six + 4 =

C’è un club di Kreuzberg, quartiere nevralgico della nightlife berlinese, che ha annunciato in questi giorni di aver preso una decisione piuttosto provocatoria, ma provocatoria “in senso buono”. Cioè ha proibito, per le performance musicali delle sue serate, di utilizzare d’ora in avanti CDJ e giradischi nei dj-set. Questo club eccentrico è il Liquid Sky Berlin.

In questo caso, attenzione, non siamo davanti a uno sfoggio di purismo. Normalmente di questi tempi ci si aspetterebbe, come per altro già successo, che un gestore di un locale possa un giorno battere il pugno sul tavolo e dire adesso basta: vieteremo tutte quelle scorciatoie che un DJ può usare per facilitare oltremodo la performance.

Soluzioni tecnologiche generalmente malviste, come i laptop, la funzione sync, le chiavette USB e quant’altro.

Per carità, non entriamo nel merito di questa annosa diatriba, perchè si aprirebbe per l’ennesima volta il vaso di Pandora su discussioni infinite al riguardo, ma soprattutto perchè andremmo fuori tema.

Non di purismo si tratta, nè del tentativo mai sopito di sbarazzarsi dei cosiddetti “cani” in consolle, che abbasserebbero il livello dell’arte del DJing a discapito dell’affinamento tecnico e della sana ricerca “old school” dei dischi pescati e studiati uno ad uno per la serata. Perchè effettivamente il Liquid Sky Berlin ha inserito anche i veri e propri giradischi nel suo divieto.

Quindi no: la presa di posizione del locale assomiglia molto di più al lancio di una sfida di creatività. È un’esortazione a uscire dalla comfort zone per le proprie performance. E ciò riteniamo sia molto bello e innovativo, nel senso più puro del termine.

Infatti, il motivo per cui il club ha preso una decisione simile sarebbe proprio nella volontà di spingere DJ e musicisti a tentare strade alternative per esibirsi, nuovi mezzi e quindi nuove tecniche, stimolando quindi a non stagnare nell’approccio classico. Anche perchè la reiterazione di uno standard ormai collaudato ampiamente rischia di trasformarsi in qualcosa di stanco, di statico, di poco interessante, nonostante lo zelo e la verve canalizzati da un DJ con le migliori intenzioni e motivazioni.

Sul suo sito web, il club dichiara che questa iniziativa non è per mancare di rispetto al DJ e alla sua arte, ma piuttosto è per non essere il solito club di Berlino uguale a tanti altri.

E quindi sono benvenuti strumenti atipici come radio, Game Boy, strumenti a nastro, cellulari, circuiti arduino o raspberry pi, e per estensione probabilmente anche strumenti elettroacustici artigianali, sintetizzatori modulari, macchine custom ottenute con circuit bending, e qualsiasi altro oggetto possa avere qualcosa di inedito o comunque non comune.

Proprio a proposito di questo approccio inusuale, sicuramente a qualcuno sarà già venuto in mente il nome di Goa Gil, “santone” del mondo Trance che mixa abitualmente con le audiocassette.

Qui la dichiarazione originale sul sito ufficiale del Liquid Sky Berlin.