− four = three

Dal 2013 Lars Leonhard (produttore tedesco) collabora con l’agenzia spaziale americana della NASA, dimostrando che la musica elettronica non ha confini.

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Ricerche, ascolti, articoli, sperimentazioni, interviste, siti web.

Un dispendio di energie e tempo alla ricerca dello stile musicale più adatto al proprio gusto.

Ad un certo punto, si incappa nella casualità di alcune “visioni” e  ci si trova a viaggiare nell’universo, nello spazio, nella galassia e Dio solo sa dove altro e i confini diventano degli orizzonti improvvisamente raggiungibili. Bastava solo l’attimo giusto.

E allora arriva il momento di chiedersi: ma davvero può essere così semplice?

Ed in realtà un pò ci si rimane male, dopo tutto quel tempo gettato al vento quando bastava il fato. Certo, basandosi sugli interessi precedenti probabilmente le ricerche non avrebbero mai portato a scoprire un’artista come Lars Leonhard.

E allora ti chiedi: ma chi è Lars Leonhard? E ricominci con ricerche, ascolti, articoli, sperimentazioni, interviste.

Solo che questa volta il tempo è denaro e bisogna fare in fretta per non perdersi tutta la discografia di un’artista che con la sua musica ha fatto delle robe assurde, amplificando la voglia di curiosare e la voglia di fare viaggi sonori e visivi alla scoperta dell’universo Leonhardiano.

Lars Leonhard non è un bastardo che non si vuole far trovare, tutt’altro. Solo che avete presente i nerd? Ecco, tutti li vogliono nel proprio gruppo di amici ma poi si vergognano a farsi vedere insieme.

Lars è un’artista di musica elettronica tedesco atipico.

Non è il semplice dj da dancefloor, con i classici 130/140 bpm suddivisi in 4/4, ma rappresenta i “craftsman” (artigiani), parola utilizzata da Jean Claude Risset per definire gli artisti di musica elettronica come coloro che agiscono direttamente sulla costruzione del suono, simili a scultori, pittori, scrittori…

Lars Leonhard incarna alla perfezione la figura di scultore spaziale, scolpendo a propria immagine e somiglianza tracce ed album che prendono forma, vita, essenza.

Lo stile prettamente downtempo, IDM, ambient, influenzato da atmosfere dub-techno e deep-house è un susseguirsi di frequenze, vibrazioni, bit dai quali difficilmente se ne esce senza rimanerne confusi e frastornati.

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Lars Leonhard nasce nel 1973 ad Hilden (Dusseldorf). Fin da tenera età muove i primi passi nella musica esprimendo una passione irresistibile.

Incomincia sperimentando con l’industrial, dopodichè forma una band punk-rock chiamata “Chaos Digital” avviandosi nella scena musicale locale producendo tracce come “Kein Wu Du”.

Contemporaneamente lavora ad altri progetti, producendo jingles (per spot pubblicitari) e colonne sonore per un documentario sui graffiti di Robert Galtenhauser: “Art Inconsequece”.

Nel 2005 cura la musica per il padiglione tedesco all’Expo tenutosi in Giappone.

Nel 2010 firma un contratto con la BineMusic (etichetta tedesca di Essen) al fianco di artisti come Move D, Benjamin Brunn, Martin Nonstatic, Scanner, Finger in the Noise.

Ha pubblicato tracce ed album con le migliori etichette in circolazione come la già citata BineMusic, Ultimae Records, Diametral e Dreiton, Clear Recordings, nonostante molte molte sue release siano autoprodotte.

Ma il botto arriva nel 2013, niente di meno che dalla NASA. Notizia che ha il sapore di una scorzetta data da un amico appena usciti dal barbiere.

