four + one =

Jeff Mills sta per pubblicare un interessantissimo triplo CD, “Sight, Sound and Space”, sulla sua etichetta Axis. 

Due mesi fa vi parlammo del nuovo, ennesimo progetto di Jeff MillsSight, Sound and Space“, in uscita proprio domani, 4 ottobre, su Axis Records. Oggi vi riportiamo l’intervista integrale diffusa dal suo ufficio stampa e rilasciata a Parkett in esclusiva per l’Italia, in cui Jeff Mills si apre a Lee Shields riguardo al suo nuovo progetto, in cui esplora l’animo umano, i sensi e l’annoso rapporto uomo-musica declinato in termini di vista, suono e Spazio. Elementi che hanno sempre caratterizzato la personalità artistica del leggendario artista techno.

Cosa ti ha ispirato a inserire queste tracce in un nuovo album?

È stato l’aspetto del tempo e dello spazio in questa era a provocare l’idea del Director’s Cut. Guardare indietro ai lavori passati col fine di riesaminare e, in certi casi, modificare e migliorare.

Perché l’album è stato diviso in tre parti e qual è stato l’impeto nel decidere le tre sezioni?

Queste tre materie, vista, udito e ciò che ci circonda, sono le materie verso cui mi sono maggiormente diretto negli ultimi 25 anni. È stato un modo per categorizzare e appropriarsi delle tracce.

Lo spazio è stato prevalente in una vasta parte del tuo lavoro, perché ha un simile significato per te? Hai citato lo sci-fi come un tuo interesse dalla gioventù; perché è ancora così forte ad oggi?

Immagino che lo Spazio e la nostra posizione in esso sarebbero stati di grande interesse per chiunque. Credo che il mio interesse sia più normale che anormale e sono grato per l’opportunità di usare la musica per esprimere come mi sento al riguardo. La science fiction è un genere comune nello storytelling e una buona parte di esso è basato su come ci sentiamo o come ci immagineremmo in determinate situazioni. Immagino che i miei longevi interesse dipendano dal fatto che sono intrigato da dove l’umanità è diretta e che avventure ci aspettano.

Cosa puoi dire sia stato esplorato del tema spaziale in questo progetto che non è stato esplorato prima, o come si sviluppa la storia dello Spazio per Jeff Mills?

Relazionarsi alle cose attraverso il contesto può essere un elemento molto importante nello storytelling e un aspetto che connette le persone in modi molto personali. Ciò che può sembrare unico e inedito è connettere gli album e le traccce di questo progetto a certi eventi mondiali – alcuni eventi che la maggior parte di noi ha vissuto e sperimentato. Ricordare certi tempi, ricordare una certa traccia può portare fuori ricordi di quell’era. È importante perché sono ricordi che modellano il nostro giudizio, razionalizzano la nostra comprensione e posizione e, ovviamente, modellano la nostra visione del futuro.

È perché comprende tracce dal tuo back catalogue che questo è lo sviluppo del concetto di Spazio per te, tracciando una storia che è stata la principale componente del tuo lavoro?

Scoprire cosa c’è nello Spazio è la nostra miglior sfida. Scoprire e imparare chi e cosa siamo realmente (lo spazio profondo) sarebbe un’altra sfida incredibile. Non riesco a immaginare altre materie più importanti di queste.

La vista è un concetto che hai approfondito precedentemente e che hai persino messo in musica in classici film. Qual è la motivazione nel produrre tracce e comporre per questi progetti?

La motivazione è iniziata come un modo per portare più attenzione sulla musica elettronica, ma nel corso del tempo quell’obiettivo è stato raggiunto. È normalizzato. Ora sto trovando modi unici per modificare ciò che può essere il concetto di un cine-mix. Ho delle idee per far sì che i film sia molto di più di guardare e ascoltare. Situazioni in cui gli spettatori diventano partecipi nella storia. Vedono se stessi come personaggi. La motivazione è quella di rendere la storie più credibile al punto che lo spettatore non possa più distinguere tra storia e realtà. 

