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Il Fabric ha appena annunciato la line-up della stagione inverno/primavera 2022 con artisti del calibro di Jon Hopkins, Laurent Garnier, I Hate Models, Afrodeutsche e DJ Stingray.

Un mese dopo la proposta di organizzare feste di oltre 24 ore, il Fabric annuncia Continuum, una serie di eventi-maratona in programma al club londinese dalla fine di questo mese fino a Marzo 2022.

“In passato, soprattutto negli anni 2000, il Fabric faceva feste di 24 ore no-stop e ora è arrivato il momento di riportarlo a quei tempi, e soddisfare un pubblico completamente diverso. In questo modo artisti emergenti o di fascia media e saranno inseriti tra i pesi massimi della scena ottenendo una vetrina e un’esposizione che non avrebbero in una notte normale. Penso che sia una delle cose più interessanti del fare eventi di 24 ore”

ha affermato Jorge Nieto, direttore creativo del Fabric, parlando del format Continuum.

Si parte con l’evento targato Joris Voorn proprio l’8 Gennaio 2022 con la formula “All Night Long” e Marcel Dettmann il 22 gennaio, insieme agli I Hate Models, che faranno la loro prima apparizione in un club dal 2018. Ma spulciando all’interno del programma, non possiamo che notare l’esibizione targata Laurent Garnier il 5 febbraio e l’evento curato da Craig Richards il 19 ed il 20 febbraio insieme a Ricardo Villalobos, Afrodeutsche, Willow. La serata del 26 febbraio vedrà come ospite principale Jon Hopkins, mentre i Chaos In The CBD si esibiranno nella ROOM2. Il 12 Marzo il resident del Fabric Jossy Mitsu si esibirà insieme a Shanti Celeste, Saoirse, Djrum e Pariah. Ed esattamente una settimana dopo, il 19 ed il 20 Marzo, si alterneranno in consolle FJAAK, TASHA, Zenker Brothers e DJ Stingray.

In attesa del nuovo anno, il club di Farringdon non solo sta organizzando una festa per Shaun Roberts, amato e storico promoter del Fabric malato da tempo di cancro per aiutarlo a pagare le spese mediche, ma ospiterà i consueti eventi di capodanno New Year’s Eve con Adriatique, Fideles, Archie Hamilton, Cinthie e New Year’s Eve con invece Call Super, Midland, Anz, Craig Richards.

“I nostri resident non si limiteranno solo a suonare, ma saranno i veri e propri promotori dei loro eventi, suonando proprio nelle ore più clou” spiega Miguel Estevez, curatore e direttore artistico del club londinese. Dopo le burrascose vicende che hanno visto protagonista il Fabric e le istituzioni londinesi prima della pandemia, il club inglese è tornato ad essere un punto di riferimento, a tutti gli effetti, del clubbing europeo: vi rimandiamo al sito ufficiale per tutte le informazioni sui prossimi eventi.

 

Flavia Nitto