three + one =

Francisco Allendes sta per rilasciare il suo prossimo “What You Do EP” su Crosstown Rebels di Damian Lazarus. Abbiamo avuto il piacere di ripercorrere con lui alcuni momenti importanti della sua carriera, ricca di successi e criticità al tempo stesso.

Le sue produzioni hanno fatto il giro del mondo nel corso degli ultimi decenni, permettendogli di esibirsi all’interno dei festival più importanti della scena internazionale. Creamfields, Awakenings, Mysteryland, The BPM Festival, Hyte sono solo alcuni dei palchi su cui Francisco Allendes ha avuto modo di proporre il proprio sound. Un sound caratteristico e facilmente riconoscibile: groove solido, percussioni latine, melodie accattivanti e vocali coinvolgenti. La sua formazione musicale è alquanto invidiabile! In questa intervista ci ha raccontato dei suoi primi passi nel mondo della musica, partendo dalla sua formazione prettamente classica. Dal 2001 ad oggi la sua carriera si è consolidata sempre più, fino ad arrivare al successo planetario con la traccia “Esa Nena Quiere” rilasciata in collaborazione con Aldo Cadiz sull’etichetta VIVa Music di Steve Lawler.

Francisco Allendes

Abbiamo approfittato della sua vastissima esperienza per fare il punto della situazione, chiedendogli un’opinione personale riguardo la nightlife odierna e l’approccio che le nuove leve dovrebbero tener presente per continuare a lavorare nella giusta direzione.

Ecco a voi la nostra chiacchierata con Francisco Allendes!

Ciao Francisco! Benvenuto in Parkett. Come stai? Come sta andando questo momento storico di effettiva ripresa della nightlife?

Sto davvero bene, grazie! In questo momento sono nel bel mezzo di un tour USA/Messico molto intenso, qualcosa che è rimasto in attesa per un paio d’anni.. per ragioni che tutti sappiamo. Sono così felice di poter riprendere e vedere persone in tutto il mondo che sono anche super eccitate per il ritorno degli eventi dal vivo. Vedo un’energia diversa sulla pista da ballo; l’atmosfera celebra la dimostrazione che siamo ancora in grado di ballare insieme. Tutti vogliono festeggiare quanto più possibile 🙂

Per quanto riguarda i tuoi esordi: come ti sei avvicinato alla musica per la prima volta?

Il mio rapporto con la musica è iniziato quando avevo otto anni, tramite le prime lezioni di violino. L’ho fatto per circa 7-8 anni ed è stato rigoroso: in pratica, la mia vita era andare a scuola la mattina e studiare violino e teoria musicale il pomeriggio. La maggior parte dei miei amici provenivano dalla scuola di musica e nei fine settimana si svolgevano le prove con l’orchestra… quindi sì, la mia vita ruotava intorno alla musica fin dall’inizio. Quando sono diventato un adolescente, sapevo già leggere e scrivere musica. Ho iniziato a suonare la chitarra e le tastiere, esplorando la musica rock classica.. dove ho scoperto i sintetizzatori e da lì è iniziato il mio viaggio nel mondo della musica elettronica.

Come ti sei organizzato a livello di produzione durante la pandemia? Preferivi produrre molto o concederti un momento di tregua per fare qualcos’altro?

Il mio tempo di produzione durante la pandemia è stato pessimo! Non potevo andare nel mio studio, quindi ho creato uno spazio nel mio appartamento per lavorare sulla musica.. ma per qualche motivo non sono riuscito a trovare molta ispirazione per lavorare sulle tracce. Ho usato questo tempo senza feste per stare di più con la mia famiglia ed è qualcosa che sono molto felice di aver potuto fare, dato che di solito non passo molti fine settimana con mio figlio, per esempio, e cose del genere. D’altro canto però.. ogni giorno sentivo i miei amici dire cose come “oh, questa settimana ho finito nove tracce” oppure “ho finito il mio album oggi” e pensavo “oh mio dio, sono nei guai”. Ho iniziato diverse nuove canzoni che sto finendo ora e ho anche completato alcuni EP che ho prodotto mentre tornavo in Cile e durante le vacanze in Italia. La mia prossima release su Crosstown Rebels fa parte di questi lavori più recenti.