Cosa significa la vista nella techno?

Questa è una domanda soggettiva, ma suppongo che per molte persone significhi essere in grado di vedere qualcuno più chiaramente attraverso questa musica. Quando la musica è impattante, tocca certe parti dell’animo umano. Più questo accade, più diventiamo una specie migliore. Siamo meno confusi, spiritualmente parlando.

Che impatto ha avuto su questo album e sul tuo lavoro in generale aver sonorizzato film come “Woman In The Moon”?

“Woman In The Moon” di Fritz Lang fu una vera sfida. Una lunga storia, quasi tre ore. Separai il film in tre parti e composi la musica in più di un anno, creando circa 200 bozze di tracce. Credo che nella musica più uno spende tempo a creare, più uno impara cosa fare e non fare! Si migliora a sapere cosa funziona. Credo che questa colonna sonora mostri come mi sono evoluto nel tempo.

Il suono, ovviamente, è un fenomeno critico per tutti i musicisti e gli artisti. È il fulcro del tuo lavoro. Com’è stato progettato il suono in questo progetto?

Sarebbe bello che tutti sentissero tutto allo stesso modo, questo sarebbe un sogno per tutti i musicisti, ma come ognuno sente le cose può variare molto. Sapendolo dalla mia lunga carriera nella musica, ho imparato nel tempo che ci sono certi modi che possono allettare meglio le orecchie e le menti delle persone e questi ruotano attorno all’aspetto dell’equilibrio spaziale e alle percezioni uditive. Le tracce in questo album sono buoni esempi di come usassi queste tecniche negli anni.

Per te il suono è del tutto basato sulla percezione?

Non del tutto, ma è un elemento vitale nel processo. Anche sapere qualcosa riguardo al carattere del tuo ascoltatore tipo è importante. Comprendere “cosa significa cosa” è la cosa più importante.

Techno e musica elettronica sono il futuro dell’esplorazione sonora? Al riguardo, sono anche il futuro dell’esplorazione dello spazio? C’è una “condizione superiore” da raggiungere attraverso questo media?

Credo che non abbiamo ancora raggiunto quel punto nella musica e nel suono. Credo anche che techno e musica elettronica non siano mai stati molto facili da capire. Siccome il genere è molto libero e rimane così, è difficile afferrare pienamente dove possano essere i suoi confini (se ce en sono). Vedo questa strana situazione come un segno del futuro. La techno è una navicella spaziale con nessuno che la guida. Il genere fluttua senza meta piuttosto che viaggiare in una direzione particolare. Secondo me questo è il suo aspetto più forte.

Interview and text by Lee Shields 

Tracklist Jeff Mills – “Sight, Sound and Space”

CD 1: SIGHT
Perfecture
Deckard
Le Mer Et C’est Un Caractere
Homing Device
The Never Ending Study
The Drive Home
Parallelism In Fate
Devices
Transformation B (Rotwang’s Revenge)
Sleepy Time
Multi-Dimensional Freedom
Descending Eiffel Stairs

CD 2: SOUND
The Hunter
The Bells
4Art
The 25th Hour
Growth
Spiral Galaxy
Microbe
Jade
Where The Shadows Have Motives
Flying Machine
Compression Release
Into The Body
The Resolution
Spiral Therapy

CD 3: SPACE
Introduction Phase 1-3
Mercury (Residue Mix)
Unreleased 002
The Believers
The Industry of Dreams
Stabilizing The Spin
G-Star
Planet X
The Worker’s Party
Daphnis (Keeler’s Gap)
Outer Space
Unreleased 005
Self-Portrait
Aitken Basin
Deadly Rays (Of A Hot White Sun)
Medians


ENGLISH VERSION

What inspired you to compile these tracks into a new album?

It was the aspect of time and in this era that provoke the idea of The Director’s Cut. Looking back to past works in order to re-examine and in cases, to modify and enhance.

