+ 46 = forty nine

I Moderat annunciano l’uscita del loro nuovo album il prossimo 13 maggio. Abbiamo ascoltato “More D4ta” in anteprima per voi.

 

La storia dei Moderat affonda le radici nel 2002 quando Gernot Bronser e Sebastian Szary (Modelselektor) e Sacha Ring (Apparat) decidono di far confluire le rispettive esperienze musicali in un trio, Moderat, riconosciuto a livello mondiale per la passione e l’entusiasmo con il quale hanno portato la loro musica da Berlino in tutto il globo.

Nel 2003 la realtà dei Moderat diventa ufficiale con il loro primo EP, “Auf Konsten der Gesundheit”. Da questo momento in poi, i tre non hanno più arrestato la loro produzione. Forse, la forza dei Moderat è stata proprio quella di non ‘vincolarsi’ al trio: essi hanno avuto la libertà creativa di continuare a produrre e ad esibirsi come solisti e collaborare insieme, facendo quindi confluire le loro esperienze nei loro album. Ed è proprio quello che accade nel 2009 con la release del primo album, “Moderat” pubblicato su BPitch Control.

Moderat, Art Cover

La strada non può che essere in discesa a questo punto. Ed i fan non aspettavano altro che una seconda release, visto il successo della prima. Ecco che nel 2013, “II” spiazza un momento le aspettative del pubblico. L’album si fa manifesto dell’innovazione per il trio, forse in un momento in cui Apparat e Modelselektor vogliono esplorare nuovi orizzonti musicali. Oltre ai consolidati stilemi elettronici, “II” tende una mano alla musica pop.

I grandi successi come “Bad Kingdom” o “Damage Done” ti fanno pensare: “ok, questa la posso ballare ma la posso mettere su mentre cucino!” D’altronde, chi non ha mai provato ad intonare “Bad Kingdom” quando l’ascoltava?

 

 

Ci avviciniamo gradualmente ai giorni nostri: nel 2016 esce “III” sull’etichetta Mute Records. Ormai il meccanismo è ben oliato e lo stile dei tre è chiaro ed evidente nelle tracce proposte. Eppure anche qui l’ascoltatore rimane sorpreso: musicalmente ascoltiamo ritmi un po’ inaspettati, alcuni dei quali romantici e un po’ gotici altri più da dancehall. Tutti impreziositi da testi molto introspettivi e dalla voce di Sasha Ring. Vogliamo a proposito riproporvi “Reminder” nella performance live presso l’organizzazione no profit KEXP di Seattle.

 

 

Il prossimo 13 maggio 2022 è vicino e sarà la data di uscita di “More D4ta” su Monkeytown Records (il nome dell’album sta anche a ricordarvi che questo è il quarto della serie). Questo album è un esercizio di introspezione sonora e lo si può capire un po’ anche dal titolo.

È evidente e,ripetuta più volte, che una delle caratteristiche del nostro mondo contemporaneo siano i dati: siamo invasi, attraversati da dati. Ovunque. Dalla semplice gestione delle nostre finanze, alla comunicazione, alla musica stessa. Ed in tempi un po’ oscuri purtroppo i dati ci creano ansie, insicurezze e preoccupazioni.

“More D4ta” è una ricerca ed approfondimento musicale del field recording: attraverso l’utilizzo di strumentazioni avanzate cercano di catturare dei suoni ambientali e delle frequenze inesplorate. Avevamo anticipato l’uscita del nuovo album dopo la release di “Fast Land”, una traccia che ci fa sentire la preoccupazione per il futuro conoscendo le dinamiche presenti (nelle quali siamo tutti coinvolti). Il video infatti ricorda molto delle scene distopiche alla “Black Mirror”.

 

 

Abbiamo avuto la possibilità di ascoltare l’intero album in anteprima e vogliamo raccontarvi un po’ le nostre emozioni, al di là della felicità per l’attesa finalmente conclusa.