Tra le tue uscite, qual è il disco che di solito ti piace ascoltare più volentieri? Qual è quello che suoni di più durante i tuoi dj set?

La mia prima uscita su Cadenza è ancora uno dei miei lavori preferiti. Tutti e tre i brani raccontano una storia e mi fanno viaggiare indietro nel tempo, fino al momento in cui tutto ciò stava per accadere. Sfortunatamente non è una versione che posso suonare molto, poiché il suo stile non si adatta a molte piste da ballo oggi. Ma suono molti dei miei dischi durante le feste.. tra i miei dischi preferiti ci sono “What You Do”, “Poncho”, “4Emergency”, “Esa Nena Quiere 2020 rework” e “Llovizna rework”, ovviamente.

Per quanto riguarda i dj set, c’è una location particolare nel tuo cuore? Magari un luogo dove suoni ogni anno e dove non vedi l’ora di tornarci?

Ci sono così tanti posti incredibili in cui ho suonato che amo e sono sicuro di non ricordarli tutti. Di sicuro, l’Ushuaïa a Ibiza è uno di questi per il significato che ha nella mia storia e per il suo impatto in tutto il mondo. Ci suono da più di dieci anni, quindi la vedo come una casa. Anche il Cile per me è casa e ogni anno non vedo l’ora di tornare a suonare per i miei amici. Alcuni dei momenti più emozionanti della mia carriera sono avvenuti in Cile e sono sicuro che ce ne saranno altri. Ho un grande amore anche per il Perù e l’Italia, luoghi dove vogliono solo che tu suoni e non ti fermi mai!

La tua prossima uscita su Crosstown Rebels è davvero sensazionale. Il suono è molto elaborato e ben strutturato. Cosa ti ha ispirato di più durante la produzione di questo lavoro?

Ero in vacanza in Sicilia con la mia famiglia e ho preso il mio laptop per ogni evenienza. Dopo pranzo, un giorno, ho iniziato a produrre musica con Ableton e la linea di basso di “What You Do” è venuta fuori senza pensarci troppo. Da lì l’ho visto molto chiaramente: era una di quelle tracce in cui tutto accade naturalmente e in un paio d’ore avevo l’intera struttura. Ascoltandola si può notare che non si tratta di una traccia complicata: ci sono percussioni, basso, una linea di sintetizzatore e voce. Il ritmo l’ho sentito bene sin da subito e ho sviluppato così una buona tensione ed alcune parti un po’ più vuote. La maggior parte delle mie grandi tracce sono così: pochi elementi solidi ed il pezzo si costruisce praticamente da solo.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante il seguente testo "Α FRANCISCOALLENDES FRANCISCO ALLENDES WHAT YOU DO W/ HARRY ROMERO REMIX"

Perché hai scelto questa etichetta per il lancio dell’EP?

Crosstown Rebels è sempre stata nella mia lista delle etichette preferite. Pubblicano fantastici brani dance che non sono scontati ed è così che mi sono sentito riguardo a questo disco. Ha uno stato d’animo più synth-melodico rispetto alla maggior parte della mia musica e ho pensato che pubblicarlo su CR sarebbe stato fantastico. Quindi li ho mandati a Damian Lazarus.. che non mi ha risposto per tipo un mese.. fino a quando non mi sono svegliato una domenica mattina con un suo messaggio Whatsapp in cui c’era un suo video dove passava “What You Do” a Club Space di Miami, con la folla totalmente impazzita in pista. Sono così entusiasta di tornare su questa etichetta.

Cosa consiglieresti ai nuovi talenti emergenti, soprattutto per quanto riguarda il connubio tra produzioni e performance dal vivo? Ci sono dei consigli in particolare che vorresti dare?

