+ thirteen = twenty

Il suo approccio è stato definito avanguardista, le sue selezioni musicali avventurose, il suo suono “il futuro della techno”: quello di VTSS è sicuramente uno dei nomi più promettenti della scena berlinese underground.

Da Varsavia a Berlino, la DJ e produttrice sembra davvero aver portato una ventata di aria fresca in una scena i cui confini sono, paradossalmente, spesso troppo definiti. Proponendo “un modo più divertente e rilassato di fare le cose”, i suoi set si distinguono per un innovativo connubio tra EBM, industrial, acid, elettronica e techno, che la stanno portando a girare il mondo con enorme successo.

Self Control, la sua seconda fatica da produttrice uscita da poco sull’etichetta Haven, mostra “il lato meno techno di VTSS” e rimanda al tipo di suono che prediligeva quando suonava in Polonia, un Paese con una scena particolarmente attiva, di cui ci ha parlato a lungo in questa esclusiva intervista.

Ciao Martyna e benvenuta su Parkett! Cominciamo dall’inizio: vivi a Berlino ma sei nata in Polonia, un Paese che sembra avere una vita notturna particolarmente attiva ed una programmazione nei club davver interessante, soprattutto negli ultimi anni. Come descriveresti la scena del tuo Paese?

La scena è molto attiva, in particolare negli ultimi due anni. Ci sono molti artisti e Dj ed i più interessanti, a mio parere, sono quelli non strettamente techno. Il maggior problema risiede nel fatto che la scena non è sovvenzionata, quindi i Dj locali spesso guadagnano cifre simboliche e non sono in grado di vivere solo facendo musica. È anche difficile invitare i grandi nomi a suonare in Polonia, poichè la gente non guadagna in genere abbastanza da potersi permettere biglietti cari per le serate. In realtà, molti artisti internazionali accettano di suonare per cifre inferiori alle loro abituali e questo è sicuramente d’aiuto. L’assenza di fondi, nello stesso tempo, fa sì che si sviluppino progetti indipendenti che seguono meno le regole e quello che accade, ad esempio, nel resto dell’ Europa, creando stili interessanti ed approcci totalmente nuovi. I miei consigli di party a Varsavia sono Brutaż, Jasna, Syntetyk, DUNNO, FLAUTA, BAS. A parte il Jasna dove ho una residenza, la maggior parte delle feste e delle etichette, ha un approccio diverso, più leggero alla musica elettronica.

La serie di eventi Brutaż, dove tu hai un’altra importante residenza, sembra avere un ruolo particolarmente importante nella scena polacca. Le loro feste sono state descritte come qualcosa che “ha cambiato la definizione di cosa si possa fare in un club”. Come descriveresti questi party?

Brutaż, insieme al festival polacco Unsound, ha sicuramente avuto l’impatto più importante ul mio approccio alla musica: entrambi sono così diversi dal resto della scena! Brutaż è sia una serie di eventi in giro per la Polonia, e a volte a Berlino, che un’etichetta, entrambi curati da una persona e DJ grandioso, chiamato Jacek, ovvero RRRKRTA. Brutaż non è un party techno, non è un party house: è tutto e niente. In molti anni di lavoro, Brutaż è riuscito a creare una comunità di persone aperte di pensiero, che cercano la sicurezza di una serata, ma allo stesso tempo approcciano il party senza troppe aspettative. Direi che proprio questo sia il punto principale, l’assenza di aspettative: non vengono rivelate line-up in anticipo, per cui alla stessa serata puoi trovare un nuovo nome della scena polacca che suona, per la prima volta, accanto ad un artista internazionale od Americano. Tutti sono sullo stesso piano, non ci sono star. Brutaż si è anche sempre contraddistinto per il tentativo di rendere il clubbing un’esperienza migliore, ad esempio raccogliendo fondi per i rifugiati, simpatizzando con le proteste dei Georgiani o degli Ungheresi e, ovviamente, fornendo un luogo per tutti coloro che non hanno un proprio posto nella scena dei club. Credo che abbia davvero cambiato la scena polacca ed influenzato me, in quello che la gente chiama “essere avventurosa” nel mio approccio alla techno.

Come descriveresti le differenze nel modo di fare clubbing a Berlino e in Polonia, sia come artista ma anche dal punto di vista di chi frequenta i vari party? 

Non posso parlare della Polonia in generale, perchè dipende molto dalla città e, come dicevi, la scena è grande, ma Varsavia, escludendo alcuni grandi club, sembra avere un’attitudine più rilassata e sfrontata al giorno d’oggi. Ovviamente parlo della nuova generazione, perchè la scena si compone anche di persone delle generazioni precedenti, che spesso si lamentano del fatto che noi giovani facciamo le cose nella maniera sbagliata, consigliandoci di “concentrarci sulla musica” e lasciar perdere altri aspetti.  Inoltre, in Polonia beviamo ovviamente molto di più!

La tua musica è chiaramente fatta per il dance-floor: ti piace andare a ballare e far festa quando non suoni da qualche parte?

Andavo molto più spesso in passato, ma più conosco la musica, più divento specifica in quello che mi piace. Inoltre ultimamente suono ogni fine settimana. Mi piace andare a Säule, la sala al piano terra del Berghain, il giovedì. É il tipo di serata dedicata alle cose più nuove e all’avanguardia, non sempre le solite persone che suonano lo stesso tipo di musica, come a volte può accadere. Mi interessano gli approcci alla techno di questo tipo, che spingono il genere verso direzioni più avventurose e credo che questo si possa trovare proprio a Säule.

