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Il quindici di settembre nascerà a Milano una nuova ed eclettica realtà: tra musica e rigenerazione spirituale, all’interno del Tempio del Futuro Perduto prenderà vita “La Cura”.

Nata da un’idea di Mara Prandato, secondo la sua visione “La Cura” prende vita da una forte necessità di stabilire una connessione profonda con tutto ciò che ci circonda. Un percorso di contatto e integrazione, una vera e propria guarigione personale, utilizzando musica, canti, danze, proiezioni visive, fuoco e incenso; permettendo di esplorare la realtà non ordinaria a livello visivo, auditivo ed emozionale. Come ci spiega lei stessa, ogni singolo dettaglio è studiato per originare armonia e pace, ed è proprio solo in questo stato che l’essere umano, secondo riti che risiedono nelle culture più remote del pianeta, può generare e diffondere amore.

Gli archetipi che stanno alla base dell’esperienza sciamanica per esempio, e che secolo dopo secolo vengono attivati nelle persone in modo diverso a seconda delle esperienze vissute, sono composti da fattori centrali (core elements), e la musica rituale vi ricopre un ruolo essenziale da sempre. Diventa basilare per un viaggio nella realtà non ordinaria, dalla quale è possibile far riemergere conoscenze ed esperienze mentali parallele, in grado di essere utili per se stessi e per tutti i membri del proprio collettivo sociale. Grazie alla capacità di viaggiare nell’altro mondo attraverso uno stato di coscienza diverso, come alcuni testi riportano, ci si avvicina alle persone ponendole di fronte a una diversa visione della realtà. Ed è questo uno degli obbiettivi che si cercherà di raggiungere con “La Cura“.

“Il forte richiamo l’ho trovato in un grande pratica religiosa, quella dello sciamanesimo. Gli sciamani sono figure antiche millenarie dove il sacerdote-guaritore-saggio attraverso pratiche spirituali e riti di guarigione è in grado di assistere e aiutare la propria comunità.”

I primi artisti ad esibirsi il 15 settembre saranno l’etnomusicologo Brian Shimkovitz in arte Awesome Tapes From Africa, artista che dal 2006 gira il continente africano ricercando nuovi suoni che spaziano tra African Funk, Hip Hop, Rap senegalese, Jazz etiope, Pop-Folk, Fuji, Benga, Tsonga, Disco, Rumba africana e Ethio-soul. Una vera e propria enciclopedia musicale con lo scopo di proiettarci in quella terra vastissima che al suo interno cela una miriade di suoni, sfumature e vibrazioni. Insieme a DJ Mexico b2b Dualismo e Minimal Afrika, progetto italiano nato da Luca Fontaneto, Marco Guizzi e MØUTH.

Mentre il secondo artista che sarà proposto all’interno de “La Cura” sarà Cielofuturo, l’alias di Francesco Tosini, video artista e grafico nato e cresciuto a Milano.

“Un artista che ammiro molto e con cui volevo collaborare da tempo, la sua ricerca video è basata sulla visualizzazione dell’energia intrinseca nel processo tra crescita organica e materia. Gli scenari astratti e metafisici creati vogliono agire sul subconscio e indagano i temi della percezione e della sinestesia.”

Parafrasando tra le parole della creatrice de “La Cura”, per arrivare alle prime pubblicazioni sul genere sciamanico e che oggi troviamo inserite probabilmente erroneamente in sottogeneri della World & Country, bisogna fare un importante salto nel passato ed arrivare al 1993; anno in cui inizia ad essere rilasciato materiale nato sulle creazioni di artisti come Kim Suk Chul Ensemble, con l’album Shamanistic Ceremonies of the Eastern Seaboard. Progetto che contiene tracce di quasi trenta minuti e che piantano un tassello fondamentale nella musica religiosa e dei suoi sottogeneri. Fino ad arrivare poi, a uscite più recenti come quelle di Stepanida Borisova, o dell’artista che considero personalmente una delle più rappresentative: Jocelyn Pook. Musicista che con gli album Flood del 1999 e Untold Things del 2001, ha ispirato registi come Stanley Kubrick e producer come Richard D. James aka Aphex Twin. Dalle gelide terre Siberiane alla Korea, dall’India al deserto messicano di Sonora, l’esperienza musicale ipnotica utilizzata come cura e vissuta come esperienza sensoriale, ha permesso all’uomo l’esplorazione del proprio “io” fin dai tempi più remoti.

“La tradizione tuvana afferma che le persone ammalate vengono guarite dal suono di uno strumento composto dal legno di un albero colpito e bruciato da un lampo”

L’unico posto a Milano dove era possibile realizzare tutto questo, afferma sempre la sua creatrice, è il Tempio Del Futuro Perduto, uno spazio libero che ci sta insegnando ad aprire gli occhi verso il cambiamento, un posto dove non sentirsi intrappolati, dove ognuno è padrone di se stesso, un posto che ti rende libero.

Location che prende vita grazie ad un gruppo di associazioni culturali milanesi che ha iniziato la sua ristrutturazione nel 2018, il Tempio Del Futuro Perduto è stato ricavato in uno degli edifici abbandonati all’interno della Fabbrica del Vapore, e si consolida una delle realtà più importanti a livello musicale e culturale di Milano.

“Spero che tutti voi insieme a me possiate far parte di questo nuovo inizio.” – Mara.

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