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Legendary Paradox, alter ego musicale di James Mile, racconta il nuovo Ep “Cloud Shout”, in uscita su Impress e ci fa ascoltare in anteprima “Sunrise”.

Legendary Paradox è il nuovo progetto del dj livornese James Mile. La storia di James parte da molto lontano, quando, a soli vent’anni, suona tra i più importanti club toscani e diviene resident del King Club, nella sua città natale. Dopo qualche anno si sposta a Berlino, che diventa a tutti gli effetti la sua “casa” musicale.

La capitale tedesca è lo sfondo in cui nasce Impress , prima evento e successivamente label, che oggi ospita la release del nuovo alias Legendary Paradox. Il Watergate, location suggestiva sulle rive dello Sprea, diventa la dimora del party Impress, nato dalla collaborazione tra Marco Effe e Luca Albano, in arte Weg.

Un progetto che unendo uno stile musicale definito ed una visione artistica a 360 gradi ha saputo affermarsi a Berlino, e trovare uno spazio ben definito e chiaro in una città costellata di party. Tra i protagonisti di questa avventura James ha senz’altro avuto un ruolo fondamentale.

Il nuovo Ep “Cloud Shout” che sarà disponibile dal prossimo 24 giugno qui, racconta il desiderio di esplorare nuove frontiere musicali e riportare dentro le nuove produzioni, tutte le influenze musicali che hanno fatto parte della sua formazione musicale in una chiave contemporanea e personale.

Quattro tracce che spaziano tra sonorità jungle e shuffle garage, senza perdere la caratteristica vena emotiva che contraddistingue le produzioni dell’artista toscano. Oggi vi facciamo ascoltare in anteprima il brano “Sunrise”, realizzato in collaborazione con il pianista Francesco Carone, altro membro storico della famiglia Impress.

 

Abbiamo inoltre voluto parlare del nuovo progetto Legendary Paradox con James, per farci raccontare la genesi e lo sviluppo di questo lavoro. Buona lettura!

Ciao James. Benvenuto su Parkett.  Vorrei partire dal chiederti come stai e come stai vivendo questa ripresa degli eventi dopo due anni di stop causa pandemia.

Ciao ragazzi, grazie per l’invito!

Sto bene grazie, mi riempie il cuore vedere nuovamente gli eventi stracolmi di persone, avevamo tutti bisogno di tornare a sfamare la voglia di vivere emozioni dal vivo. Sono stato al One Day a Catania lo scorso maggio ed è stato pazzesco vedere tutta quell’energia della gente, mi sono emozionato. È come se stessimo vivendo un vero e proprio rinascimento, e quando al tempo pensavo ad una ripresa, ecco.. io la immaginavo proprio così!

Legendary Paradox nasce come un progetto parallelo al tuo principale. Mi piacerebbe sapere com’è nato questo progetto e se la pandemia e il momento di stop generale hanno influito sulla nascita di questa seconda identità artistica.

La pandemia è stata fondamentale per la nascita di questo progetto. Durante quel periodo ho avuto il tempo di guardare bene dentro me stesso e ripulirmi dalle cose superflue lasciando solo l’essenziale, come credo a molti di noi sia successo.

Durante il primo lockdown ho sentito il bisogno di tornare a Livorno, la piccola città dove sono nato e cresciuto, vicino alla mia famiglia e agli amici di sempre, ma anche dove tutto è iniziato artisticamente, come se avessi bisogno di respirare quell’ “aria primordiale”.

Mi sono creato il mio home studio proprio dove stava la mia vecchia cameretta e dove 10 anni prima avevo iniziato a fare le prime produzioni. Ho semplicemente cominciato a mettere insieme le tante nuove idee che avevo in mente ma che purtroppo prima non avevo il tempo di mettere a posto. Già da qualche anno avevo l’intenzione di creare un progetto parallelo, ma per farlo serve tempo e soprattutto le condizioni giuste, in quel momento avevo trovato entrambi.. il resto è venuto tutto da sé.

Lo scorso anno c’è stata la release su Virgo con il remix del brano “Nothing To Loose” su Virgo Music. Ti va di parlarci di questa release e del perché hai scelto di esordire discograficamente come Legendary Paradox proprio con questo remix.

Non è stata una vera e propria scelta quella di esordire con un remix, è semplicemente capitato e tra l’altro nato per gioco. Avevo nel mio computer le parti della traccia originale dato che sono la persona che cura i rapporti della label con gli artisti, quando ho sentito per la prima volta Nothing To Loose mi è piaciuta molto e dato che era un momento in cui stavo sperimentando questo mio nuovo stile, mi sono messo a “giocare” un po’ con le parti che avevo, inizialmente solo a scopo sperimentale, ma dopo qualche ora il remix era chiuso. Quando l’ho mandato ad Antoine(Electric Rescue) e ad Ilario è piaciuta molto, ero entusiasta!