Tracklist

  1.  Fast Land
  2.  Easy Prey
  3. Drum Glow
  4.  Neon Rats
  5.  Soft Edit
  6.  Numb Bell
  7.  Undo Redo
  8.  Doom Hype
  9.  More Love
  10. Copy Copy

 

Con “Easy Prey” entriamo nel vivo del disco. La traccia è stata rilasciata a marzo ed è forse una delle tracce più intense ed emotive di tutto il disco: al beat ed al synth molto etereo si affianca la voce di Sasha Ring che sembra stia confessando in musica un’esperienza passata personale.

Il video è curato da Cyprien Clément-Delmas che ha ambientato la scenografia in una località remota dove un uomo si ritrova a camminare (e ballare) all’interno di un data center per poi a staccare cavi dai server, interferendo con la vita degli altri protagonisti del video.

 

 

“Easy Prey” ci introduce ad una realtà cupa: quella di “Drum Glow”. Questo brano presenta un sottofondo drum and bass marcato con degli ululati e dei cinguettii sinistri, quasi come se stessimo entrando in un bosco infestato da spiriti. Questo ingresso culmina però in un’atmosfera incandescente di un giro di chitarra distorto che sembra ci riporti ad un momento di calma, pace mentre tutto intorno è confuso; un po’ come stare nell’occhio di un ciclone.

Improvvisamente ci sentiamo catapultati in un contesto urbano: l’inizio di “Neon Rats” richiama i suoni di una metropoli frenetica. Il beat progressivo lo rinforza. Chiudendo gli occhi possiamo immaginarci come in un tunnel, attraversati da dati, informazioni, connessioni rendendo forse l’idea della realtà estenuante alla quale ci troviamo davanti quotidianamente con i nostri lavori, le nostre interazioni e la nostra voglia di conoscenza.

“Soft Edit” è il punto di mezzo dell’album. Una traccia che mescola dei vocals elettronici, robotici ad un sottofondo quasi sacro, caratterizzato dalle note di un organo synth.

Con “Numb Bell” il nostro percorso sperimenta un momento di ripresa: l’esperienza estenuante e frenetica di “Neon Rats” culminata nell’atmosfera eterea di “Soft Edit” vede, o meglio, sente un momento di introspezione. Qui si sente molto l’imprinting dei Moderat e lo stile che abbiamo imparato a conoscere ed apprezzare nei precedenti album. E piano piano recuperiamo le energie…

E con “Undo Redo” si ritorna a dei ritmi accelerati dove la voce di Sacha Ring condivide una confessione, una riflessione dolorosa del proprio passato nelle parole ‘I fight the past, I fight the past to be erased’ .

“Doom Hype” suona un po’ come la traccia del riscatto. Dopo aver toccato il fondo con la riflessione drammatica sulla propria esistenza passata, l’hype sostenuto dal beat incalzante ci fa reagire, svegliare e sentire ancora vivi e capaci di tornare gradualmente a pensare ed a vivere.

Ora la ripresa è consolidata: “More Love” è un inno, un’esortazione quasi. E’ vero, la nostra vita è contornata dai dati e dalle loro conseguenze, ma abbiamo ancora modo di essere umani, di dare amore a chi ci sta accanto. E’ questo che si può sentire dentro con questa traccia di sottofondo. Un’emozione, una spinta ad aprirci di nuovo verso il mondo e non richiuderci nei dati.

L’album si chiude con “Copy Copy”. La voce di Sasha Ring, delicata e perfettamente integrata con i synth distorti in sottofondo, accompagna la fine di questo percorso ripetendo nel ritornello: “Copy of a copy, the servant of a servant, time after time, you’ll never exist”. Un ritorno alla realtà della nostra vita quotidiana ma con una consapevolezza maggiore delle nostre esistenze in un mondo di dati.

“More D4ta” esce il prossimo 13 maggio sulla label Monkeytown Records ed è disponibile in diversi formati: CD, LP, LPDX in download e, ovviamente, in formato digitale sulle maggiori piattaforme musicali.

More D4ta, Art Cover