempo e tanto denaro pubblico per supportare la vita notturna del proprio paese. Parliamo della Germania che è in assoluto il fulcro del movimento musicale elettronico europeo; parliamo dell’Inghilterra che, specialmente nella capitale, vive un periodo di forte crescita del movimento elettronico. E questi sono solo due dei mille esempi che potremmo fare.

Analizziamo adesso in breve la attuale situazione italiana. Capitale del clubbing è sicuramente Torino – città che ospita il Kappa Future Festival. Qualcosa si muove a Roma, dove la realtà che spicca è quella del Goa. Qualcosa negli ultimi anni è migliorata anche a Milano, dove una delle realtà più consolidate è quella costituita dal Dude Club. C’è sempre il Tenax a Firenze che per gli amanti del genere rimane ancora una garanzia. Per il resto abbiamo visto negli ultimi anni chiudere club come il Cocoricò a Riccione, che per anni è stato uno dei club italiani più importanti. Altri club arrancano, contano i giorni e fanno i conti con leggi create più di 30 anni fa e che adesso sono praticamente inapplicabili o inutili.

clubbing italiano

Cocoricò, Riccione

Ed è proprio in merito alla situazione dei club italiani, anche in luce delle recenti tragedie successe in alcune discoteche, si è espresso qualche giorno fa il Ministro degli Interni Matteo Salvini, “in qualità di padre di un ragazzo di 16 anni e fruitore dei locali”. Il Ministro, infatti, propone una stretta collaborazione fra istituzioni, forze armate, e gestori dei locali per garantire un divertimento sano e controllato a tutti gli amanti della vita notturna.

La proposta del Ministro passa attraverso una circolare che andrebbe, a sua detta, a migliorare la situazione attuale anche in virtù delle tragedie che hanno caratterizzato l’ultimo periodo italiano, Corinaldo su tutte, che hanno messo in luce la necessità di una vera e propria riforma che cambi le leggi che guidano il mondo della notte. Vediamo i punti salienti di questa proposta.

“Bollino Blu” per premiare legalità, controlli e sicurezza all’interno dei club. In questo modo, il genitore potrebbe essere in grado di sapere dove sta mandando il proprio figlio a divertirsi. Questo include servire alcolici solo a chi può berli, ma anche dopo le 3 – in Italia infatti, c’è una legge assurda che vieta la vendita di alcolici dopo questo orario – video sorveglianza all’interno dei locali per controllare la vendita eventuale di sostanze stupefacenti, collaborazione con la Siae affinché chi organizza eventi abbia i requisiti per farlo e collaborazioni con le forze dell’ordine per evitare l’ingresso nei locali a “sbandati e balordi”. Questa misura, dice il Ministro, sarà utile anche per contrastare i Rave illegali, che si possono organizzare in poche ore e che sono difficilmente contrastabili adoperando norme di 30-40 o magari 60 anni fa. L’atteggiamento da adottare, secondo Salvini, è tutt’altro che punitivo e/o proibitivo, non si può infatti punire i gestori dei locali per risse o altri tipi di avvenimenti fuorilegge, avvenuti magari a 2-3 km dal locale in questione.

Il ministro sottolinea il valore economico dei 2.500 esercizi italiani e spiega che potrebbe crescere, «visto che la sola Ibiza fattura quasi quanto l’Italia intera», dove si sente la concorrenza dei locali «albanesi, croati, sloveni». Parliamo di un settore che vale 1 miliardo di euro, contando solo la parte in regola. Parliamo di un altro miliardo di euro per la parte a nero. Un giro di affari enorme e potenzialmente ancora più grande se ci fosse una collaborazione fra i gestori dei locali e le istituzioni, che fino ad ora non c’è mai stata.

Si prospetta, quindi, una nuova frontiera per la vita notturna italiana – o almeno tutti noi lo speriamo. Una cosa è sicura: la situazione attuale non piace e non conviene assolutamente a nessuno, e va assolutamente migliorata. Va migliorata per riuscire a contenere la fuga di artisti che scappano dall’Italia per trovare una strada che nel nostro paese diventa sempre più tortuosa. Va migliorata perché dietro il mondo della vita notturna, degli eventi e delle feste c’è un giro di soldi pazzesco. Basti pensare a Barcellona, che con il Sonar, riempie tutti i locali, le strutture ricettive, i bar e ristoranti della città. Basti pensare a come una piccola isola della Croazia come Pag, sia diventata un punto di riferimento nella nightlife europea grazie al festival Sonus. Basti pensare a tutti i posti magnifici che abbiamo in Italia. Cosa potrebbe diventare il nostro paese con l’aiuto e la promozione degli eventi da parte delle istituzioni?