44 + = forty eight

Abbiamo intervistato Elena Iusco, fondatrice di INVEINS, una radiostazione virtuale che prende vita mensilmente attraverso dei Podcast pubblicati su SoundCloud, e che grazie alla musica elettronica proposta, sta raggiungendo ogni angolo del pianeta.

INVEINS nasce a Milano, in una metropoli e in un contesto storico che negli ultimi anni ha vissuto la monopolizzazione di realtà più o meno consolidate e stabili. Prende vita nel 2015 dalla mente di Elena Iusco, e pianta le proprie radici proprio tra le strade di una città dove le mode passano in fretta come le stagioni. Ma è grazie alla costanza e alla passione per la musica che INVEINS riesce ad affermarsi, spinto dalle aspettative e dalla consapevolezza di essere una realtà che piace. Il suo punto di forza sono sia la particolarità degli artisti internazionali proposti, che gli ascoltatori sempre più numerosi e che arrivano da città come Berlino; mecca della musica elettronica da sempre, nonché inappuntabile punto di riferimento per tutti gli addetti ai lavori. INVEINS è riuscito col tempo ad aggregare dentro un’ora o due di musica sperimentale, un collettivo legato dall’impulso per il suono introspettivo, l’isolamento e gli stati di coscienza meditativi non ordinari.

Pubblica il suo primo Podcast tre anni fa, proponendo Brando Lupi, nome legato al cinema per la composizione della colonna sonora del film La Solitudine Dei Numeri Primi“. Artista a 360 gradi, da producer a fotografo, da Dj a label owner dell’etichetta Detune Records, Lupi è responsabile di aver dato il via a quello che da li a breve sarebbe diventato uno dei canali più importanti di Milano. Tra gli altri nomi proposti finora troviamo Luigi Tozzi, Isorinne, Ben Buitendijk, Hiver, Sandra Mosh, Claudio PRC, Ness, Roberto Clementi, Jamie McCue, Deepbass, Hydrangea, Fabrizio Lapiana, Primal Code, Raär, Opuswerk, Artefakt e moltissimi altri.

“…sperimentare e mettersi in gioco con sonorità caratterizzate da suoni atmosferici e naturali, in grado di catturare lo stato d’animo dell’ascoltatore e farlo uscire dalla propria coscienza, permettendo alla mente di sfuggire dal presente e rifugiarsi in un luogo sicuro”. -Elena Iusco

INVEINS come tutte le cose in naturale evoluzione, è ancora nel suo stadio primordiale, come ci spiegherà Elena, mente dietro la quale si muove questo interessante progetto. Immaginatelo per il momento, come se fosse una stanza dove al suo interno convivono tutte le creazioni di artisti che come marchio di fabbrica, hanno una marcata inclinazione verso la sperimentazione, caratteristica che attraversa risonanze dalla Ambient Music alla Techno dalla Deep alla Space Music. Un luogo non luogo, dentro il quale gli utenti possono affacciarsi da ogni angolo del pianeta e scegliere l’artista o il Podcast che preferiscono, iniziando così il proprio personale viaggio interiore. Una stanza che molto presto cercherà di ampliare i suoi spazi, e che permetterà a INVEINS di diventare anche qualcosa di materialmente più concreto, nella speranza che resti in Italia e non si sposti all’estero.

Ed è un piacere per noi di Parkett farvi conoscere questo progetto, proprio attraverso le parole della sua creatrice: Elena Iusco.

Ciao Elena e benvenuta su Parkett.

Partiamo dal principio e ripercorriamo insieme sia la nascita di INVEINS, che il percorso musicale della sua creatrice. Raccontaci di te, del tuo trascorso, del tuo avvicinamento alla musica elettronica fino ad arrivare al giorno in cui mentre stavi ascoltando musica, hai pensato?

Ho sempre avuto una grande passione per tutto quello che riguarda il mondo del suono, le impeccabili dancefloor della Puglia e le meritevoli piste Milanesi mi hanno fatto avvicinare sempre di più alla musica elettronica. Ho voluto concretizzare questa mia passione creando INVEINS, una radiostazione virtuale dove mensilmente vengono proposti dei podcast di artisti di fama internazionale. Se devo dare una definizione al progetto posso dire che INVEINS riflette un insieme di musica e carezze, un cerchio di emozioni, un rilascio di note, passioni senza limite. Inveins vuole portare nella nostra mente grandi idee e filosofie mai concesse.

Dai primi podcast fino ad arrivare ai più recenti, da Brando Lupi per passare a Claudio Prc, Alan Backdrop, Hiver, Roberto Clementi, Fabrizio Lapiana, Primal Code e Raar, il progetto sembra segua un filo conduttore in continua evoluzione stilistica. Come si sviluppa esattamente la ricerca di INVEINS nella selezione degli artisti?

INVEINS propone un’etica musicale un po’ insolita. Gli artisti scelti sono radicati in realtà ben definite ma con noi hanno la possibilità di sperimentare e mettersi in gioco con sonorità caratterizzate da suoni atmosferici e naturali, catturare lo stato d’animo dell’ascoltatore e farlo uscire dalla propria coscienza permettendo alla mente di sfuggire dal presente e rifugiarsi in un ‘luogo sicuro’.

