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Napušten presenta “Tell Me Aboundless”, un nuovo progetto per ascoltare buona musica e scoprire tutti i dettagli dei giovani talenti della scena.

Domenica 7 ottobre da qualche parte in Toscana è accaduto qualcosa di veramente interessant: i ragazzi del Napušten hanno lanciato una nuova iniziativa intitolata “Tell Me Aboundless“.

Ma guardiamo più da vicino Napušten, questa giovane realtà italiana che conferma la necessità delle nuove generazioni di esplorare il mondo della musica e dei club.

Napušten tradotto dal croato vuol dire abbandonato, perché l’obiettivo principale della realtà toscana è quello di portare musica elettronica e grandi sogni nelle location più marginali, nei posti messi quasi da parte dalla società e soprattutto in una regione come la Toscana che appare sempre più affamata di nuove situazioni.

Lo scorso luglio lo stesso collettivo ha organizzato un festival in provincia di Arezzo che grazie ad artisti come: Domenico Crisci, Perc e I Hate Models ha richiamato nel cuore della Toscana migliaia di giovani provenienti da ogni parte dello stivale.

L’affetto dimostrato dal pubblico ha generato nella crew il bisogno di creare un nuovo punto di incontro per tutti gli amici che abbiano voglia di condividere la passione per la musica elettronica e fare aggregazione.

Nasce così Tell Me Aboundless, che prende il nome da un gioco di parole per sottolineare il desiderio di portare la musica nei posti abbandonati e negli spazi sconfinati (boundless – sconfinato).

Protagonisti di questo concept sono i giovani artisti che hanno avuto modo di affermarsi nelle grandi e piccole realtà, che decidono di raccontarsi attraverso un’intervista con tanto di telecamere, per aiutare il pubblico a tracciare il profilo di una generazione diversa dagli stereotipi.

Il primo appuntamento di Tell Me Aboundless ha avuto luogo in un’officina meccanica dove la consolle è stata montata su due contenitori di latta per benzina, circondata da veri e propri muri di pneumatici e il tutto è stato reso ancor più particolare dalla presenza di una Ford Mustang rossa fiammante.

Sotto i riflettori di questo primo episodio abbiamo visto Kobold, artista italianissimo che a soli 25 anni è riuscito a costruire in breve tempo una realtà notevole come quella del TimeShift di Bologna.

Dopo aver risposto a qualche domanda biografica, raccontando di sé, delle origini della sua passione e degli episodi che più hanno segnato il suo percorso artistico, si è cimentato in un dj set di circa due ore.

Un’intervista a 360° che ha spaziato davvero su tanti argomenti, è stata solo l’introduzione di un dj set vivace, mai scontato che è riuscito a mettere d’accordo tutti i presenti, che intanto hanno ballato divertendosi fino alla fine della performance.

L’iniziativa è stata completamente registrata in video dai ragazzi dello staff ed il pubblico ha dimostrato molto interesse, facendo registrare 3000 visualizzazioni nel giro di una manciata di ore.

Il successo del primo episodio di Tell Me Aboundless è frutto forse dell’incredibile genuinità con la quale sono state organizzate le cose: il pubblico ha avuto modo di rispecchiarsi nelle figure oltre lo schermo perché la realtà che traspare da quelle immagini lancia un semplice messaggio: bastano pochi amici, buona musica e tanta voglia di divertirsi per riuscire a far festa.

In attesa del prossimo appuntamento vi invitiamo a guardare il videoclip: Tell Me Aboundless Chapter 1