Questo è il tuo primo Ep ufficiale ed è uscito appunto sulla label Impress. Cosa rappresenta artisticamente e personalmente Impress e che rapporto hai con Berlino, nonostante (credo) non ci viva più stabilmente?

Se nella domanda precedente ti ho parlato di qualcosa che è capitato quasi per caso, qua è l’esatto contrario… Appena finite le tracce non ho avuto dubbi, sapevo già a chi mandarle e quando ho ricevuto il feedback positivo ero contento di poter rilasciare il primo EP proprio su Impress che significa molto per me.

Con Luca e Marco, founder di Impress, c’è da sempre un sano rapporto di amicizia, specialmente con Marco con il quale siamo amici da oltre 15 anni ed inoltre siamo stati “flatmates” per molti anni quando vivevo a Berlino, c’è un rapporto intimo insomma.. il progetto l’ho visto nascere da quando era solo un’idea ed ho suonato sin dai loro primi party al Watergate.

Ci sentiamo periodicamente con i ragazzi, i quali mi aggiornano sempre sulle novità ed io sono sempre contento di dare consigli per sviluppo del progetto.

Berlino è la mia seconda casa. Dico sempre che mi ha cresciuto, certamente a livello musicale ma anche soprattutto umano. Sono arrivato che avevo 22 anni e me ne sono andato che già ne avevo passati 30, sono anni particolari quelli.. da ragazzi si diventa uomini. Appena ho la possibilità ci torno, ed ogni volta è come tornare appunto a casa.

In “Clout Shout” ci sono dei riferimenti musicali molto interessanti, dalla shuffle garage alla jungle breakbeat anni’90. Diciamo che in generale nell’ultimo periodo c’è stata una generale riscoperta dell’electro anni ’90. Quali son i riferimenti musicali che ti hanno ispirato e come sei riuscito a riproporli dentro una chiave assolutamente contemporanea?

Tutte le tracce sono state prodotte in un periodo in cui ascoltavo molti podcast di Classic Jungle, juke/footwork, drum and bass, speed garage e molta musica in generale di artisti come: Dehnam Audio, Kessler, Tim Reaper, Overmono, Joy Orbison, Sherelle, LCY, Breaka, Elkka, Prayer e tanti altri..

Sicuramente questo mi ha influenzato molto, penso di aver semplicemente aggiunto queste nuove influenze a cosa già mi piaceva prima.

La traccia che presentiamo in anteprima su Parkett è “Sunrise”, per la quale hai lavorato con Francesco Carone. Come avete sviluppato il concept di questa traccia e come avete lavorato a livello strumentale per creare quest’atmosfera sognante?

Lavorare con Francesco è fantastico, quando ci mettiamo in studio si crea sempre un’atmosfera pazzesca. Un giorno è venuto a trovarmi per farmi sentire un po’ di cose nuove a cui stava lavorando e ad una certa spunta fuori questo giro di keys atmosferici susseguito da questo arp in pieno 80’s che entra a metà traccia, ero stregato. Al secondo play avevo già ben chiaro in testa come doveva essere il giro delle drum.

 

Dentro la tua musica c’è da sempre la necessità di unire il groove ad una parte più evocativa, emozionale. Quale passo ulteriore segna il progetto Legendary Paradox nella tua ricerca e sperimentazione?

Si è vero, sono un sentimentale lo ammetto. Da quando faccio musica mi è sempre venuto più facile creare melodie emozionali rispetto ad altro. Ed anche quando sto facendo qualcosa di meno melodico, c’è sempre il momento in cui il pad ce lo provo sopra giusto per sentire come ci sta, perché non si sa mai.

In questo nuovo progetto ho voluto mantenere un po’ quello stile emozionale ma accompagnato da una struttura diversa, utilizzando drums più vicine alla speed garage alternate da amen breaks ed aggiungendo dei reese bass atmosferici.

Hai intenzione di portare questa nuova identità artistica ad un livello live-dj set o per il momento vuoi concentrarti unicamente sulla produzione?

Al momento questa è una domanda a cui non so rispondere, devo ancora capire delle cose, ma quando magari sarò pronto perché no.

Per il momento continuerò a focalizzarmi sulla produzione.

Ti lascio chiedendoti quali son i tuoi progetti futuri e chiederti se vuoi lasciare un messaggio speciale ai lettori di Parkett.

Ho diversi progetti aperti ai quali sto lavorando ed anche con Francesco abbiamo intenzione di metterci presto a lavorare a cose nuove, spero di poter farveli sentire presto. Un saluto a tutti i lettori di Parkett e grazie per avermi letto fino a qua, fate un salto ad ascoltare l’EP!

Grazie di essere stato nostro ospite.

Grazie a voi! è stato un piacere!


ENGLISH VERSION

Hi James. Welcome to Parkett. I would like to start by asking you how are you and how you are experiencing this recovery of events after two years of hiatus due to a pandemic.

Hi guys, thanks for the invitation!

