five + = twelve

“Le donne sono solitamente peggio degli uomini nel djing”: questa la frase che il dj e produttore tedesco Konstantin si sarebbe lasciato scappare in un’intervista al magazine tedesco Groove.

Ci sono alcune affermazioni che non fa mai piacere sentire, ma che colpiscono ancor di più se espresse da qualcuno che fa parte del panorama della musica elettronica. Un panorama completamente aperto, che ha le sue basi nell’assoluta parità ed egualità. Cosa che Konstantin, co-fondatore dell’apprezzatissima label Giegling, dovrebbe sapere benissimo.

Eppure, nonostante in questo mondo non ci sia spazio per l’intolleranza e per la chiusura mentale, periodicamente si manifestano casi quantomeno spiacevoli. Dopo l’eclatante omofobia di Ten Walls e la denuncia di un maschilismo generalizzato e spesso latente da parte di Jackmaster, è la volta di una frase particolarmente sessista pronunciata dall’artista di casa Giegling.

A quanto pare, un giornalista della rivista tedesca Groove avrebbe intervistato Konstantin su un treno diretto a Lipsia, dove l’artista avrebbe dovuto esibirsi. L’intervistatore spiega che il racconto di un innocuo aneddoto avrebbe portato ad una discussione riguardo al femminismo e, più in particolare, alle donne nella musica elettronica.

È a questo punto che, con apparente sorpresa del suo interlocutore, Konsantin avrebbe affermato di considerare ingiusto che le donne dj siano così fortemente promosse, nonostante siano solitamente peggio nel djing rispetto agli uomini.

L’artista aggraverebbe la propria posizione parlando di una fantomatica propensione “naturale” degli uomini per il djing. Per concludere, dice che le donne che vogliono perseguire una carriera in un’industria dominata dagli uomini (come quella della musica elettronica) devono perdere le loro “qualità femminili” e diventare più “virili”.

Le frasi hanno causato una comprensibile e inevitabile indignazione da parte di diversi artisti, tra cui The Black Madonna, Mike Servito. È importante specificare che i membri dell’etichetta hanno preso le distanze durante l’intervista stessa, chiarendo che la sua opinione non è quella dell’intero collettivo. Anzi, sarebbe decisamente isolata.

Oggi è arrivata anche la risposta dell’interessato, che a Resident Advisor spiega di essere stato frainteso dalla giornalista Laura Aha, la quale non avrebbe compreso il suo pesante e provocatorio senso dell’umorismo. Continua dicendo di non avere nulla contro le donne nella musica elettronica e di non pensare minimamente le cose che gli sono state attribuite.

Qui un’approssimativa ma chiara traduzione in inglese dell’articolo originale: