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Il 12 Agosto 2017 andrà in scena la 26ma Street Parade, un evento unico nel suo genere. Si, ma quanto è sensato nel momento musicale attuale?

Leggere di eventi come Street Parade (e del suo defunto fratellone tedesco LoveParade), richiama alla mia mente epoche lontane, quando ancora dodicenne scoprivo per la prima volta i grandissimi festival europei. L’idea che cinquecentomila persone potessero stare insieme, ballare insieme, divertirsi ed amarsi, mi sembrava folle, splendida e quasi utopica.

street parade

 

Quindi quando nel 2010 alla LoveParade Duisburg successe quel che successe e quel sogno utopico si trasformò in incubo, la delusione fu fortissima. L’idea era che il miracolo sociale nato dalla musica elettronica fosse finito li, in quella piazza di Duisburg. Invece no, venne il 2011 e a Zurigo la Street Parade si svolse senza problemi, si prese carico del fardello di “più grande parata internazionale di musica elettronica”. Pareva non essere cambiato nulla. 20 anni di amore, libertà e tolleranza non potevano essere fermati da un incidente, per quanto terribilmente tragico.

Gli anni però passano e i festival, visti come tabù fino a 10 anni prima, diventano un fenomeno in crescita.

Ne nascono un infinità, per tutti i generi e per tutti i tipi di pubblico, fino ad arrivare ai giorni nostri dove addirittura la crescita dei festival sta lentamente mettendo da parte i club. E Street Parade, com’è giusto che sia, dovrebbe guidare i festival verso nuovi orizzonti, nuovi limiti, senza paura, come egida dell’amore eterno trasmesso tramite la musica. E invece non pare che le cose stiano così.

Invece si ostina a proporre nomi triti e ritriti, line up di poco conto e di pochissimo spessore, alla faccia dell’innovazione e del futuro.

Scavalcata dal Tomorrowland come numeri e incassi, invece di esplorare nuove formule, rinnovarsi e guardare al futuro, continua ad attorcigliarsi in nomi sentiti e risentiti. E no, il debutto di Ellen Alien non vale come innovazione perchè – non ce ne voglia la leader di bPitch Control – ma non rappresenta di certo una novità vederla come headliner nei maggiori festival del mondo.

Quindi? Alla fine di quest’articolo qual’è il punto focale, oltre che il lamentarsi?

Ce ne sono due, in realtà, di punti focali.
Il primo riguarda Street Parade, che ha ancora nomi da annunciare e che magari chissà, può ancora cogliere l’occasione di ricercare qualcuno di interessante, più inaspettato, e smentirci clamorosamente.

Il secondo invece ci fa tornare in patria, per dare uno sguardo ai nostri di festival.
Club2Club, RoBoT, Spring Attitude, Acuto Electronic ed una lista praticamente infinita di eventi che hanno in line up almeno un nome mille volte più interessante di tutti quelli di Street Parade.

Vuoi vedere che stavolta il futuro parte da qua?