Lars Leonhard attira l’attenzione degli scienziati della NASA quando pubblica il suo album “1549”. Da quel momento parte una collaborazione (a lungo termine) audio-visiva con il team degli scienziati spaziali coinvolgendo la musica di Leonhard alle immagini riprese dal Solar Dynamics Observatory (SDO) ed altre esplorazioni spaziali, creando dei veri e propri film musicali e visivi.

Forse sarebbe più opportuno vederlo indossare il casco di una tuta spaziale, stile Deadmau 5 o alla Daft Punk per intenderci, ma come parte integrante di quel gruppo di nerd spaziali detiene un’immagine sobria e professionale.

Ci siamo addentrati nel viaggio ripercorrendo dieci pit-stop salienti della sua carriera verso il cosmo.

“1549” – BineMusic (2011)

Il titolo dell’album non è scelto a caso. Nel gennaio 2009 ci fu un ammaraggio d’emergenza dell’aereo commerciale americano 1549 sul fiume Hudson. L’emergenza derivò dall’impatto con dei volatili che danneggiò i motori Airbus A320. Dopo l’impatto la chiamata di SOS verso la torre di controllo era “cactus 1549”. Fortunatamente non ci furono vittime.

La traccia 1549 (omonimo dell’album) rappresenta bene il concetto che c’è dietro. Desta suspance, orrore e l’angoscia che cresce con suoni minimali, pads dolci e atmosfera di synth eclettici riportando ad un’ambient e dub techno di gran livello.

“Les quatre saisons” – BineMusic (2013)

Il disco scritto e suonato da Lars Leonhard vede la collaborazione di Alvina Red (artista svedese) nelle tracce: Le printemps, L’été, l’Automne, l’Hiver.

La traccia scelta è l’Automne. Le melodie del tedesco mescolate alla voce sensuale di Alvina Red rappresentano un’ode all’autunno, con voci corali che si innalzano dai tappeti di foglie cadute verso il freddo e la stagione invernale che incombe.

Il testo della canzone: L’autunno/nella morbida luce dorata/nei colori dell’autunno ramato/le sagome emergono/in pieno contro la luce/anicme che ricordano dei loro amori/un ultimo momento/buon riposo/l’ultima pausa/la pace dell’autunno.

“Les quatre saisons” – BineMusic (2013)

Summer Storms è un’altra traccia contenuta nell’album “Seasons“. Non si poteva ometterla. Summer storms raffigura un suono più forte, a tratti acido, cadenzato. I tuoni, i fulmini di sottofondo che sovrastano i kick sono delle mine che infondono respiri profondi, che inducono alla calma dopo che un tuono improvviso colpisce alle spalle, come il peggiore dei nemici.

“Another World” – Lars Leonhard self-production (2014)

Deep in Space, traccia estrapolata dall’album Another World è il primo passo verso il concetto di viaggio spaziale. In effetti la musica di Lars Leonhard non funziona senza il “discorso” di visuale. Il suono che produce, profondo, mixato tra deep-house, ambient e sonorità electro e Techno è di arduo ascolto. Acquisisce tutto più senso quando ci si immerge nelle immagini visive, trasportati in un universo sconosciuto, parallelo come se la musica fosse più extraterrestre che appartenente al pianeta Terra. Questa compilation contiene brani tratti dalle pubblicazioni di Ping Pong Party pubblicate da Glider Records, Sunk In Thoughts pubblicato da Flappers Records e Deep Serious pubblicato da Sonora Records.

“Passenger at night” – BineMusic (2015)

A night train to Berlin è una delle tracks d’effetto dell’album Passanger at night. Quest’album è il chiaro intento che il viaggio per Lars Leonhard non è solo concepito nello spazio sconosciuto, ma anche sulla Terra, uno dei pianeti facenti parte del cosmo. Di sicuro, proiettato nella notte e nel buio assoluto. Alla ricerca di soundscapes, la dub techno e l’ambient (come al solito) rappresentano un palcoscenico ove l’interprete s’acclama con una standing ovation.

