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Abbiamo avuto modo di intervistare Paul Ritch per ascoltare tutti i dettagli su “Kaczmarek” il suo nuovo progetto artistico dal sound oscuro e accattivante.

Paul Ritch nasce e cresce a Parigi, città nel quale la musica elettronica ha avuto modo di diffondersi molto prima rispetto ad altre realtà europee.

Inizia da giovanissimo ad avvicinarsi alla musica elettronica e rimane subito affascinato dalla figura del DJ e dall’atmosfera vissuta all’interno dei club.
La sua carriera inizia a decollare a distanza di un solo anno dalla sua prima produzione “Samba” che tutti ricordano come uno dei suoi più grandi successi.

Da allora Ritch continua a collezionare successi, diventando uno dei dj produttori più interessanti di tutto il continente.

Sono molteplici le label che nei suoi 10 anni di attività, hanno scelto di scommettere sul suo talento, tra queste ricordiamo: Get Physical Music, Fumakilla, Paradigma Musik e le sue performance hanno mandato in delirio gli ascoltatori più esigenti come il pubblico del Detroit Electronic Music Festival.

Dopo una carriera così intensa Paul ha iniziato a sentire la necessità di sperimentare nuovi orizzonti e così di reinventare sé stesso in una nuova figura artistica, nasce così: Kaczmarek.

Kaczmarek assieme alla label KCZMRK appartengono alla categoria dei nuovi dettagli da scoprire di questa nuova e interessante parentesi della carriera di un artista brillante ed eclettico come Paul Ritch.
Abbiamo avuto modo di parlare con Paul proprio del nuovo progetto e dei dettagli più nascosti in esso.

ITALIAN – ENGLISH

Paul Ritch nasce e cresce a Parigi, un contesto artistico molto particolare, forse uno dei primi in cui la musica elettronica ha avuto modo di diffondersi. Quanto ha favorito questo fenomeno nel tuo avvicinamento al mondo del DJing?

Sono sempre stato affascinato dall’arte del DJ, fin da quando avevo 16 anni: ricordo che guardavo video di gare Dmc con amici in casa. Non appena raggiunsi l’età per frequentare i club, ebbi l’opportunità di veder suonare alcuni tra i più grandi nomi. Erano DJ e produttori che venivano a Parigi per suonare al Rex Club, dove la cosa più bella era poterli guardare da molto vicino. Vedere Laurent Garnier o Jeff Mills fare le loro magie con il Freevox DJ 7-mixer è stato qualcosa di davvero speciale per me

Sei in attività da poco più di un decennio. Eppure il tuo nome è stato associato spesso a eventi e festival di massima risonanza come “Detroit Electronic Music Festival”. Com’è stata ad esempio esibirsi in una cornice tanto suggestiva?

C’è una storia curiosa a proposito del Detroit Electronic Music Festival, poichè inizialmente non era previsto che io vi suonassi. Io ero a Miami, al WMC e suonai in un club per un evento Dubfire. Quella sera il promoter del Detroit Electronic Music Festival era in quel club ed apparentemente apprezzò particolarmente il mio show: il giorno dopo chiamò il mio agente e gli chiese se potessi esibirmi al Main Stage del Detroit Electronic Music Festival, una o due settimane dopo.

Durante il tuo percorso il tuo nome è stato associato ad alcune delle etichette discografiche più in vista della scena techno globale per poi deliziare il mondo con una tua etichetta personale “Quartz Rec”. Di tutte le tue tracce ce n’è una in particolare che speri il pubblico non dimentichi?

No, non credo.

È da poco nato “KCZMRK” il tuo nuovo progetto sperimentale molto differente dallo stile promosso attraverso Quartz Rec. Da dove nasce l’esigenza di proporre sonorità più oscure e intense?

C’è sempre stata una componente dark nelle mie tracce, se guardi al passato e a tracce come Souba o Murder ma anche tante altre. Ho creato questa label perchè volevo aggiungere qualcosa di nuovo e fresco, volevo provare tutto tranne l’approccio più classico e ballabile alla techno. Volevo sperimentare ed esplorare nuovi territori. Nel mio primo album “IIIIIIIIIIIIII” la techno è dominante, ma con questo secondo album si possono trovare suoni più ambient o anche l’ispirazione drum-n-bass. Volevo un suono che potesse regalare agli ascoltatori un’esperienza di ascolto più profonda.

Come hai scelto il nome per questa tua nuova identità e come mai la scelta è ricaduta su Kaczmarek?

E’ dedicato alle mie radici polacche, è il cognome di mia madre.

È in uscita il terzo lavoro discografico dell’etichetta, nei precedenti lavori abbiamo visto collaborazioni con artisti molto in vista del panorama techno underground come: Sterac, Vril, Lewis Fautzi, VSK e Djedjotronic. Sei soddisfatto dei risultati raggiunti?

Si, sono davvero felice dei risultati. Si tratta di artisti che amo e sono davvero orgoglioso che abbiano collaborato con me a questo progetto speciale.

K.A.C.Z.M.A.R.E.K è il titolo del tuo prossimo lavoro discografico in uscita su KCZMRK. Sappiamo che saranno disponibili solo 100 copie. Come mai hai scelto di limitare la tua musica a soli 100 ascoltatori?

