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40 anni e tanta voglia di fare: Leon è emerso dal buio del lockdown italiano con un nuovo EP

All’alba del duro periodo di chiusura totale del nostro paese, con le piste da ballo ancora vuote e le consolle spente, in esclusiva su Parkett la testimonianza che il mondo della notte e i suoi protagonisti sono tutto tranne che inattivi. Questa testimonianza ci viene da Ruggero Di Gianvito, in arte Leon.

È uno di quelli che non si è mai fermato, neanche nel momento più duro della crisi. Ha saputo sfruttare il periodo di pausa dagli eventi live per produrre un nuovo disco, che ha intitolato “Disco 3000” e che vedrà la luce il 9 ottobre prossimo  su Hot Creations, leggendaria etichetta dell’eclettico produttore e dj inglese Jamie Jones.

Abbiamo avuto l’occasione di ascoltare un brano del nuovo disco, “Groove It“. È un prodotto atipico, difficile da catalogare effettivamente. Abbiamo una base tech sostenuta ed incalzante, un vocale maschile quasi biascicato, un synth che fa il suo ingresso a gamba tesa e che scuote l’attenzione di coloro inevitabilmente persi nel ritmo.

Le percussioni sono praticamente onnipresenti, così come suoni più oscuri, disseminati per tutta la durata della traccia, che sembrano venir fuori direttamente da qualche polveroso studio della New York degli anni ’90. Il senso della traccia è chiaro: un pezzo da lanciare in piena  serata, quando la pista è carica, oppure subito prima di arrivare al climax dell’evento, proprio per favorire l’ascesa massima.

Le buone notizie e le sorprese non finiscono qui. Incuriositi dal misterioso quanto accattivante suono di “Groove It”, abbiamo contattato Leon e abbiamo scambiato due chiacchiere, parlando di lui, della sua carriera, del neonato EP e delle sensazioni che hanno guidato il giovane Ruggero alla realizzazione del disco. Senza indugiare oltre, ecco a voi la nostra intervista a LEON.

ITALIAN – ENGLISH

Buongiorno Ruggero, grazie per il tuo tempo. Iniziamo con la mia domanda preferita: chi è Leon, prima di diventare Leon? Voglio dire, come descriveresti il “fattore Ruggero” dietro Leon?

Sono nato come DJ negli anni’90, quando avevo 15 anni. Ovviamente allora ero Dj Ruggero, quindi Leon è nato molto più tardi, circa nel 2007/2008, quando ho cominciato  ap a produrre musica e volli cambiare il mio nome da artista. Ho scelto Leon per una serie di ragioni personali, legate alla mia famiglia, ma anche al mio segno zodiacale e ad un cane chiamato LEONE. Dal 1995 fino al 2007 ero Dj Ruggero e ho fatto una lunga gavetta suonando anche gratis per clubs in tutta Italia. Sono poi diventato resident di una piccola sala del Cocoricò di Riccione e di un party francese molto importante, di nome Folies De Pigalle o Juice of Juice, insieme a Dj storici come Ralf!

Come hai iniziato a fare il dj? Chi o cosa ha costituito fonte d’ispirazione per te (se c’è stato qualcuno o qualcosa)?

È iniziato tutto naturalmente, quando mio padre e mio zio, entrambi amanti della musica, hanno iniziato a farmi ascoltare i loro dischi, dal rock alla musica elettronica, poi dai Led Zeppelin ai Depeche Mode. Non ricordo cosa successe ma mi appassionai a vedere i DJ della mia città suonare a party privati e da quel momento iniziai a comprare vinili. Avevo un una piccola consolle a casa. Suonai alle feste di compleanno di amici più grandi e riuscii a farli ballare, tutti si divertirono con quello che proposi e lentamente passione e interesse crebbero. Passo dopo passo mi innamorai di tutti i produttori statunitensi, in particolare Todd Terry, MAsters At Work, Mood II Swing, e il mio preferito: Danny Tenaglia!