I’m fine thanks, it fills my heart to see the events crowded with people again, we all needed to go back to feed the desire to experience live emotions. I was at One Day in Catania last May and it was crazy to see all that energy from the people, I got excited. It is as if we were experiencing a real renaissance, and when at the time I was thinking of a recovery, that’s it .. I imagined it just like that!

Legendary Paradox was born as a parallel project to your main one. I would like to know how this project was born and if the pandemic and the general stopping moment influenced the birth of this second artistic identity.

The pandemic was fundamental for the birth of this project; During that time I had the time to look inside myself and cleanse myself of superfluous things, leaving only the essential, as I believe many of us have.

During the first lockdown I felt the need to return to Livorno, the small town where I was born and raised, close to my family and friends of all time, but also where it all started artistically, as if I needed to breathe that “air primordial”.

I created my home studio right where my old bedroom was and where 10 years earlier I had started making my first productions. I just started to put together the many new ideas I had in mind but unfortunately I didn’t have time to fix before. For a few years I had been planning to create a parallel project, but to do so it takes time and above all the right conditions, at that moment I had found both … the rest came by itself.

Last year there was the release on Virgo with the remix of the song “Nothing To Loose” on Virgo Music. Would you like to tell us about this release and why you chose to debut as Legendary Paradox with this remix.

It wasn’t a real choice to debut with a remix, it just happened and, among other things, was born for fun. I had the parts of the original track in my computer since I am the person who takes care of the label’s relationship with the artists, when I first heard Nothing To Loose I liked it a lot and since it was a moment in which I was experiencing this. new style, I started to “play” a bit with the parts I had, initially only for experimental purposes, but after a few hours the remix was closed. When I sent it to Antoine (Electric Rescue) and Ilario liked it a lot, I was thrilled!

This is your first official Ep and it came out on the Impress label. What does Impress represent artistically and personally and what relationship do you have with Berlin, despite (I believe) no longer living there permanently?

If in the previous question I told you about something that happened almost by chance, here is the exact opposite … As soon as I finished the tracks I had no doubts, I already knew who to send them to and when I received the positive feedback I was happy to be able to release the first EP right on Impress which means a lot to me ..

With Luca and Marco, founder of Impress, there has always been a healthy relationship of friendship, especially with Marco with whom we have been friends for over 15 years and we have also been “flatmates” for many years when I lived in Berlin, there is an intimate relationship in short .. I saw the project born since it was just an idea and I have been playing since their first parties at Watergate.

We talk periodically with the guys, who always update me on the news and I am always happy to give advice for the development of the project.

Berlin is my second home. I always say that it raised me, certainly on a musical level but also above all on a human level. I arrived when I was 22 and I left when I had already passed 30, those are special years .. from boys you become men. As soon as I have the chance I go back, and every time it’s like going home.

In “Clout Shout” there are some very interesting musical references, from the shuffle garage to the 90’s jungle breakbeat. Let’s say that in general in the last period there has been a general rediscovery of the 1990s electro. What are the musical references that inspired you and how did you manage to re-propose them within an absolutely contemporary key?

All tracks were produced in a time when I was listening to many Classic Jungle podcasts, juke / footwork, drum and bass, speed garage and a lot of music in general from artists such as: Dehnam Audio, Kessler, Tim Reaper, Overmono, Joy Orbison, Sherelle, LCY, Breaka, Elkka, Prayer and many others ..

Surely this influenced me a lot, I think I just added these new influences to what I already liked before.

The track we present in premiere on Parkett is “Sunrise”, for which you worked with Francesco Carone. How did you develop the concept of this track and how did you work instrumentally to create this dreamy atmosphere?

Working with Francesco is fantastic, when we go to the studio it always creates a crazy atmosphere .. one day he came to see me to make me feel some new things he was working on and somehow this round of atmospheric keys comes out. followed by this arp in the middle of the 80’s that enters in the middle of the track, I was bewitched .. at the second play I already had a clear idea of ​​what the drum tour was supposed to be like.

Inside your music there has always been the need to combine the groove with a more evocative, emotional part. What further step does the Legendary Paradox project mark in your research and experimentation?

Yes it’s true, I’m a sentimental I admit. Since I have been making music, it has always been easier for me to create emotional melodies than anything else. And even when I’m doing something less melodic, there is always the moment when I try the pad on it just to hear how it fits, because you never know ..

In this new project I wanted to keep that emotional style a bit but accompanied by a different structure, using drums closer to the speed garage alternating with amen breaks and adding some atmospheric reese bass.

 

Are you going to bring this new artistic identity to a live-dj set level or do you want to focus solely on production for the moment?

At the moment this is a question I can’t answer, I still have to understand some things, but when maybe I’m ready why not ..

For the moment I will continue to focus on production.

I leave you wondering what your future projects are and wondering if you want to leave a special message to Parkett’s readers.

I have several open projects that I am working on and also with Francesco we intend to start working on new things soon, I hope to be able to let you hear them soon.Greetings to all of Parkett’s readers and thanks for reading me up to here, drop by and listen to the EP!

Thank you for being our guest.

Thanks to you! it was a pleasure!