“Station 12” – Lars Leonhard self-production (2015)

In Station 12 c’è tutta la versatilità e la cultura musicale di Lars Leonhard. Un EP completamente in sonorità deep-house. 4 tracce atmosferiche e profonde coadiuvate dalla voce di Beat Ride (Antigoni Kostala). With you è la traccia d’apertura del disco e la voce sublime di Beat Ride riporta un pò a quella musica dance anni ’90, da ballare e da ascoltare più che da scriverne.

“N.S.W.E” – Lars Leonhard self-production (2016)

L’elettromagnetismo terrestre è la causa della direzione Nord dell’ago della bussola. North una delle tracce presenti nell’Ep N.S.W.E abbina questa direzione univoca verso la musica di Lars Leonhard non smarrendo mai il seniero, nonostante si muova in tutti i punti cardinali. Sonorità rappresentate in tre dimensioni in chiave deep e atmosfere energiche con beats sintetici.

“Interstellar” – Lars Leonhard self-production (2017)

X-37 è una delle tracce contenute nell’album InterstellarIl Boeing X-37, noto anche come Orbital Test Vehicle (OTV), è un veicolo spaziale. L’X-37 è gestito dalla United States Air Force per missioni spaziali destinate a dimostrare lo sviluppo di tecnologie spaziali riutilizzabili. 

“Patterns in nature” – Lars Leonhard self – production (2018)

Patterns in Nature è un album fatto in collaborazione con Roman Ridder (Dusseldorf). La traccia in questione è Percolation theory (teoria della percolazione).

In fisica e chimica, con il termine percolazione si intende il lento movimento di un fluido attraverso un materiale poroso. S’intende (ad esempio) il movimeno dell’acqua che cola attraverso il suolo che accade a causa della gravità.

Dub techno e ambient s’incontrano, si uniscono generando qualcosa di unico. Rappresentare l’infiltrazione dell’acqua tramite la musica ha parecchio di visionario e di folle.

“Deep Venture” Lars Leonhard self – production (2015)

Deep Venture è semplicemente un capolavoro. Aggiungiamo che cinque delle tracce di questo LP vengono utilizzate dalla NASA per realizzare questo video inedito in 4k (raggiungendo sei milioni di views).

“Nello spazio, il Solar Dynamics Observatory della NASA, o SDO, tiene d’occhio la nostra stella più vicina 24/7. SDO cattura le immagini del sole in 10 diverse lunghezze d’onda, ognuna delle quali aiuta a evidenziare una diversa temperatura del materiale solare. In questo video, sperimentiamo immagini SDO del sole con dettagli senza precedenti. Presentato in ultra-alta definizione, il video presenta la danza del materiale ultra-caldo sulla nostra stella vivente in modo straordinario, offrendo una visione intima delle grandi forze del sistema solare.” (dalla descrizione del link di youtube)

Le tracce in questione sono: “Northern Stargazer” “Negative Thermal Expansion” “Photophore” “Osedax” “Retroreflector”.

I pad morbidi e gli accordi si incontrano con i ritmi amorevolmente progettati. I paesaggi sonori ampi incontrano i suoni di basso-elettronico e fx profondi. 

 

Nonostante si voglia considerare l’ambient, la downtempo e la deep in generale come musica di nicchia riservata a pochi eletti, Lars Leonhard sovverte queste chiacchiere da italiano medio, dando quella sensazione di infinito nel contesto di una concezione musicale ignorante avvicinandosi a dei limiti superabili, facendo del lavoro e della passione cardini imprescindibili, per raggiungere mete come la Luna ed il Sole.

In quella piccolissima percentuale che riesce ad approdare alle varie agenzie spaziali come la ESA o la NASA c’è, oltre ai soliti raccomandati e cervelloni, anche qualcuno che non parte fisicamente ma viaggia lungo l’asse spazio-tempo coinvolgendo un vasto pubblico verso orbite scenografiche.

Uno di questi è LARS LEONHARD.