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Siamo felici di ospitare su Parkett Nicola Cruz, uno degli artisti più interessanti degli ultimi anni. Ecco cosa ci ha raccontato in occasione dello showcase di Hypnotic Mindscapes x OFF the Record.

Nicola Cruz è un artista eclettico, che combina influenze provenienti dal mondo della musica elettronica con sonorità tipiche della musica tradizionale cilena. Nato a Limoges in Francia, Nicola cresce e trascorre la maggior parte dell’infanzia a Quito. Il suo percorso come artista lo porta ad approfondire la musica tradizionale delle Ande Ecuadoriane, sviluppando un approccio alla composizione unico e fuori dagli schemi. Ben presto infatti, la sua musica viene scoperta dal grande pubblico, che si appassiona al suo modo di far interagire produzioni dancefloor-oriented con sonorità lontane, lavorate sapientemente da un musicista che ad oggi è presente sui palcoscenici più importanti del pianeta.
Abbiamo avuto modo di intervistare Nicola e di approfondire il suo lavoro come Fauna Extinta, moniker con cui sarà protagonista allo showcase di Hypnotic Mindscapes nella settimana di OFF the Record (ve ne abbiamo parlato QUI). Ecco cosa ci ha raccontato:

ITALIAN VERSION

Come ti sei avvicinato al mondo della musica? Quali sono stati gli artisti che hanno influito maggiormente sulla tua formazione come artista?

Il mio percorso nella musica è iniziato a scuola, suonando la batteria all’età di 12 anni. Era una delle cose che volevo fare inconsciamente. Sono stato molto fortunato per avere avuto dei genitori che hanno potuto sostenere il mio sogno, sopportando e supportando un bambino che prende dimestichezza con la batteria. Quest’esperienza mi ha aperto la strada verso lo studio della musica e del suono a livello professionale, e da quel momento specifico ho iniziato a comporre e registrare, cercando mantenere un approccio sempre sperimentale in quello che facevo.

Nel corso degli anni ho vissuto diverse fasi di ispirazione. Voglio citare il lavoro del compositore ecuadoriano Mesias Maiguashca, un esploratore del suono la cui influenza è stata ricorrente durante la composizione e l’arrangiamento di musica al di fuori dei classici schemi. Allo stesso modo Chopin Thermes, che ha registrato la stragrande maggioranza della musica tradizionale in Ecuador, è stato una figura molto autorevole anche nell’ambito dell’ingegneria musicale

Quali sono stati i momenti più difficili e quelli che ricordi con più felicità della tua carriera?

Gli unici momenti che posso definire difficili del mio lavoro (perché, ad essere onesti, al giorno d’oggi posso ritenerlo un lavoro che mi dà moltissima gioia), sono quelli che mi allontanano della mia famiglia quando alcuni di loro attraversano dei giorni duri. Trascorro moltissimo del mio tempo in tour ed è difficile affrontare delle brutte notizie che arrivano da casa quando sei in viaggio.

I momenti più belli coincidono con il suonare e il condividere la mia musica nei luoghi più disparati. Ho avuto la fortuna di esibirmi nello slot di chiusura di un festival in Oregon in coincidenza di un’eclissi solare totale. L’energia delle persone e l’aver vissuto un evento così speciale mi hanno fatto vivere una delle esperienze musicali più gratificanti. Ovviamente mi sono divertito molto anche nei club, ma questo è stato qualcosa di ultraterreno.

Il tuo successo al giorno d’oggi è planetario e il tuo nome è una costante sulle line up dei migliori eventi del pianeta. Come ci si sente ad esibirsi costantemente davanti a migliaia di persone? Preferisci suonare sui grandi stage o nei piccoli club?

Beh, non suono sempre davanti a migliaia di persone. Mi piace molto esibirmi al Bonobo Club di Tokyo per esempio, che ospita a malapena 15 persone. Mi trasmette delle vibrazioni che definirei tra le migliori di sempre. La differenze tra suonare su piccoli e grandi palcoscenici sta nelle diverse tipologie di set da proporre, e per me è molto interessante suonare ricevendo i differenti riscontri che queste situazioni trasmettono. Di solito mi sento più a mio agio dove l’audio e la configurazione sono corretti, senza nessun ritorno strano, con suono completamente bilanciato e dinamico che mi permette davvero di esplorare tutte le possibilità e di esprimermi al meglio.

Quali sono le maggiori differenze che percepisci quando ti esibisci in Sud America rispetto a quando calchi i palcoscenici europei?

Al giorno d’oggi la scena sudamericana è molto più stimolante per me. C’è qualcosa nell’energia delle persone e del pubblico quando balla che la rendono speciale.

Ci parli un po’ come nasce il progetto Fauna Extinta? Quali sono state le necessità che ti hanno portato a esplorare anche influenze musicali diverse rispetto a quelle che sono le tue produzioni come Nicola Cruz?

Fauna Extinta è semplicemente una linea che corre su un binario parallelo rispetto a quello che faccio come Nicola Cruz… Non voglio separare troppo le due cose onestamente, ma è un progetto in cui cerco di tradurre in musica certe regole e idee biologiche. È utopico, come pensare che il milione di creature diverse che abitavano questo mondo ora possa esistere solo nella nostra immaginazione. È una sorte di idea Dreyciniana.