Non c’è modo di sviluppare un’abilità se non ci investi tantissimo tempo. Vivi nel tuo studio creando il tuo stile di produzione e cerca la musica per creare DJ set solidi e strabilianti ogni giorno. Produci cento tracce, pubblica solo le dieci migliori e preparati a suonare in qualsiasi momento prestabilito, principalmente warm-up in cui non sarai in grado di suonare dischi con un sound spinto.. ma dovrai comunque dare il massimo per essere notato. Sii coerente e sii pronto a sentire un “no” molte volte. Impegnati il ​​più possibile e ricordati di divertirti sempre.

Pensi che la produzione musicale sia davvero fondamentale per essere un artista completo o è bene distinguere la figura del produttore da quella del dj?

È fondamentale, ovviamente. Alla fine è la produzione di musica che porterà le prenotazioni che ti faranno uscire e fare il DJ. È difficile perché essere un buon produttore non fa di te un buon dj e viceversa.. ecco perché è così importante lavorare sodo in entrambi gli aspetti.

Quali sono i tuoi prossimi appuntamenti sui palcoscenici internazionali? E quali sono i tuoi progetti futuri?

La stagione di Ibiza è appena cominciata e mi esibirò per diversi spettacoli di ANTS a Ushuaïa, oltre ad alcune domeniche ad Octan. Suonerò anche in alcuni festival come Animal Sound a Murcia, Weekend Beach a Malaga, Sunrise in Polonia e altri spettacoli del tour ANTS. Sto programmando di tornare negli Stati Uniti, in Colombia, in Argentina e, ovviamente, tornerò in Cile con un nuovo tour! Non vedo l’ora!

ENGLISH VERSION

Francisco Allendes is going to release his next “What You Do EP” on Damian Lazarus’ Crosstown Rebels. We had the pleasure of retracing with him some important moments in his career, full of goals and critical issues at the same time.

Francisco Allendes is a dj-producer who doesn’t need presentations. His productions have traveled the world over the last few decades, allowing him to perform at the most important festivals on the international scene. Creamfields, Awakenings, Mysteryland, The BPM Festival, Hyte are just some of the stages on which Francisco was able to propose his own sound. A distinctive and easily recognizable sound: solid groove, Latin percussion, captivating melodies and engaging vocals. His musical culture is enviable! During this interview he told us about his first steps, starting from his classical studies. From 2001 to today his career has been consolidated more and more, until reaching global success with the track “Esa Nena Quiere” released in collaboration with Aldo Cadiz on Steve Lawler‘s VIVa Music label.

We took advantage of his vast experience to take stock of the situation, asking him for a personal opinion about today’s nightlife and the approach that new recruits should keep in mind to continue working in the right way. Here is our latest talk with Francisco Allendes!

Hi Francisco! Welcome to Parkett. How are you? How is this historical moment of effective recovery of nightlife going?

I’m really good, thanks! Right now I’m in the middle of a very intense USA/Mexico tour, something that has been on standby for a couple of years for reasons we all know. I’m so happy I’m able to do this again and get to see people all around the world that are also super excited for the comeback of live events. I see a different energy on the dancefloor; the mood is a celebration of this moment and that we are once again able to dance together. Everybody just wants to party to the max 🙂

Regarding your beginnings: how did you approach music for the first time?

My relationship with music started when I was eight years old when I started taking violin lessons. I did that for around 7-8 years, and it was rigorous – basically, my life was going to school in the morning and studying violin and music theory in the afternoon. Most of my friends were from the music school, and on weekends we would have orchestra rehearsals… so yeah, my life revolved around music from very early on. When I became a teenager, I could already read and write music. I started playing guitar and keyboards, exploring classic rock music, where I discovered synthesizers, and from there, my electronic music journey began.

How did you organize yourself at the production level during the pandemic? Did you prefer to produce a lot or give yourself a moment of respite to do something else?