Why was the album split into three parts, and what was the impetus in deciding the three sections?

These three subjects: seeing, hearing and one’s surrounding are the subjects that most of my direction has been for the past 25 years. It was a way to appropriate and categorize the tracks in terms of their purpose.

Space has been prevalent at the forefront of a vast amount of your work, why does it hold such significance to you? You cited sci-fi as an interest of yours since your youth; why is it so strong till this day?

I would imagine that the subject of Space and our placements in it would be of great interest to anyone. I think that my interest is more normal than it is abnormal and I’m grateful for the opportunity to use music to express how I feel about this subject. Science Fiction is the common man’s genre of storytelling and a lot of it is based on how we feel or would imagine ourselves in such situations. I guess my long-standing interests is because I’m intrigued about where humanity is headed and what adventures lie ahead for us.

What can you say has been explored in the theme of space in this project that hasn’t before, or how it develops the story of space for Jeff Mills?

Relating to things through context can be a very important element in storytelling and an aspect that connects people in very personal ways. What might be unique and something that I’ve never did before was to connect the albums and tracks of this project to certain world events – ones that most of us have lived through and experienced. Remembering back to a certain time, remembering a certain track might bring out other memories of that era. This is important because it is memories that shape our judgment, rationalize our understanding and positions and of course, shapes our view of the future.

Is it that because it features tracks from your back catalogue that it is the development of space as a concept for you, tracking a story that has been the main component of your work throughout?

Discovering what is in Space is our greatest challenge. Discovering and learning about who and what we really are (the inner space) would be a close second! I can’t think of any other subjects that are more
important than these.

Sight is a concept you have delved through previously, and have even sounded some classic films. What is the motivation in producing tracks and composing scores for these projects?

The motivation started out as a way to bring more attention to Electronic Music, but over time, that objective had been achieved. It is normalized. Now, I’m finding unique ways to modify what the concept of a cine-mix could be. I have ideas of experiencing film to being much more than just watching and listening. Situations where the “would-be watcher” becomes a participant in the story. Seeing themselves as characters. The motivation is making the story more believable to the point the watcher can’t tell the difference anymore.

What does sight mean to techno?

That’s a subjective question, but I would assume to many people that it means being able to see ones self more clearly through this music. When the music is impactful, it touches a certain parts of people’s soul. The more this happens, the better a species we become. We are less confused (Spiritually speaking).

How has scoring films like Woman In The Moon affected this album and your work as a whole?

Fritz Lang’s “Woman In The Moon” was quite a challenge to score. A long story, almost 3 hours long. I separated the film into 3 parts and composed the music for it in just over one year, creating about 200 track sketches. I think in music, the more one spends time to create, the more one learns what and what not to do! One gets better at knowing what works. I think this score shows how I’ve progressed over time.

Sound, of course, is a critical phenomenon for all musicians and artists. It is the fulcrum of your work. How was sound projected in this project?

I wish everyone heard all things the same, this would be a dream to all musicians, but how we each hear things can greatly vary. Knowing this from my long career in music, I’ve learned over time that there are certain ways that can better entice people’s ears and minds and it revolves around the aspect of spatial balance and sound perceptions. The tracks in this album are good examples of how I used these
techniques over the years.

To you, is sound all about perception?

Not all, but it is a vital element in the process. Knowing a little something about your typical listener’s character is important too. Understanding “what means what” is the most important.

Finally, is techno and electronic music the future for exploring sound? For that matter, is it the future for exploring space; is there a higher state to be reached through the medium?

I believe we haven’t reached that point in music and sound yet. To another similar point, I also think that Techno and Electronic Music has never been very easy to understand either. Because the genre is so free and remains this way, it’s hard to fully grasp where boundaries (if there are any) might be. I see this strange situation as a sign of the future. Techno is a spacecraft with no one actually driving it. The genre floats along aimlessly rather than travel in any particular direction. In my view, this is its strongest asset.

Interview and text by Lee Shields