Leon

Come hai capito che fare musica sarebbe stato ciò che avresti voluto fare per vivere?

L’ho capito perché era il mio pensiero fisso la mattina e la notte prima di dormire. Era quello che mi eccitava più di tutto, mi faceva ridere,  piangere, mi aiutò durante momenti difficili ed era con me durante bei momenti, pensavo solo alla musica, sono sempre stato molto devoto, alle volte ne ho quasi paura, è come una droga per me!

Qual è stato l’evento dove Leon è nato ufficialmente?

Il primo evento ufficiale di Leon è stato quando Steve Lawler mi ha invitato a suonare prima di lui al Sunwaves Festival in Romania, 10 o 12 anni fa. Un momento indimenticabile della mia vita!

Se potesse scegliere un evento al quale hai suonato in passato e che vorresti rivivere e uno dove vorresti suonare, quali sarebbero e perché?

Caspita… Ho suonato in un sacco di posti e feste n giro per il mondo. Penso che la festa di chiusura sulla terrazza dell’Amnesia ad Ibiza, per il format Music On, dove ho suonato prima che iniziasse Marco Carola, fu fantastico! E ora come ora se potessi vorrei davvero suonare cinque ore al Panorama Bar di Berlino!

Parliamo di Dischi. Scegli tre tracce lasciando che il tuo istinto personale ti guidi e spiegami che cosa significano per te. Possono anche essere tuoi dischi, ovviamente.

Sarà una risposta molto istintiva. Ascolto un sacco di musica e ho un sacco di dischi preferiti.

Nicolas Jaar- NO (è un pezzo melodico perfetto, adoro la musica ambient sperimentale)

New Order- Blue Monday (è un classico, spesso lo suono in chiusura e succede il panico. Bellissimi momenti.)

Leon-Disco 3000 (ho scelto questo disco perché credo sia una delle cose migliori che abbia creato nella mia carriera).

Quando hai iniziato a produrre la tua musica?

Più o meno 15 anni fa.

Leggendo online, posso comprendere che la tua carriera ha avuto il suo lancio globale nel 2009. Era un periodo molto duro per l’House Music, siccome stava iniziando la transizione dai suoni Funky Vocal a quelli Minimal/Elettronici, orientati all’EDM intesa come Progressiva/Electro. Qual è stato l’ingrediente segreto che ti ha permesso di rimanere te stesso e non gettarti nella a capofitto in produzioni Tech House rapide?

Mi ricordo bene quel periodo, era il momento in cui uscì la mia release su VIVA MUSIC e fu un grandissimo successo. Era un suono diverso, era fresco, era molto diverso dal suono minimal che aveva regnato per anni. Ebbe immediatamente riconoscimento, venendo suonata da Villalobos, Loco Dice, Luciano, e ovviamente Steve Lawler e Pete Tong su BBC RADIO ONE. Mi ricordo che i giornali mi chiavano “colui che ha reinventato il suono house”. Era molto eccitante per me, mi ricordo che quella release uscì dopo un sacco di tempo chiuso in studio cercando di trovare il suono giusto, quello che mi rappresentasse, un suono house, un suono che ricalcasse le mie radici musicali Americane. Odiavo la musica Minimal, quindi non producevo cose di quel genere. Ecco perché uscì qualcosa di diverso e più fresco. Ci ho messo dentro voci Rap, variazioni di Kik e Hi HAt…

Se potessi salvare da un furto solo uno strumento o un attrezzo del tuo studio, quale sarebbe e perché?

La Roland Tr-909 perché quando inizio una traccia inizio sempre dal ritmo, il groove è tutto per me.

Raccontami un po’ di questo nuovo disco che hai rilasciato. Qual è la sensazione che ti ha portato a creare la traccia?

