− two = eight

Ancora una volta la club culture entra in un videogioco, “Hitman 3”, che presenta all’interno un locale ispirato alle migliori realtà techno berlinesi.

C’è chi ci ha visto il Griessmühle, chi il Berghain, altri il Kraftwerk o gli spazi esterni del Sysiphos. Beh, hanno tutti ragione perché al Club Hölle di Hitman 3 sono presenti molti aspetti familiari della scena techno della capitale tedesca.

Questa volta i designer della IO Interactive hanno fatto veramente un buon lavoro. Entrando al Club Hölle, una vecchia centrale nucleare riconvertita situata alla periferia di Berlino, si ha veramente la sensazione di stare in un locale notturno. Raggi intermittenti al neon, pilastri di cemento, bagni affollati, folle festanti, chi balla per conto proprio, perfino la coda all’ingresso, il canto degli uccellini in uscita la mattina e, neanche a scriverlo, la musica techno sparata da casse gigantesche.

Certo, l’atmosfera underground di Hitman si presta bene a queste ambientazioni ma non è il primo gioco che collabora con la techno culture. Ne abbiamo parlato diverse volte e spesso il clima in game è sempre distopico, futuristico e il motivo è evidente visto le sensazioni che provoca questo genere. Basta vedere i più recenti titoli che contengono elementi della nightlife, come GTA V in cui possiamo trovare anche Solomun, Tale Of Us, Dixon come resident di locali virtuali o Nina Kraviz in Cyberpunk 2077.

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Le musiche per il Club Hölle, inoltre, sono frutto del compositore Niels Bye Nielsen, come tutta la colonna sonora e nel gioco il locale è anche luogo di una missione chiamata “Kill the DJ” in cui il freddo Agente 47, non essendo trasportato dalle vibrazioni della musica, spara in testa al DJ in console.

Insomma, Hitman 3 è al momento il videogame più adatto per i nostalgici della vita notturna, metafora perfetta del periodo che stiamo vivendo in cui stanno uccidendo il clubbing.