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In occasione del lancio del nuovo EP, abbiamo avuto il piacere di portare all’interno della nostra rubrica il duo The Barking Dogs.

Progetto musicale nato nel 2006, i The Barking Dogs sono il duo tutto italiano formato da Cristian Croce e Nicola Mazzetti. Due volti noti delle serate milanesi e non solo.

Entrambi Dj e producers da anni, Cristian Croce è il creatore del party Discosafari, membro del duo Boot & Tax insieme a Brioski e con l’alias Henry Cane è resident all’Osservatorio Astronomico, sala di uno dei migliori Club di Milano: il Dude Club.

Mentre Nicola Mazzetti è il proprietario dello storico negozio di dischi e concept store Serendeepity: punto di riferimento di tutti gli appassionati di vinili (leggi QUI il nostro articolo su Vinilysm 2017).

Ad unirli oltre ad un’amicizia decennale, è la profonda passione per la musica e la ricerca di sperimentazioni sonore che si espandono dalla House old school fino alle più eclettiche e psichedeliche sperimentazioni moderne.

In occasione del lancio ufficiale dell’etichetta di Cristian Croce, la Ruvido Records, i The Barking Dogs sono i protagonisti della prima release con l’EP Ruvido 01. Due tracce (Liquid Strategies e SWB), dentro le quali si spingono nell’universo sonoro strutturalmente fluido della Acid Jazz sperimentale, sfruttando quasi tutti gli elementi che contraddistinguono il genere: dalle drum machine alle chitarre, dalle linee di basso alla tromba.

Proprietari dell’etichetta omonima Barking Dogs in attivo fino al 2010, hanno rilasciato EP con l’alias Megaphono, insieme a progetti di Billy Bogus (Niccolò Bruni), Stargarage (Andrea Modena e Flyme) e molti altri.

La musica che i The Barking Dogs propongono attraversa sonorità con influenze Disco, House, Jazzdance e Fusion; il tutto meticolosamente rivisitato da interessanti sperimentazioni e un orecchio sempre orientato verso le ultime novità in arrivo. Tra le collaborazioni che hanno preso parte alle loro produzioni nel corso degli anni, troviamo artisti come Philip Lauer AKA Brontosaurus, la cantante e sassofonista Jessie Evans, il producer norvegese Rune Lindbæk, Altz, Tom Trago, Kim Ann Foxman degli Hercules and Love Affair e Marcelo Burlon. Sua la voce nella traccia Mamarracho dell’EP Mamarracho/Linked In, uscito su Gomma Records nel 2012.

di seguito la nostra breve chiaccherata:

Partiamo dagli albori: come vi siete conosciuti e come è iniziata la vostra storia…

La nostra storia inizia dal fu Deejay Mix in Corso di Porta Ticinese a Milano – l’attuale Serendeepity di cui Nicola è proprietario. Il negozio cercava personale e abbiamo cominciato a lavorare insieme: era il 2006, da lì tutto il resto.

Siete due calibri in giro da più di qualche anno e sicuramente vi sarete fatti un’idea su quanto ha per oggetto l’industria musicale italiana presa nella sua totale completezza tra promoters, pubblico, discografici e via discorrendo… Ignorando per un attimo quel condizionamento morale “politically correct”; quali condotte sono insorte (e/o sono sempre esistite) tra gli addetti ai lavori che proprio non riuscite a non etichettare come tossiche? Sono forse questi i motivi che hanno reso così complicata la “burocratizzazione” e il dialogo istituzionale in Italia per così tanti anni tanto da non consentire ancora sl’esperienza di un modello ADE o Sonar?

Se dovessimo fare un’analisi approfondita delle “tossicità” nel mondo degli addetti ai lavori e di come queste possono malamente sommarsi alle “tossicità” del sistema burocratico italiano e alla mancanza di una certa visione da parte delle istituzioni, forse non basterebbe un libro. E non saremmo di certo noi a scriverlo.

Se vuoi fare bene il tuo lavoro, se ami il tuo lavoro, “it’s up to you” dare il massimo e affiancarti a persone con la tua stessa passione, etica e scopo. Nel percorso, interessi ed avversità di vario tipo possono farti cambiare rotta, sia nel piccolo che nel grande. Succede a molti, pensiamo a quegli “avventurieri” che negli anni hanno provato a costruire progetti di qualità e dal respiro internazionale che sembravano decollare, per poi cadere vittima del bilancio o di altri malesseri interni.

…dunque, provocatoriamente parlando: cani che abbaiano a branchi di iene?

Non c’è bisogno di essere drastici. Ognuno è libero di comportarsi come crede e non riteniamo sia necessario “abbaiarsi addosso”: ci si difende se necessario, quello sempre.

Preferiamo però mettere in primo piano la voglia di fare musica, la voglia di fare ciò che ci piace fare ogni giorno, contribuendo allo sviluppo della scena italiana e milanese con le varie sfumature del nostro progetto come Serendeepity e il party Discosafari. Siamo ancora qui a dire la nostra perché non abbiamo mai mediato sulle nostre scelte artistiche, di ricerca e di proposta: ascoltatevi il nuovo EP SWB / Liquid Strategies e diteci se non è così ;

Stiamo assistendo a tempi di fortissima contaminazione musicale; nuovi generi insorgono, musicalità eclissate dalla minimal del primo decennio tornano prepotentemente di moda proposte parimenti da sapiente restauratori e sacre-colonne, altri suoni mai come ora svalutati. Nel mezzo di tutto questo, forti alchimie che “geocentrizzano” su di loro l’attenzione di voraci appassionati. Da questo punto di vista, che cosa sta succedendo? Possiamo legittimamente computare una piccola percentuale caotica e disarmonizzata o sono tutte perpendicolari di un’unica geometria?

Come dj, produttori, gestori di negozi di dischi, ma soprattutto amanti della musica, non ci siamo mai soffermati su mode temporanee, ma abbiamo sempre ricercato il nostro stile in modo trasversale da un genere all’altro, da un paese all’altro, da un’etichetta all’altra. In Ruvido Records vediamo questa libertà.

Come artisti, crediamo sia importante trovare la propria identità, che può evolversi e mutare nel tempo, ma questa è un’altra cosa rispetto al “fare la bandiera”. Non dimentichiamo che in ogni caso è il pubblico a consacrare “morte” e “resurrezione” di un genere o di un altro, e sono tanti gli elementi che contribuiscono a queste ondate. Per chi vive nella musica come noi, la visione è un po’ più sul lungo termine.

Il condimento fondamentale del vostro progetto è?

Ore di studio, anni di amicizia, tonnellate di dischi, #ecometipiace.

Non si dovrebbe chiedere, ma ci prendiamo la presunzione di stracciare questa regola almeno in questa occasione: un disco che non abbandona mai la vostra borsa.

Nel corso del 2017 sul dancefloor abbiamo suonato e risuonato Underspreche – Jaraï

Nel 2018 siamo sicuri che in borsa non mancherà mai spazio per l’ultima release di Ruvido Records!

Ruvido01 artwork B

Ruvido01 artwork B