My producing time during the pandemic was so bad! I couldn’t go to my studio, so I created a space in my apartment to work on music, but for some reason, I couldn’t find much inspiration to work on tracks. I used this time with no parties to be more with my family, and it’s something I’m very happy that I could do since I usually don’t spend many weekends with my son, for example, and things like that. Every day I heard my friends saying things like, “oh, this week I finished nine tracks, I finished my album today”, and I thought “oh my god, I’m in trouble”. I started several new songs that I’m finishing now, and I also finished a few EPs that I produced whilst travelling back to Chile and on holidays in Italy. This Crosstown Rebels release is one of those releases.

Among your releases, which is the record you usually like to listen to more willingly? What is the one you play the most during your DJ sets?

My first Cadenza release is still one of my favourite releases. All three tracks tell a story and make me travel back to that time when all was starting to happen. Unfortunately, it’s not a release I can play very much since its style doesn’t fit many dancefloors today. But I play many of my own records at parties; my favourites are ‘What You Do’, ‘Poncho’, ‘4Emergency’, ‘Esa Nena Quiere 2020 rework’ and the ‘Llovizna rework’, of course.

Regarding DJ sets, do you have a place in your heart where you usually play? Maybe a location where you play every year and where you can’t wait to go back?

There are so many incredible places where I’ve played that I love that I’m sure I don’t remember them all. For sure, Ushuaïa in Ibiza is one of them because of what it means in my history and its impact worldwide. I’ve been playing there for more than ten years, so I see it as home. Also home is Chile, and every year I can’t wait to come back and play for my friends. Some of the most emotional moments of my career have happened in Chile, and I’m sure they will continue. I have a big love also for Peru and Italy, places where they just want you to play and never stop!

Your next release on Crosstown Rebels is truly sensational. The sound is very elaborate and well structured. What inspired you the most during the production of this work?

I was on holiday in Sicily with my family, and I took my laptop just in case. After lunch one day, I started playing with Ableton and the bassline of ‘What You Do’ appeared out of nowhere. From there, I saw it very clearly – it was one of those tracks where everything happens naturally, and in a couple of hours I had the whole structure. If you look at it, you will see that it’s not a complicated track: drums, bass, a synth line and vocals. I felt the groove going and developed tension and a few breaks. Most of my big tracks are like this – a few solid elements and the song builds itself.

Why did you choose this label for the launch of the EP?

Crosstown Rebels has always been on my list of favorite labels. They release amazing dance tracks that are not generic, and this is how I felt about this record. It has a more synth-melodic mood than most of my music, and I thought releasing them on CR would be an amazing fit. So I sent them to Damian Lazarus, who didn’t say anything about them for like a month until I woke up on a Sunday morning with a Whatsapp message from him playing ‘What You Do’ in Space Miami with the crowd going nuts in the break of the track. I’m so excited to be back on the label.

Damian Lazarus

What would you recommend to new emerging talents, especially regarding the combination of productions and stage performance? Are there any particular advice you would like to give?

There’s no way to develop a skill if you don’t invest tonnes of time on it. Live in your studio crafting your production style and look for music to create solid and mind-blowing DJ sets every day. Produce 100 tracks, release only the best 10, and prepare yourself to play in any set time – mainly warm-ups where you won’t be able to play the bangers and need to be noticed anyway. Be consistent and be ready to hear a ‘no’ many times. Put in the work as hard as you can and remember to have a good time always.

Do you think music production is really fundamental to be a complete artist, or is it good to distinguish the figure of the producer from that of the DJ?

It is fundamental, of course. In the end, it’s the production of music that will bring the bookings that will make you go out and DJ. It’s tricky because being a good producer doesn’t make you a good DJ and vice versa – that’s why it’s so important to work hard in both aspects.

What are your next dates on the international stages? And what are your future plans? 

We just started the Ibiza season, where I will be playing several ANTS shows in Ushuaïa and some Sundays in Octan. I’m playing a few festivals as well, like Animal Sound in Murcia, Weekend Beach in Malaga, Sunrise in Poland and more ANTS tour shows. I’m also scheduling to come back to the US, Colombia, Argentina and, of course, my next Chile trip! I can’t wait!