seven + = sixteen

Siamo pronti a presentare Mätäsism, artista italo americano che con la sua energia ha conquistato anche Ellen Allien.

Oggi dedichiamo il nostro MyZone ad un produttore molto particolare. Conosciuto come Mätäsism, Ernesto Giusti nasce a Roma nel 1987. Una generazione fortunata la sua, in quanto è riuscito a farsi cullare dalla scena romana, quella che tutti decantano, nonostante gli anni che passano.

Si appassiona alla musica da tenera età, frequentando anche una scuola di musica, grazie alla quale ha imparato a suonare la chitarra. Naturalmente, la passione per il clubbing e per la musica elettronica arriva dopo qualche anno.

Nel 2018 si trasferisce a Miami, città in cui riesce a concentrarsi completamente su sé stesso e sul proprio percorso artistico. La sua musica sprigiona energia ad ogni singola nota e i suoi dischi piacciono davvero a tutti gli appassionati di musica techno.

Tant’è vero che durante la pandemia, abbiamo più volte visto la mitica Ellen Allien scatenarsi nel corso delle sue dirette streaming, passando proprio le tracce firmate Mätäsism, nome che ha poi battezzato anche la sua etichetta discografica indipendente.

Ernesto è uno di quegli artisti che preferisce esprimersi solo ed esclusivamente attraverso la musica. A testimonianza di ciò la sua poca, anzi giusta, presenza sui social e il poco materiale che circola sul web. Possiamo quindi dire che il progetto Mätäsism, si fonda sulla semplice concretezza della musica.

Cosa ha attratto la nostra attenzione di questo progetto? Sicuramente il fatto che un italiano è riuscito a diffondere la propria musica in tutto il mondo, ricevendo apprezzamenti e instaurando collaborazioni con grandi artisti.

Tra questi ricordiamo: Dj EmersonSam Paganini Olivier Abbeloos. Del lavoro discografico realizzato con Abbeloos abbiamo anche ospitato una premiere che vi suggeriamo di rileggere e ascoltare: Olivier Abbeloos dei T99 firma il prossimo EP in uscita su Matasism.

Ciao Ernesto e benvenuto su Parkett. Parlaci un po’ della tua passione per la musica. In che periodo della tua vita hai iniziato ad avvicinarti alla musica techno?

Ciao Carmela, ho iniziato ad avvicinarmi alla musica in generale all’età di 11 anni suonando la chitarra frequentando una scuola musicale per 3 anni poi con gli anni andando nei club ho iniziato a scoprire sound minimali, elettronici, techno e da li che è iniziate la mia passione sia per il djing che per la musica elettronica in generale.

Vivi in America da molto tempo e questo ti ha dato sicuramente la possibilità di osservare un modo differente di fare clubbing, oppure no. Credi che la scena club estera sia davvero tanto diversa da quella italiana?

Sicuramente la scena elettronica europea è una scena più underground anche se qua in America piano piano sta crescendo sempre di più, ovviamente non in tutti gli stati ma non ci scordiamo che ci sono città come Detroit, Chicago, New York che non hanno nulla da invidiare alla scena europea.

Viviamo in un’era completamente dominata dai social media. Tu ti ritieni un artista vecchio stampo che comunica solo attraverso la sua musica? Oppure abbracci volentieri l’uso della tecnologia come fanno tantissimi dei tuoi colleghi?

Diciamo che non sono molto social, comunico sicuramente di più attraverso la musica, ma forse
sono sbagliato io a non stare al passo di molti, sono a favore della tecnologia purché sia usata
professionalmente, ormai oggi conta solo apparire e non essere vedo molti colleghi che usano
questi social con video e immagini che non hanno nulla a che fare con la musica e su questo sono
contro. Se vuoi fare il comico fai Televisione.

Adesso parliamo un po’ di te e della tua carriera. Qual’è stato il tuo primo lavoro discografico pubblicato su una label? Parlacene un po’ e dicci cosa pensi sia cambiato da allora..

Primo lavoro credo sia stato pubblicato nel 2011, all’epoca producevo musica tech-house sotto un altro nome poi con gli anni sono cambiato musicalmente, ho iniziato con 120 BPM adesso sono a 140, ma non ti nego che in futuro ci potrebbero essere dischi molto più leggeri dal solito.

Sarai sicuramente soddisfatto del tuo lavoro, anche perché i tuoi dischi vengono passati dai migliori artisti della scena e già in passato hai avuto il supporto di altri grandi artisti. Come ti senti quando realizzi che la tua musica piace a tutti, persino a grandi produttori come Ellen Allien?

Sono belle soddisfazioni, non solo da grandi artisti come loro ma anche dai fan che mi scrivono in
DM significa che qualcosa di buono sto facendo.

A proposito di Ellen Allien, recentemente hai pubblicato il tuo EP “Can You Feel My Soul” su Bpitch Control. Raccontaci un po’ di questa esperienza e descrivici un po’ questo lavoro discografico.

Aver firmato su Bpitch Control è stata una bella soddisfazione ed un traguardo importante; vedevo
Ellen che suonava sempre i miei dischi e allora gli dissi che avevo un po’ di musica che era perfetta per la sua etichetta, “Can you feel my soul” credo sia uno dei più bei lavori realizzati fino ad adesso, volevo creare qualcosa che ricordava il passato, i bei momenti, la fantasia, qualcosa di diverso dal solito che non ascolti tutti i giorni.

Nel 2017 nasce Mätäsism, la tua etichetta discografica che ha ospitato nomi della mole di Mattia Trani, TimeTraveler e Abbeloos Olivier. Hai qualche novità in uscita di cui vuoi renderci partecipi?

Inizialmente ero molto chiuso con la mia label volevo rilasciare solo musica personale, poi con gli
anni ho aperto la mente e decisi di iniziare a lavorare con amici stretti come Michele e Mattia che
ringrazio per la loro musica, e anche qualche talento che mi piace scoprire… Ci sarà molta musica che dovrà uscire in futuro nuovamente su Bpitch Control e anche sulla mia label dove ho appena firmato Uncomformist un ragazzo talentuoso che merita di esser ascoltato.