thirty two − = twenty six

Abbiamo testato la nuova generazione di giradischi di casa Technics, SL-1210 MK7, e queste sono le nostre impressioni e i nostri pensieri.

2010. Il primo giorno di novembre, attraverso un comunicato stampa Panasonic dichiara: “Panasonic reactive statement – Production of analogue turntables has ceased“. Ergo, fine dei giochi. Da quel giorno, ben nove anni ci sarebbero voluti per far rifiorire la Technics e portarci l’SL-1210 MK7.

Perché certo, nel periodo a venire ci sarebbero state delle piccole inversioni di tendenza da parte della Panasonic, come ad esempio la serie Grand Class SL-1200, con tutti i relativi modelli e sotto-modelli. Però, come la stessa casa madre suggeriva, questi erano piatti pensati e progettati come prodotti celebrativi per il compianto SL. Non fatevi strane idee, insomma. Prodotti ben fatti, per amanti del hi-fi e con abbastanza soldi da spendere. Nulla da eccepire, però rimaneva il fatto che ai dj non rimaneva nient’altro che affidarsi ai buoni vecchi mercatini dell’usato, o a puntare su nuove marche, senza ovviamente avere le stesse sensazioni dei piatti della celebre casa giapponese.

Ma nel 2019 tutto cambia. Durante il loro Consumer Electronic Show arriva l’annuncio: una nuova serie numero Sette è in arrivo. E non a caso Technics usa queste parole: (we need to) re-engage the DJ community. Basta a riedizioni, e basta alle audiofilie domestiche. Serve qualcosa di nuovo per il mondo del clubbing, che però non lasci indietro la storia e soprattutto il feeling decennale della serie di piatti più famosa nel mondo.

A prima vista, l’SL-1210 MK7 sembra immediatamente familiare a chiunque abbia messo le mani sui giradischi Technics. Anche alla vista, la ditta giapponese non ha sentito la necessità di cambiare radicalmente il design, optando per il celebre braccio ad S in alluminio e la classica disposizione dei pulsanti (sebbene di colore nero).

Il pitch control è sulla destra, e dà la possibilità di effettuare un cambiamento del +8/16% (dipendente dal selettore x2 presente a lato). Il pulsante stop/start è in basso a sinistra, più i pulsanti per 33 1/3 e 45 giri/min. Per i più nostalgici, c’è la possibilità (tramite combinazione di tasti) di passare a 78 giri/min. E’ presente inoltre la solita luce stroboscopica, che ora può essere commutata da rosso a blu, e un LED bianco estraibile per illuminare la puntina. Sul retro sono presenti gli slot di alloggiamento dei cavi di alimentazione e audio phono, entrambi staccabili, non senza qualche difficoltà.

Esteticamente, è un’ottima fusione fra passato e futuro, e non potrà che far contenti sia i nostalgici sia i novizi. Il caratteristico design e le consuete forme sono mantenute, virando però i colori dall’argento delle edizioni passate al nero opaco.

Sono state apportate modifiche inoltre a livello di materiali di costruzione. Se prima erano usati un’amalgama di alluminio e fibra di vetro, adesso il telaio in alluminio pressofuso è integrato con fibra di vetro e polimeri termoplastici, per garantire allo stesso tempo più robustezza e più leggerezza. Ad esempio, se l’SL-1200 MK6 pesava 11,7 kg, adesso il peso del MK7 è di solo 9,6 kg, confermandosi come il modello più leggero in assoluto in casa Technics. Prendendolo in mano, si sente chiaramente la differenza di peso sostanziale, il che forse darà un po’ di sollievo ai vari fonici in giro per i club in termini di maneggiabilità e resistenza. L’isolamento è garantito da una molla e dalla gomma presenti all’interno del giradischi, bloccando efficacemente le vibrazioni esterne in condizioni di livello audio elevato.

Ci sono anche alcune nuove aggiunte al set di funzioni, e qui si vedono le prime sostanziali differenze (anche se piccole) rispetto ai gloriosi antenati. In primo luogo è presente Reverse Play: tenendo premuto uno dei pulsanti di velocità e poi toccando start/stop, il piatto invertirà la direzione di rotazione. Attenzione che ovviamente servirà in dotazione una puntina che sia in grado di supportare questa funzione.