Questa release è stata fatta in 15 giorni durante il primo mese di lockdown, era molti anni che non mi fermavo completamente. Mi sentivo ispirato, un incredibile desiderio di fare musica. Ho messo dentro questa traccia tutto quello che mi piaceva, tutto quello che mi ricordava la disco music e Larry Levan. Sono un grande fan del Paradise Garage e di  Levan stesso, quindi ho aggiunto qualcosa di più “sporco” e melodico nella traccia “T-House”: una voce Trap. In Groove It, invece, è tutta passione che ho per l’house music. Sono stato ispirato dai miei produttori preferiti, ossia i MOOD II SWING.

Queste canzoni raccontano una storia o esprimono qualcosa?

Questa release è una pura e semplice dimostrazione di quanto ami la dance music

Come descriveresti la sensazione di rilasciare su una label così iconica come Hot Creations?

È stato fantastico quando Jamie (Jones, ndr) mi ha risposto con “Si, voglio realizzare un EP con queste tre tracce sulla mia etichetta”. Ho fatto molte grandi releases su grandi etichette, ma Hot Creations è sicuramente una delle mie preferite di questi anni. È un gruppo con il quale ho collaborato per molti anni, suonando ai loro eventi e suonando anche con lo stesso Jamie. Questa release è quel tassello che completa il tutto e chiude un circolo. Spero che in futuro io possa fare di più per loro.

Pensi che la Pandemia che abbiamo appena vissuto abbia avuto impatto sulla tua musica, in termini di emozioni e sentimenti, o piuttosto la consideri una tragedia che il nostro mondo ha vissuto?

È una tragedia per il clubbing, perché rischia di morire, è positiva per quelli che producono perché hanno più tempo per farlo e per avere certe ispirazioni.

Come vedi il mondo dei club e dei DJs dopo questa situazione?

Non è facile rispondere a questa domanda. Se me lo avessero chiesto qualche mese fa avrei dato risposte più concrete ma ora non so realmente cosa ci aspetta. Il mondo è a pezzi, il nostro settore è il più colpito e siamo spesso trattati come invisibili, senza rispetto per quel che facciamo. Dobbiamo resistere con tutte le nostre forze ed essere pronti per la ripartenza. Siamo positivi!

Parlando più nello specifico, come vedi la scena musicale italiana in futuro e cosa è cambiato dal tempo in cui essa è iniziata?

Non è facile fare previsioni. Spero ci sia più collaborazione tra i promoter italiani. Li vedo sempre troppo distanti tra loro, in competizione. Se lavori in un club non dovresti essere geloso di nessuno, ma dovresti collaborare con gli altri. L’unione fa la forza! Spero che i promoter diano più spazio ai talenti italiani, perché siamo in tanti e spesso succede che siamo più apprezzati dai promoter stranieri rispetto a quelli nostrani. Questa cosa è assurda, c’è sempre stata fin da quando ho iniziato, gli altri paesi Europei amano e supportano i loro artisti, noi ci facciamo la guerra! Ti sembra normale? Abbiamo bellissimi clubs, posti che tutti ci inviano, abbiamo una audience molto calda, che è fortemente coinvolta emotivamente nel mondo dei DJs, nella figura stessa del DJ e nella sua storia. Abbiamo tutto quello che serve per non essere secondi a nessuno ma sfortunatamente non funziona così. Spero che dopo questa pandemia qualcosa cambi, ovviamente per il meglio!

Pensi che la mancanza di originalità sia ancora un problema in un mondo pieno di suoni nuovi, strumenti ed idee?

Assolutamente no, là fuori è pieno di tanti artisti che fanno musica incredibile, dipende tutto da te stesso e da quanto ricerchi la musica.

E ora, un’ultima domanda. Quali sono i consigli che un veterano come te può dare ai nuovi DJs, a tutti i producer nuovi arrivati e tutte quelle persone che stanno lavorando per diventarlo ed avere il loro momento?

Potrei dirti tante cose, ma è semplice: lavorare duro, avere ispirazione e amore, ascoltare un sacco di musica e cercare di essere quanto più eclettici sia possibile, fare tanti sacrifici, essere se stessi, sviluppare idee rilevanti e utilizzare in maniera intelligente i social media.

