one + four =

Un nuovo stop per il rinomato Cocoricò di Riccione. La causa sarebbe da attribuire al mancato pagamento della terza rata del 2018 della tassa dei rifiuti, la cosiddetta TARI, da parte della società che gestisce il locale.

Tante sono le difficoltà per la nightlife in Italia ultimamente, che stenta a decollare. Le cause sono molteplici: ad esempio, la nuova normativa sulle misure di sicurezza da adottare in occasione di pubbliche manifestazioni ed eventi di pubblico spettacolo restringe le maglie di una rete già fitta di restrizioni che attanagliano i gestori dei locali notturni. Restrizioni che, sebbene istituite per la salvaguardia della sicurezza del pubblico, da un lato metterebbero in seria difficoltà un mercato già fin troppo stressato. Un’altra causa sono i vincoli paesaggistici. Ne abbiamo diversi esempi nel sud Italia, in particolare in Salento. Ancora un’altra è da ravvisare nelle tasse, come nel caso del Cocoricò.

Nuovi guai, dunque, per il locale di Fabrizio De Meis. La battaglia del comune di Riccione non conosce battute di arresto e notifica la sospensione della licenza per tre mesi mettendo a rischio non solo la stagione estiva dato che, a meno che non venga saldato l’insoluto, le attività dovranno fermarsi fino a maggio. Un vero peccato perché questa ordinanza arriva in periodo che sarebbe molto proficuo, considerando il lungo ponte tra Pasqua ed il primo maggio, in cui la riviera sarà pronta ad accogliere una moltitudine di turisti. C’è comunque da riconoscere lo sforzo della società che gestisce il club nell’adempiere al pagamento delle precedenti rate della TARI.

QUI le ultime vicissitudini burocratiche del locale.