27 + = thirty four

Cybotron sta finalmente tornando. Dopo l’annuncio del tour audiovisivo per il 2020 e la performance lo scorso aprile al Barbican Center di Londra, Juan Atkins affiancato da Wolfgang Flur, percussionista dei Kraftwerk dal 1976 al 1983 , avrebbe già iniziato a lavorare al nuovo album che arriva dopo tanti anni di silenzio.

Il progetto Cybotron venne fondato nel 1981 da Juan Atkins e Richard Davis. I due si incontrarono al college durante una lezione di musica al Washtenaw Community di Detroit. In quel momento Davis era già impegnato nella sperimentazione musicale. Aveva prodotto proprio nel 1979 un disco che potremo definire antenato della techno intitolato Methane Sea.

Erano gli anni della guerra in Vietnam. Davis stesso ha raccontato che per finanziare il primo Ep sull’etichetta Deep Space di Atkins “Alleys of your mind” utilizzò la sua retribuzione per invalidità dell’esercito. Da questo episodio nacque il progetto Cybotron, che letteralmente è un’unione tra le parole cyborg e ciclotrone. A questo singolo seguirono nel 1982 “Cosmic Cars” e “Clear” nel 1983.

Dopo questi singoli, avvenne la pubblicazione di “Enter”, anch’esso realizzato nel 1983.

“Enter” non può essere definito solo come il disco manifesto del sound Cybotron, ma un vero e proprio precursore della techno. All’interno si fondono numerose sfumature musicali. Per la prima volta vi è uno scostamento dal suono hip hop per guardare a una chiarezza musicale con riferimenti sia al funk che a quella ricerca futuristica sperimentale sul suono electro.

Dopo il grande successo di “Enter”però il duo si separò nel 1984. Il divorzio accadde durante il periodo di lavoro su “Techno City” a causa della decisione di Davis di introdurre nel progetto Cybotron John Houseley come chitarrista. Dopo l’allontanamento di Atkins che di lì a poco si sarebbe consacrato tra i pionieri della techno, Davis continuò a lavorare al progetto Cybotron. Potè concentrarsi al meglio sullo studio di melodie techno rock, che si sposassero con l’utilizzo di nuovi strumenti come il sintetizzatore ARP Odissey.

Le influenze musicali dei due vanno dal funk del Midwest all’electro rock dei Kraftwerk stessi e della Yellow Magic Orchestra, dalla musica di George Clinton a letture futuriste come il libro Future Shock di Alvin Toffler. E queste contaminazioni hanno portato “Enter” ad essere riconosciuto come un punto di svolta della musica. Un disco storico, avveniristico che ha saputo leggere e tradurre in tracce come “Cosmical Raidance” o “Industrial Lines” i cambiamenti tecnologici e catturare il contesto di Detroit negli anni 80.

Riproporre lo show nel 2019 ha implicato una riflessione oltre che musicale, tecnologica e sociale.

Lo spettacolo realizzato in collaborazione con gli esperti di tecnologia visiva Pilot ha portato gli spettatori dentro ad un viaggio multisensoriale tra effetti laser e illuminazione digitale. In questi 40 anni si è consolidata la concezione del forte legame tra vita umana e tecnologia. La scelta di riproporlo in questo momento storico non è casuale, in quanto stiamo assistendo ad un cambio del paradigma tecnologico.

Il nuovo album quindi, come anticipato dalle poche dichiarazioni di Atkins a riguardo, rifletterà i cambiamenti anche a livello strumentale. Ovviamente avvalendosi della nuova tecnologia di produzione quasi interamente computerizzata. Assorbirà tutte le mutazioni di Detroit che rimane lo scenario perfetto, anche se profondamente evoluto rispetto a 40 anni fa, in cui la musica dei Cybotron vede il suo pubblico di riferimento.

Alcune canzoni sono state presentate durante lo show a Londra. Atkins ha rivelato di voler tornare a collaborare oltre che con lo storico patner Davis, con i Kraftwerk e George Clinton. Riuscirà dunque a  realizzare il sogno di collaborare con coloro che egli definisce “i miei iconici eroi”. Non resta che aspettare l’uscita ufficiale del nuovo lavoro Cybotron per scoprire quale sarà il suono di Detroit nel 2020.