Non ti mentirò dicendo che vendere vinili oggi è sempre più difficile, però a mio parere il vinile dà più valore alla musica perchè è un oggetto fisico. Ho deciso di creare per .K.A.C.Z.M.A.R.E.K un oggetto davvero speciale, dipinto dal grande artista russo Sasha Sime ed averne un’edizione limitata. Ovviamente se le vendite dovessero andare bene, considereremo la ristampa, con una copertina più classica.

Hanno collaborato alla realizzazione di questo LP alcuni giovani talenti come: Adiel, Museum, Antigone e Iori. Si potrebbe evincere quindi che credi molto nei giovani artisti?

Io credo che chiunque abbia la possibilità di avere spazio in questa scena, magari più dei giovani artisti emergenti, debba produrre la loro musica, invece di concentrarsi su nomi mainstream. Loro sono il futuro di questa scena ed io sono sempre stato più interessato al futuro che a seguire il presente e i successi momentanei.

K.A.C.Z.M.A.R.E.K è in uscita il prossimo 8 Ottobre. Prova a descriverci questo LP con una sola parola!

Strutturale!


ENGLISH VERSION

Paul Ritch was born and raised in Paris, a city whose electronic music scene was at the time particularly active, especially when compared to other European capitals.

He began to listen and know about electronics at a very young age, fascinated by the art of Djing and the club environment.

His career started off one year after his first release “Samba”, that many of us remember as one of his greatest hits. Since then, his professional path has been very successful and he has become one of the most interesting European producers.

In ten years of activity, he released music on many great labels, like Get Physical Music, Fumakilla, and Paradigma Musik while his shows have always surpassed any expectation, even when playing for the most demanding public of Detroit Electronic Music Festival.

Now Paul Ritch has reached a phase in which he wants to experiment with new sounds and explore new music territories, reinventing himself with the alias Kaczmarek.

We had the pleasure to have a chat with him and here’s what he told us about this new project and his label KCZMRK.

Enjoy our interview!

You grew up in Paris, in a specific artistic environment, maybe one of the first in which electronic music really started to spread out in France. Did this influence your career as a DJ?

I have been fascinated by the art of DJing since I was 16 years old: I was watching video-tapes of Dmc contests with friends at home. So, as soon I started going out, I had the possibility of seeing many great Djs and producers in clubs. They were all coming to Paris to play at Rex Club, where the greatest thing was that we could watch from very close how they were playing. Seeing Laurent Garnier or Jeff Mills and many others killing it on the Freevox DJ 7-mixer was something really special to me.

You have been on the scene for less than a decade, but your name has already been associated with events like Detroit Electronic Music Festival, for example. How was performing on that special occasion?

There is a nice story about Detroit Electronic Music Festival, because I wasn’t booked at the beginning, I was playing in Miami at the WMC in a club for Dubfire’s event. That night, the Detroit Electronic Music Festival promoter was in the club, I guess he really liked the show and the next morning he contacted my agent and asked if I could play at the Main Stage at Detroit Electronic Music Festival in 1 or 2 week time.

.You released music on some of the best techno labels out there, to then start your very own project Quartz Rec. Is there any of your tracks that you wish people will never forget?

Not really.

You latest experimental project, KCZMRK, has a different style compared to what you have done so far on Quartz Rec. Did you feel the need of producing a darker and more intense type of sound?

I always had some kind of darkness in my tracks, if you look at the past with tracks like Souba or Murder and many others. I created this label because I was looking at adding some freshness and I wanted to try everything I like except classic danceable techno. I wanted to experiment with some new textures and maybe explore other territories, In my first album “IIIIIIIIIIIIII” techno is still dominant, but with this second album you can find some more ambient sounds or some drum-n-bass inspiration. I wanted a sound that could get you into a deeper listening experience.

How did you choose the name Kaczmarek as your new alias?

This is kind of dedicated to my Polish roots, it’s the last name of my mother.

The third work on the label will be out soon. For its previous releases, we saw collaborations with great names of the techno and underground scene like Sterac, Vril, Lewis Fautzi, VSK and Djedjotronic. Are you happy with the results?

Yes I am really happy about the results, these are artists whose work I love and I am super proud that they collaborated with me on this special project.

K.A.C.Z.M.A.R.E.K is the name of your next work out on KCZMRK. A limited amount of 100 copies will be available: can you tell us more about the reason of this choice?

I am not going to lie to you…. Selling vinyls today is getting more and more difficult, but for me it gives more value to music as it is a physical object. I decided to make mine a really nice object painted by a great Russian artist called Sasha Sime and plan it as a limited edition. If the first batch is a success, we will look at re-pressing it but with a more classic cover.

Young talents like Adiel, Museum, Antigone and Iori collaborated on this LP. It looks like you believe in young artists a lot, is that right?

I think that everyone like me having the possibility to have exposure in this world, more than the youngest artists, should release them instead of focusing on mainstream names: I believe that they are the future of this scene. I have always been more excited by the future, rather than the current hype.

K.A.C.Z.M.A.R.E.K is out on the 8th October. If you had to describe it with just one word, which one would you use?

Textural!