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In questo episodio di Internal Selection meets DB Artists Crew vi proponiamo il sound di una delle artiste italiane più conosciute e apprezzate dalla clubbing culture internazionale, Francesca Lombardo.

Cresciuta artisticamente a Londra ma italianissima di nascita, Francesca Lombardo ci racconta del suo percorso all’interno della musica elettronica dai primi ep su Crosstown Rebels fino ai giorni nostri. Ecco cosa ci ha svelato.

Ciao Francesca, benvenuta su Parkett. Sappiamo che sei una musicista che ha studiato pianoforte sin da giovanissima; come e quando ti sei avvicinata alla musica elettronica?

Ciao e grazie per l’invito. La musica elettronica mi ha attratto fin da adolescente. Ho avuto la fortuna di ascoltare musica elettronica grazie a mio zio, che mi introdusse a qualche gruppo straniero come i Kraftwerk e Mike Oldfield. Ho avuto il mio primo incontro con uno studio di produzione all’età di 12 anni e mi sono innamorata immediatamente dei vari synth e macchine, ero incantata da quello che potevo creare nell’ambiente dello studio sola con sintetizzatori e drum machine senza bisogno di una band o di essere in molti. Mi sono resa conto che potevi fare veramente delle cose incredibili con l’aiuto della tecnologia. Era più o meno il 1990, c’erano ancora gli Atari…

Quanto pensi sia stato determinante per il tuo inizio l’incontro con Damian Lazarus e Crosstown Rebels?

L’incontro con Damian mi ha aiutato a lanciarmi nel mondo, a farmi conoscere velocemente come artista e a cominciare a vedere la musica non solo come una grande passione ma anche come una vera e propria carriera. Ho imparato tante cose sull’industria della musica da quel giorno, sia le cose positive che quelle negative. Il tutto mi ha aiutato a crescere come artista e a capire chi sono veramente e come voglio formare la mia carriera.

Dopo l’uscita del tuo album, credi che continuerai a includere sempre più strumenti suonati dal vivo nelle tue performance live?

Mi piacerebbe sicuramente portare avanti il progetto ed espanderlo, pur continuando a suonare come dj naturalmente. Ho sempre sognato un live con tanti strumentisti per portare la mia musica più vicina al cuore delle persone; vedremo cosa succede, step by step, non ho fretta.

Da italiana emigrata all’estero per seguire la sua passione: cosa pensi manchi al nostro paese per poter essere attrattivo come altre realtà che possiamo definire club-friendly?

Oggi giorno manca quello che c’era quando io sono andata via: la rivalutazione della scena musicale italiana nella musica underground, il saper scegliere e bilanciare la musica nei club tra artisti italiani e stranieri. Mi ricordo negli anni ’90 quando la scena musicale italiana nei club era al suo picco: era stupendo. Ogni club aveva una storia, e gli artisti erano scelti con molta delicatezza e stile. Oggi mi sembra un po’ tutto cambiato, le line up sono spesso scelte per il numero di gente che l’artista porta; per riuscire a sopravvivere e affrontare i costi si dimenticano i grandi artisti e dj italiani storici che abbiamo noi in Italia, alcuni non più conosciuti dal nuovo dancefloor italiano perché non ne hanno mai sentito parlare. Bisogna tenere stretto il suono italiano, perché è quello che fa la storia.

Al mondo d’oggi per essere un dj di successo quanto incide l’essere anche un producer? Credi che questo ti abbia aiutato?

Essere solo dj o dj e producer è una scelta che deve essere fatta se si ha la passione, indipendentemente dal fatto che aiuti o no la propria carriera secondo me. Io sono nata prima come compositrice e poi sono diventata dj perché mi divertivo e mi piaceva molto la scena rave. Per ottenere successo devi fare quello che ti fa stare bene secondo me, ci sono molti djs che hanno successo che però non producono la fuori, però eventualmente si sentono obbligati di farlo a un certo punto. Dipende tutto da cosa vuol dire avere successo per te.

Cosa c’è nel futuro di Francesca Lombardo?

Nel mio futuro c’è tanta musica nuova e un bimbo! L’anno prossimo ho in programma un singolo del mio album che uscirà con dei remix esclusivi dei leggendari 808 State e The Orb, e mi sono inoltre permessa di remixare anche io la mia stessa traccia. Inoltre sto lavorando al mio secondo album che spero finire prima di diventare mamma. Continuerò a suonare live e come dj cercando di portare la mia musica in giro per il mondo.

Che tipo di podcast hai preparato per i nostri lettori?

Per i nostri lettori ho preparato un set che spazia dalla techno all’house, abbastanza uplifting, con tracce nuove, vecchie e unreleased. Ho incluso musica di The Orb, Idriss D, un upcoming release di Lou Flores sulla mia label Echoe, e molti altri pezzi interessanti. Spero vi piaccia!