È inoltre possibile la regolazione della coppia e della velocità del freno. Questo settaggio è un po’ più complesso, e comporta la rimozione del piatto per accedere ad alcuni interruttori posti all’interno del giradischi (dov’è presente anche il commutatore rosso/blu della luce stroboscopica. Per gli utilizzatori classici queste funzioni posso sembrare poca cosa, ma permette ai pro un po’ più di spazio per la sperimentazione.

E il motore? Qui il discorso si fa diverso, anche in termini di feeling. Infatti è forse la specifica dove più ci si è discostati dai vecchi modelli, creando un nuovo tipo di motore a rotazione diretta. La trazione diretta, presente in tutti i modelli, ha come pregio quello di garantire prestazioni elevate, affidabilità e meno speso di manutenzione. Però, per come i vecchi motori erano costruiti, si presentava regolarmente il problema del cogging, una sorta di pulsazione create dal nucleo in ferro dello statore. Long story short, la Technics ha deciso di eliminare il nucleo dello statore del SL-1210 MK7, per evitare appunto quelle micro imperfezioni di riproduzione che occorrevano agli SL del passato.

Questa è la parte tecnica della recensione. Tutte queste belle parole per parlare dell’oggetto in sé. Ma la domande vera è: come funziona? È lui? È tornato?

E la risposta è: no, com’è giusto che sia. Sia chiaro, SL-1210 MK7 è un piatto Technics: suono e versatilità sono eccezionali anche e soprattutto per questo modello. E’ come ritrovare un amico che non vedevi da tempo. Ma ci sono indubbiamente differenze sostanziali. Ad esempio, al tocco è sembrato diverso: i tasti sono un po’ più leggeri rispetto ai modelli precedenti (in particolare del MK6), e in generale il peso più contenuto del giradischi si avverte quando lo si suona. Anche a livello di rotazione e di scratch è presente qualcosa di familiare, ma il cambio del motore ha inevitabilmente cambiato le sensazioni tattili.

Ma è bene sia così. In un’epoca dove, nel bene e nel male, imperversano cloni, riedizioni e boutique version, è quasi romantico che un’azienda faccia un passo (gigante) indietro, e chieda consiglio ai suoi affezionatissimi clienti.

“We need to re-engage the DJ community”: questa è la nuova filosofia in casa Panasonic. Penso ci siano riusciti benissimo e che, visto il nuovo inizio, abbiano preso la strada giusta (di nuovo).

SPECIFICHE TECNICHE COMPLETE

Tipo: Giradischi manuale a trazione diretta

Velocità del giradischi: 33-1/3, 45 giri/min (con commutatore a 78 giri/min)

Coppia di avviamento: 0,18 N・m/1,8 kg・cm

Caratteristiche di avviamento: 0,7 secondi da fermo a 33 1/3 giri/min

Oscillazioni e vibrazioni: 0,025 % W.R.M.S.

Piatto del giradischi: Alluminio pressofuso Diametro: 332 mm Peso: circa 1,8 kg (incluso tappetino e pannetto)

Tipologia braccio: a bilanciamento statico universale

Lunghezza effettiva: 230 mm

Sbalzo: 15 mm

Angolo di errore tracciamento: entro 2°32′ [al solco esterno di un disco da 30 cm (12 pollici)] Entro 0°32′ [al solco interno di un disco da 30 cm (12 pollici)]

Angolo di compensazione: 22°

Intervallo di regolazione altezza braccio: 0 – 6 mm

Intervallo di regolazione pressione della puntina: 0 – 4 g (lettura diretta)

Peso del portatestina: circa 7,6 g

Intervallo peso testina applicabile: (senza peso ausiliario) 5,6 – 12 g 14,3 – 20,7 g (incluso portatestina)

Morsetto connessione portatestina: morsetto a 4 perni 1,2 mm φ

Uscita audio: 1 PHONO (pin jack) 1 TERMINALE MESSA A TERRA

Alimentazione: CA 110 – 240 V, 50 Hz/60 Hz

Consumo energetico: 8 W Circa 0,2 W (standby)

Dimensioni (L x A x P): 453 x 169 x 353 mm

Peso: Circa 9,6 kg

Accessori: Giradischi, tappetino, pannetto, coperchio antipolvere, adattatore disco EP, contrappeso, portatestina, set di viti per testina, cavo PHONO, cavo di messa a terra PHONO, cavo di alimentazione CA, manuale di istruzioni