 


ENGLISH VERSION

After the hard lockdown period in our contry, with our dancefloors still empty and our dj booth still shut down, exclusively on Parkett we have the proof that nightlife and its protagonists are far from being inactive. This proof comes from Ruggero di Gianvito, aka Leon. He’s one of those that never stopped, neither during the toughest period of the crysis. He managed to desfruct this long lasting pause period from live events to focus on studio work and producing and he’s releasing a new EP, called Disco-3000, on eclectic english DJ and producer Jamie Jones’s legendary label, Hot Creations.

We had the occasion to listen to one of the tracks that features in the new EP. This track is called Groove It. It’s an athypical product, it’s also hard to label with a precise genre as it features dim male vocals, techy percussions that never leaves you all the track long, a bumping synth that hit the heads of those inevitably fully blown by the rhythm.

Percussions are omnipresent, just as darker sounds, placed here and there in the whole consistency of the track. Those sounds seems to come out rightly from a dusty recording studio in New York, in the ‘90s.

The track has its precise identity: it’s a song you play in peak time or when the floor is ready or right before getting to the party’s climax to ease the process.
Good news aren’t over yet! We were really curious to get to know more about how this track and the newborn EP, so we managed to get in touch with the man himself and talk more about the sensations that drove young Ruggero to the whole EP building. We proudly present you our interview with LEON.

Good Morning Ruggero, thanks for your time. Let’s start with my favourite question: who is Leon, before becoming Leon? I mean, how would you describe the “Ruggero Factor” of Leon?

 I was born as a DJ in the 90s, when I was 15 and of course I was Dj Ruggero, so Leon was born much later, in 2007/2008 more or less, when I started producing music and I wanted to change my artist name. I chose Leon for a series of personal reasons, related to my family, but also nice ones related to my zodiac sign and to a dog called LEONE.

From 1995 until 2007 I was DJ Ruggero and I did a long apprenticeship playing also for free in clubs around Italy and then became resident of small room of legendary club Cocoricò and of a very strong party which was called Folies De Pigalle or Juice of Juice, together with historical DJs like Ralf!

How did you start djing? What or who was your inspiration (if there was any)?

 It all started naturally, when my father and my uncle both music lovers, they started playing their records, from rock to electronic music, then from Led Zeppelin to Depeche Mode. I don’t remember what happened but I I am passionate about seeing dj (from my city) play at some private family parties and from that moment I started buying vinyl and I had a small console at home, I played in the birthday parties of older friends but I made them dance, everyone had fun with what I proposed and then slowly both the passion and the interest grew. Step by step I was in love with all the producers of the United States like Todd Terry, Masters  at work, Mood II swing, and my fav ever Danny Tenaglia.

How did you understand that music would have be the thing you wanted to do for a living?

I understood it because it was my fixed thought in the morning and in the evening before sleeping, it was the thing that excited me most, it made me laugh, cry, it helped me in difficult times and in beautiful moments, it was everything for me, I thought only to her, I have always been devoted, sometimes I am afraid of this because it is like a drug for me!

Which was the gig where Leon was officially born?

Leon’s first official was when steve lawler invited me to play before him at the sunwaves festival in romania 10 or 12 years ago! AN UNFORGETTABLE MOMENT IN MY LIFE!!!

If you could pick one gig you did in the past as one to live again and one where you wish to play as a DJ, which they would be and why?

Wow, I had a lot of great gigs around the world, I think 2017 Music On closing party terrace AMNESIA ibiza before Marco Carola was amazing, and what I wish now if I could I would play 5 hours at panorama bar Berlin!

Let’s talk about records. Pick three tracks letting your personal instinct guide you and explain me what they mean to you. They can be your own records, of course.

This will be a very instinctive answer because I listen to a lot of music and I have a lot of favorite records.

Nicolas Jaar – NO (this is perfect melodic tune for me, I love ambient melodic experimental things)

New Order – Blue Monday (this is a classic and I often played it in closing and a delirium happened, beautiful memories)

Leon – Disco3000 (this is because I believe it is one of the best things I have done in my career)

When did you start producing your own music?

