+ sixty one = sixty four

Dubset e Sony decidono di collaborare per rivoluzionare una questione piuttosto delicata: i diritti d’autore sui bootleg, i remix non ufficiali e gli edit.

Sony Music Entertainment è ufficialmente entrata in collaborazione con Dubset, una startup specializzata in gestione dei diritti, diventando la prima etichetta di livello mondiale a legalizzare l’uso dei propri contenuti musicali per remix, dj set e qualsiasi altro uso che ne preveda un upload, cercando di trarne un enorme vantaggio economico.

La strategia che le due compagnie stanno mettendo in atto cambierà sicuramente le regole del gioco, creando probabilmente non pochi scompigli nell’industria musicale. Parte del catalogo Sony, infatti, verrà schedato da Dubset e tutti gli aventi diritto verranno ricompensati anche se un frammento del loro sample verrà utilizzato su una qualsiasi piattaforma del web. In tal modo tutti potranno vendere liberamente i proprio remix, ad esempio su Spotify o Apple Music, senza che vengano rimossi per aver violato il copyright, semplicemente cedendo le royalties che spettano a tutti i rispettivi owner.

Dubset ha inoltre la capacità di identificare la presenza online di tutta la sua banca dati, attraverso due software, “Mixscan” e “Mixbank“, che lavorando in tandem identificano le tracce e distribuiscono le royalties di conseguenza, riconoscendo tutti gli upload non ufficiali presenti in siti come Soundcloud e Youtube, i quali finora hanno fatto fortuna grazie al mondo del “non legale”.

Tutto ciò rappresenta un grande passo che l’industria musicale muove a favore della lotta ai bootleg e ai remix non ufficiali. Più di trentacinquemila etichette minori, secondo la startup americana, già avrebbero preso parte al progetto, ma l’accordo con Sony espanderà massicciamente il materiale a disposizione. È proprio il CEO di Dubset, Stephen White, a rassicurare gli scettici dichiarando che la maggior parte del catalogo Sony sarà disponibile a tutti e ricordando inoltre quanto sia importante questo cambiamento. Basti pensare che circa settecento milioni di persone ascoltano contenuti non ufficiali ogni mese.

Voci del settore riportano, in aggiunta, un’ulteriore vicinanza della startup con altre etichette di livello mondiale come Warner e Universal.

Sembra quindi che ne traggano vantaggio proprio tutti, o meglio, quasi tutti. A subirne un impatto negativo, come analizzato in precedenza, sarebbe sicuramente proprio Soundcloud, piattaforma tutt’ora considerata dalla collettività come unico mezzo per caricare  materiale non ufficiale sul web. A questo punto però Spotify e Apple Music diventerebbero le piattaforme perfette per l’uploading di tutti i contenuti musicali, compresi gli unofficial remix.

Tutti questi segnali ci indicano che Dubset e Sony potrebbero rivoluzionare l’industria del music streaming. Questa svolta potrebbe andare a risolvere una questione annosa riguardante la sfera musicale, portando auspicabilmente un po’ di guadagni in più nelle tasche degli artisti. Permetterà inoltre una maggiore libertà nell’upload di mix, remix e dub edits, scongiurando il rischio che questi vengano poi rimossi dalle piattaforme come avveniva di frequente fino a pochi mesi fa.