Dopo vari episodi di uscite infelici e successiva rettifica che si sono susseguiti negli ultimi tempi, casi certamente isolati ma pur sempre piuttosto eloquenti, si è consumato nei giorni precedenti anche un episodio in cui una venue ha provato a eliminare il problema alla radice. Ed è nata una nuova controversia sul tema del razzismo con l’artista Funk D’Void.

Al numero 70 di Alt – Stralau, a Berlino, sorge il Salon – Zur Wilden Renate, venuto alla ribalta negli ultimi giorni a causa della decisione di cancellare la data del concerto di Funk D’Void, pare per dei collegamenti di Lars Sandberg (aka Funk D’Void) con l’organizzazione di alt-right Proud Boys fondata nel 2016 da Gavin McInness.

La stessa si descrive come “un’organizzazione fraterna pro-occidentale” rivolta agli uomini
anti-femministi e anti-islamici. Censura a parte, riguardo alla maglieria di abbigliamento a marchio Proud Boys per la quale si è focalizzata primariamente l’attenzione del noto club, è doveroso, adesso, leggere la dichiarazione di entrambe le parti affinchè anche noi possiamo vederci più chiaro.

Afferma Wilden Renate:

“Per l’evento di stasera (era il 27 luglio, n.d.r), avevamo prenotato Funk D’Void per suonare.
E’ stato portato alla nostra attenzione il fatto che, attraverso i suoi canali online, abbia dei collegamenti con l’attivista Gavin McInness e che con la sua organizzazione Proud Boys promuovano valori di estrema destra. Tali valori si oppongono a quelli di inclusione, di amore,
di compassione e di uguaglianza di sesso e di razza…

E qualsiasi tipo di episodio di razzismo o sessismo non sarà tollerato da Wilden Renate.”

Funk D’Void ha poi fornito a Resident Advisor una dichiarazione in cui si legge semplicemente:

“Sono un compagno di Gavin e lavoro designando merce per lo show.
Sono davvero molto deluso per non suonare al party di Berlino stasera poiché avevo uno strepitoso abbigliamento e qualche vecchio set Electro-Techno preparato per il mio set di quattro ore”.

C’è però un piccolo aggiornamento col quale desideriamo aggiornarvi…

A partire da Lunedì 31 Luglio le camicie Proud Boys sono state rimosse dal negozio online di Sandberg e in un breve post su Facebook ha dichiarato:

“Non sono razzista / sessista / omofobo / transfobico / intollerante / bigotto / di estrema destra.
Se hai un problema con i Proud Boys, prenditela con loro, io sono fuori”.

La questione non è nuova, con un j’accuse da una parte ed un accusato che si difende dalle accuse, negando. Ma voi, se fosse stati nei panni del Wilden Renate, avreste annullato il concerto?

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