Il percorso artistico INVEINS è in continua evoluzione, abbiamo molte richieste da parte di tantissimi artisti, selezionarli è complicato perché il panorama musicale attuale è molto ricco e c’è davvero un forte entusiasmo. La nostra scelta musicale deriva semplicemente da un gusto personale che ho definito negli anni, interagire direttamente con gli artisti mi permette di poter condividere idee e scelte musicali con grande professionalità cercando di mantenere una logica stilistica.

Radicalismi Ambient, estremizzazioni Deep e avanguardie che si aggirano intorno a generi piuttosto introspettivi e molto ricercati. INVEINS conferma che l’odierna panoramica musicale italiana ed estera emergente, è disseminata di realtà nuove e di ottima qualità, ma che purtroppo a volte faticano ad elevarsi a causa di un mercato sempre più orientato a considerare esclusivamente i grandi numeri e di conseguenza i grandi nomi. Come si pone INVEINS di fronte a questa considerazione?

INVEINS conferma che il panorama musicale emergente è di ottima qualità, noi cerchiamo di dare spazio a chi ci colpisce maggiormente e merita di avere ascolti di una certa importanza, dagli artisti più conosciuti a quelli meno e le statistiche di ascolto parlano chiaro, siamo seguiti in tutto il mondo dal Giappone, agli Stati Uniti con la percentuale più alta in Germania e questo per noi è davvero un grandissimo traguardo.

Penso che la musica online stia assumendo grande importanza nelle classifiche mondiali e di riflesso nel consumo musicale, una giusta combinazione di streaming e social sta cambiando il modo con il quale etichette discografiche e artisti si approcciano al mercato, sfruttando la massiccia presenza online dei consumatori e la popolarità di piattaforme molto facili e comode da usare in qualsiasi momento della giornata. Siamo inoltre proiettati sempre più velocemente ad un mercato globale, poiché non vi sono barriere e siamo liberi di ascoltare musica proveniente da qualsiasi paese del mondo, grazie alla presenza di diverse piattaforme online.

Noi con il nostro canale proponiamo musica che può essere condivisa e commentata istantaneamente, diamo la possibilità ad artisti, anche indipendenti di avere lo spazio necessario per la promozione e cosa più importante condividere il proprio talento con altre persone. Certo non è tutto, un artista deve avere un contatto diretto con il proprio pubblico, avere un riscontro immediato e girare il più possibile, purtroppo non tutti ci riescono, forse nessuno si prende la responsabilità di ospitare artisti emergenti?

Tra le idee che emergeranno in futuro all’interno del progetto, la musica elettronica proposta da INVEINS e la realizzazione di podcast sono senza dubbio il format che più si avvicina al concetto di viaggio interiore, isolazionismo e se vogliamo anche meditativo. Ma non solo, sono anche il punto di congiunzione tra chi vi ascolta in streaming e chi spera che il progetto si concretizzi in una one night o comunque in una realtà che esca dalle pareti domestiche. E’ corretto?

Si, hai detto bene i podcast sono il format vincente per noi, penso che siano davvero tanti i benefici che la musica può apportare al nostro benessere sia a livello fisico che mentale, è un mezzo di meditazione e può alleggerire le nostre giornate, noi riceviamo giornalmente feedback positivi e tanto supporto per il progetto, questo ci sta spingendo a pensare INVEINS al di fuori della rete, abbiamo molte idee e sicuramente in un futuro non troppo lontano le concretizzeremo.

I tuoi podcast fanno un numero di ascolti tale da inserire INVEINS a testa alta tra i progetti più interessanti e promettenti della scena elettronica milanese ma soprattuto italiana. Parlaci di quali difficoltà trova lo sviluppo di questo progetto a livello organizzativo, umano e burocratico in una metropoli come Milano, che non troverebbe in città come per esempio Berlino.

Come ho accennato precedentemente la statistica degli ascolti è alta in Germania soprattutto a Berlino, da sempre meta importante per gli artisti e per i musicisti in particolare, vincente è l’aria che si respira in città, fonte ispiratrice di grandi successi. Importante è anche il grande spirito di sperimentazione, curiosità ma soprattutto l’interesse da parte dei settori organizzativi per nuovi progetti e nuove idee, possiamo dire che Berlino è una città proiettata nel futuro. Tutte le idee che abbiamo riguardante un ipotetico nuovo progetto per inveins vorremmo presentarle inizialmente su Milano, del resto è la nostra città e speriamo di trovare giusto spazio e tanto supporto per farci conoscere da chi ancora non ci considera.

Hai dei collaboratori coi quali stai lavorando, chi c’è dietro INVEINS oltre a te?

INVEINS nasce da una stretta collaborazione con Hortense che si è occupata da subito e per anni della grafica del progetto, dandogli un impronta artistica di grande valore. Da quest’anno il team è cambiato e si è allargato con Alessandra, Ilona e Giulia, posso dire di essere entusiasta di lavorare e condividere la mia passione più grande con persone che sostengono e credono al cento per cento in tutto quello che è e sarà INVEINS.


Ci sono ancora molte strade che INVEINS potrà adottare in futuro, che sia prossimo o remoto, ma quello che possiamo affermare oggi è che i suoi Podcast, sono sempre più seguiti. E che la scelta di utilizzare lo streaming come ponte per raggiungere la vita di qualcuno che non si conosce, esplorare nuovi territori musicali e poterli raggiungere in ogni momento della giornata, è stata la mossa vincente.

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