− three = one

Ecco una rassegna dei sintetizzatori utilizzati per la colonna sonora di Stranger Things, suonati dagli autori Kyle Dixon e Michael Stein per ritrarre fedelmente le atmosfere anni ’80 della serie su Netflix.

Una serie che è stata molto popolare lo scorso anno è Stranger Things, storia di fantascienza in cui diversi gruppi di personaggi affrontano una minaccia spaventosa proveniente da un mondo infero. Per chi non l’avesse ancora guardata, ci fermiamo qui per non essere tacciati di spoiler ma la consigliamo vivamente perchè fatta molto bene. E’ ambientata negli anni ’80 e tale epoca, che per molti equivale a ricordare l’infanzia, è ritratta fedelmente. Come sono riprodotte fedelmente le sonorità di quegli anni nella colonna sonora. La sigla non può passare inosservata, specialmente in chi ha un’inclinazione per i sintetizzatori vintage.

Sul sito di Reverb è stato svelato il come e il cosa dietro tali sonorità, che ritroveremo anche nell’imminente seconda stagione. Gli autori della musica di Stranger Things sono Kyle Dixon e Michael Stein, un duo denominato S U R V I V E. Per riprodurre alla perfezione l’effetto “vintage” e tipicamente anni ’80 della sigla e dei suoni della colonna sonora, non potevano che essere utilizzati sintetizzatori e strumenti tipici degli anni ’80. Chi ha un’inclinazione per il panorama Italo Disco e i suoi derivati, potrà già immaginare quali sono questi strumenti e probabilmente sarà colto da un sentimento di amore e nostalgia.

Vediamo quali sono.

Sequential Circuits Prophet-5

Da non confondere con l’attualissimo Prophet-6, senz’altro degno successore. Il Prophet-5 è forse il più famoso tra i “Prophet”, sintetizzatori analogici provenienti dalla casa di Dave Smith. Prodotto dal ’78 all’84, è stato prodotto in varie versioni, con progressive migliorie ed aggiornamenti. Quella utilizzata in Stranger Things è la 3.3. E’ stato suonato da artisti come Kraftwerk, Duran Duran, Depeche Mode, Peter Gabriel, Genesis, New Order, Prodigy, Jean-Michel Jarre, Pink Floyd, Eurythmics, Vangelis, George Duke, e molti altri, tra cui anche il regista John Carpenter.

Korg Mono/Poly

Una vera e propria leggenda che proviene direttamente dal 1981. E’ stato spesso invocato da molti negli ultimi anni in cui sono tornati di moda i sintetizzatori vintage e il mercato ha avuto un’ondata di remake non indifferente: un rifacimento del Mono/Poly sarebbe probabilmente accolto a braccia aperte dai sintesisti di tutto il mondo. Il suo nome si deve alle quattro voci di polifonia date da altrettanti oscillatori, che possono anche essere combinati in modalità Unison per ottenere una densa monofonia dal piglio decisamente importante.

Roland Juno-6

Il Roland Juno-6 è il primo della famiglia Juno, in cui si annoverano anche il Juno-60 e il Juno-106 – quest’ultimo riprodotto ultimamente dalla stessa Roland sotto forma del minuscolo ma potente Ju-06, di fatto l’unico erede dei gloriosi Juno attualmente in commercio. Prodotto nel 1982, porta oscillatori controllati digitalmente, novità per l’epoca, e manca di alcune proprietà che oggi ci sembrerebbero scontate: ci riferiamo non tanto alla possibilità di salvare i suoni (si può vivere felici anche senza), quanto all’assenza delle porte MIDI. La polifonia a sei voci e il suo ricchissimo timbro scaldano veramente l’anima. Ascoltare per credere.

Roland TR-707

Spesso messa in ombra dalla prepotenza della TR-909 e dal pesante nome della TR-808, riteniamo che la TR-707 non ha mai ricevuto il dovuto riconoscimento. Attualmente, tra i prezzi folli dell’usato che caratterizzano le prime due drum machine, la 707 è la meno inflazionata. Effettivamente i limiti rispetto alle sue sorelle maggiori sono evidenti, a cominciare dal fatto che non si può minimamente intervenire sul timbro dei suoi suoni, eccezion fatta per il volume. Storicamente, è stata usata da nomi come Aphex Twin, Laurent Garnier e Squarepusher, ma viene ad oggi ancora utilizzata spesso con da artisti come Boston168 e KiNK che ne sanno tirar fuori l’anima.

MiniMoog Model D

Qualsiasi cosa si può dire sul MiniMoog Model D parrà scontata. E’ una leggenda, punto. Il sintetizzatore per antonomasia, il più iconico e popolare. E’ il capostipite dei sintetizzatori di formato portatile dopo la prima ondata di modulari degli anni ’60 e ’70, muraglioni che costavano un patrimonio e andavano trasportati con il furgone. Famoso per i suoi tre oscillatori, ma ancora di più per il suo filtro transistor ladder, che ha un sapore così tipico da venir chiamato direttamente “filtro Moog”. A essere precisi, quello usato in Stranger Things è il MiniMoog Model D proveniente dalla recente reissue, quindi è aggiornato rispetto al modello messo in produzione nel ’71. Usato nel corso della sua nobile carriera da una quantità di nomi importanti, come Chemical Brothers, 808 State, Kraftwerk, Depeche Mode, Tangerine Dream, Jean-Michel Jarre, Vangelis, Air e moltissimi altri.

Per chi avesse voglia di ascoltare direttamente gli autori all’opera con gli strumenti menzionati, ecco il video girato da Reverb, dove vi sarà possibile cogliere tutte le tipiche inflessioni dei suoni usati nella serie:

Paolo Castelluccio