Siamo felici di annunciare che sarai ospite dello showcase di Hypnotic Mindscapes, evento di cui Parkett è media partner, durante la Sónar week 2022. Come nasce la collaborazione con la label?

Ho collaborato con la label sin dai suoi primi giorni, suppongo, dai tempi in cui ho conosciuto il suo founder Cosmic JD in Ecuador. Abbiamo lavorato spesso insieme, abbiamo avuto etichette, organizzato eventi. Ogni volta che possiamo cerchiamo di fare qualcosa insieme, come abbiamo fatto a Toronto, a Barcellona e in Ecuador.

Ci riveli 5 dischi che avrai nella tua valigia in occasione di Hypnotic Mindscapes al Buena Onda Social Club?

Eccoli qua:

Pancratio Pancratio Pres. OTTA4 X Korghettini Electronics
Calibre “Double Bend”
Om Unit “Acid Dub Studies”
Omni A.M. “In My Time Of Flying”
Earth Leakage Trip “No Idea”

Cosa c’è nel futuro di Nicola Cruz e in quello di Fauna Extinta?

Beh, spero di iniziare presto a mettere insieme il mio terzo album. Ci sto pensando da un po’ ormai. Con Fauna Extinta non ho fretta, è una cosa che voglio sviluppare lentamente. Inoltre Fauna Extinta non è un progetto che ha una dimensione live, si tratta principalmente di un alias con cui produrre e non ho intenzione di programmare molti show sotto questo pseudonimo; piuttosto, trascorrerò molto tempo in studio.

ENGLISH VERSION

How did you approach the world of music? Who were the artists who most influenced you as an artist?

My music path began in school, playing drums when I was 12. It was one of does unconscious desires to do it. I was lucky my parents could afford a drum set, and managed to bear with a kid learning to drum through many years. This eventually led me to study music and acoustics to a professional level, and ever since I’ve been involved into composing and recording, always trying to look for an experimental approach into my work.

There have been many phases of inspiration along these years. I’d say the work of Mesias Maiguashca, Ecuadorian sound explorer has always been recurrent when thinking of programming and arranging music in a forward-thinking way. The same way Chopin Thermes who has recorded a vast majority of traditional music in Ecuador, has been influential when approaching engineering in music.

What were the most difficult moments and the ones you remember with the most happiness of your career?

The only difficult moments I can think of when doing this (because to be honest it is mostly joy now a days) is being away from family when they are going through a hard time. I spent a good amount of time touring and well, at some point in the journey there can be some bad news coming from home.

Happiest moments of course is getting to share my music or playing dj sets in different wild locations around. I had the chance of closing a stage at a festival in Oregon where a total solar eclipse had occurred that day. The energy of the people and being able to witness this in its full potential just gave one of the most rewarding music experiences. Yes, I have a good time at the club as well, but this was something otherworldly.

Your success today is global and your name is a constant on the line up of the best events worldwide. How does it feel to constantly perform in front of thousands of people? Do you prefer to play on big stages or in small clubs?

Well, I don’t always play for thousands actually. I love playing Bonobo club in Tokyo for example, which barely fit 15 people. One of the best vibes ever. The thing is, playing small or big venues, demand for different types of sets, so it’s interesting to play with both energies. I’m usually most comfortable where the sound and setup are right you know, no weird feedback, top fully balanced and dynamic sound, that really allows me to explore and express.

What are the biggest differences you feel when you perform in the South America compared to when you are on European stages?

I got to say that now a days, the south American scene feels more exciting to me. There’s something about the energy of the people, and the crowd actually dancing that makes it special.

Can you tell us a little about how the Fauna Extinta project was born? What did push you to explore different musical influences from your own productions as Nicola Cruz?

Fauna Extincta is just a fine line that goes parallel to what I do under my name. I wouldn’t separate it too much honestly, but it’s mainly influenced by a certain translation of biological rules and ideas to music. It’s utopic in the way that this world once was inhabited by a million different creatures that now only exist in our imagination. It’s sort of a Drexciyan idea.

We are happy to announce that you will be a guest of the Hypnotic Mindscapes showcase, an event of which Parkett is media partner, during the Sónar week 2022. How did the collaboration with the label start?

I’ve been working with the label from their early days I guess, since label head Cosmic JD and I know each other from Ecuador from old times and use to work together, had a label, made parties etc. Whenever we have a chance, we try to collaborate be that in Toronto, Barcelona, Ecuador.

Can you tell us 5 records that you will have in your suitcase for Hypnotic Mindscapes at the Buena Onda Social Club?

Pancratio Pancratio Pres. OTTA4 X Korghettini Electronics
Calibre “Double Bend”
Om Unit “Acid Dub Studies”
Omni A.M. “In My Time Of Flying”
Earth Leakage Trip “No Idea”

What is in the future of Nicola Cruz and that of Fauna Extinta?

Well, I guess I’ll begin assembling a third album very soon, hopefully. I’m picturing it for a while now. With Fauna Extinta I have no rush, I want to develop the project slowly. Also, FE is not a live project, only a producer’s alias so I don’t have many plans of making much shows with that, rather spending time in the studio.