More or less 15 years ago.

Reading on the net, i could understand that your career had its worldwide boost in 2009. It was a tough time for House Music as the transition from Funky Vocal sounds to Minimal/Electronic and EDM-oriented melodies was starting. What was the “secret ingredient” to not rush onto quickly produced Tech House and get through those years incontaminated?

I remember that period very well, when my release on VIVA MUSIC came out and it was a big HIT, it was a different sound, it was fresh, something different from the minimal sound that had reigned for years, it was immediately played by Villalobos, Loco Dice, Luciano, and of course Steve Lawler and Pete Tong on BBC RADIO ONE. I remember that the magazines called me as the one who reinvented the house sound, was very excited for me, that release came out of a long time closed in the studio looking for the right sound that represented me, a house sound, the sound of my American roots, I hated minimal, so I didn’t produce minimal things, that’s why something different and fresher came out, introducing RAP voices, variations by KIK and HI HAT…

If you could save from robbery only one instrument or piece of equipmen from your studio, what it would be and why?

Roland tr 909 because when I start a track I always start from the rhythm, the groove is everything for me.

Tell me about this amazing new record you released. What is the core sensation that led you to it?

this release was made in 15 days during the first month of lockdown, it had been so many years that I had not stopped in the studio so inspired, an incredible desire to make music. I was very inspired and I put in everything I like, something that I remembers disco music and Larry Levan I’m a big fan and in general of the Paradise Garage and Levan, I put in something more dirty and melodic in T-house with this TRAP voice, and then on Groove It is all the passion I have for house music and I was inspired by my favorite producers of all time MOOD II SWING.

Do these three tracks describe something in particular or do they tell a story?

This release describes LOVE FOR DANCE MUSIC!

How can you describe the feeling of releasing it on such an iconic label like Hot Creations?

It was fantastic when Jamie replied with a YES, I want to make an EP on the label with these 3 tracks ! I’ve done a lot of big releases on big labels, but Hot Creations is definitely my favorite in recent years, it’s a crew I’ve been collaborating with for years playing for their parties and playing with Jamie, so this release is the thing that completes it all and closes a circle. I hope I can do more for them.

Do you think that the Pandemic we just live had an impact of your music, in terms of feelings and emotions, or you rather consider it as a tragedy that our world had to live?

It is a tragedy for clubbing because it risks dying, it is positive for those who produce because they have time to do it and certainly inspirations.

How do you see the Club/Dj world after this?

It is not easy to answer this question, many ask me and maybe a few months ago I would have been more concrete in answering, but now I really don’t know, the world is in pieces, our sector is the most affected and we are often treated as invisible, with no respect for what we do. We must resist with all our strength and be ready for a restart, we are positive.

Talking more specifically, how do you see italian electronic music movement in the future and what has changed from the time when you started?

It is not easy to make predictions, I hope that there is more collaboration between the Italian promoters, because I always find them very distant and in competition, if you make a club you don’t have to be jealous of anyone, but collaborate with others, the union makes the Come on. I also hope that the promoters give more space to our Italian talents, because we are many and it often happens that we are more appreciated by international promoters than Italians, this thing is absurd and has existed since I started, all other European countries love and support their artists, we make wars! but does it seem normal to you ?! We have beautiful clubs, they all envy us, we have a super warm audience, who are passionate about the DJ, his figure and his history, we have everything to not be under anyone but unfortunately it is not so, so I hope that after the pandemic something changes, for the better of course!

Do you think that lack of originality is still a problem in a world full of new sounds, plugins and ideas?

Absolutely not, it is full of many artists who make incredible music, so it all depends on yourself and your tastes and the musical research you do!

And now, one last question. What are the suggestions and advices that a veteran like you can give to young DJs, newcome producers and wannabe producers that want to make their big break?

I could write many things, but it’s simple, work hard, always have inspiration and love, listen to a lot of music, then try to be as eclectic as possible, make many sacrifices, be yourself and smart with social media and always develop great ideas.