Il tuo suono è stata definito “il futuro della techno”, una definizione particolarmente lusinghiera di una proposta che suona sicuramente fresca, per la maniera in cui sfida i confini tra techno, EBM, hardcore, rave e persino trance, a volte.  Ti poni l’obiettivo di creare qualcosa di davvero diverso ogni volta? È qualcosa che hai in mente quando approcci una serata o prepari un mix, come se volessi mettere la tua firma su tutto quello che fai?

Ad essere sincera, non considero quello che faccio particolarmente diverso o speciale, quindi per coloro che definiscono il mio suono in quel modo e si riferiscono al mio essere un po’ più sfrontata con le mie selezioni, in realtà quella definizione parla più della scena, che di me in quanto artista. Voglio fare qualcosa di divertente, ma non in una maniera prevedibile. Non voglio essere di tendenza, né nulla di tutto ciò. Io e tanti altri siamo stati per molti anni semplicemente annoiati da questo approccio tradizionale alla techno e la mia intenzione è quella di proporre un modo più divertente e rilassato di fare le cose. Posso prediligere suoni super veloci, ma non suonerò mai due ore di industrial pesante, senza tregua. Credo che molti generi siano complementari tra di loro, dobbiamo smettere di creare barriere tra di loro e criticare un Dj che suona una traccia di elettronica, dopo 15 di techno dicendo “Questa non è techno!”. Ti posso dire che semplicemente odio quando qualcuno mi dice che non posso fare qualcosa (ride) … stai a guardare!

Si può dire che questi siano i tuoi primi tempi di fronte a grandi audience nei club. Come ti prepari per questo tipo di serate?

Esattamente nello stesso modo in cui mi preparo per audience più piccole. Non voglio usare la parola versatile, poichè penso che se ne sia abusato, ma colleziono diversi tipi di musica e sono sempre attenta alla line-up del locale dove suonerò o le line-up precedenti, per capire che direzione far prendere alla serata e quanto posso spingere con la mia selezione. Non sono una persona che si prende troppo sul serio, ma tengo alla mia performance, non solo a creare mix di perfezione stilistica. L’equilibrio è tutto, nella vita come nella musica.

Chi sono gli artisti che ti hanno ispirato quando hai iniziato a fare musica? Chi ti ispira oggi?

Ho imparato a suonare su dischi della fantastica etichetta Repitch di Ascion, D.Carbone e Shapednoise, per cui sicuramente questi sono nomi che voglio menzionare. La label ha davvero un posto special nel mio cuore e oggi più che mai. In termini di produttori che hanno avuto una grande influenza sulla mia musica, sicuramente Ancient Methods, The Horrorist, The Mover (e gli altri suoi alias). Questi, in un certo senso, hanno dato forma a VTSS, in termini di techno, EBM, hardcore, acid ed electro.

Oggi i miei DJ preferiti sono Hector Oaks, Freddy K, SPFDJ, che mi ispira anche nella vita e spinge a lavorare duro, Phase Fatale, un Dj e produttore grandioso, Randomer che sta avendo un successo strepitoso e con cui ho condiviso un progetto B2B, chiamato Body Sushi. È stato uno dei miei momenti più importanti quest’anno, anche se ho perso un aereo per una serata a cui dovevo suonare a causa di questo B2B (ride). I miei amati scandinavi stanno andando alla grande adesso, per cui Sugar, Varg, Schacke, Resonant Pole e, andando più a nord, Bjarki e i suoi colleghi islandesi che fanno questo suono elettronico molto particolare. La Francia è anche forte in questo momento, con nomi come Crystal Geometry e JKS tra i miei preferiti.

Parliamo della tua ultima uscita su Haven, il tuo secondo successo come produttrice. Come è nata l’idea di questo EP? Avevi qualcosa di specifico in mente?

Volevo mostrare al mondo il lato meno techno di me, un pochino più lento e più EBM ed elettronico, cose che suonavo più spesso a Varsavia. Mi mancano un po’ quelle sonorità. Il mio primo EP è nato per fare una sorta di affermazione come produttrice (ride), questo perchè la gente potesse conoscere qualcosa di più di me. Il prossimo, però…

Cosa c’è nell’agenda di VTSS per i prossimi mesi? C’è qualche progetto che vuoi condividere con noi?

Sono appena tornata dal mio mini-tour in Asia ed ho suonato a Roma il primo maggio. Le mie prossime date saranno in Regno Unito, Francia, il mio amato Säule a Berlino e poi suonerò in America e Canada, per il mio primo vero tour nel Nord-America, da quando sono parte del collettivo Discwoman. Suonerò a Toronto, due volte a new York, San Francisco e Los Angeles. Poi andrò in Sudamerica, in Cile ed Argentina, e molte altre serate in Europa. Ma ancora più importante, la mia prossima release uscirà a giugno, su un’etichetta fantastica che amo e rispetto, fondata da ragazzi italiani. Verrà annunciata presto.

VTSS playing

ENGLISH

VTSS: “THE FUTURE IS IN OPENING BORDERS, BOTH IN MUSIC AS IN LIFE”

Her approach to music has been defined vanguardist, her selections adventurous, her sound “the future of techno”: VTSS surely is a one of the most promising names at the forefront of Berlin underground scene. 

From Warsaw to Berlin, the DJ and producer really seems to have brought a breath of fresh air to a scene, whose borders, ironically, are often too well defined. 

Challenging that with “a fun and laid-back way of making music”, she has been touring the world with innovative sets made of EBM, industrial, acid, electro and techno and a cheeky “IDGAF attitude”.  

Her second work as a producer is Self Controlout last March on Haven label. Here she shows “the less techno side of VTSS”, a sound reminiscent of her early days playing in Warsaw, whose vibrant scene she discussed with us, in this interview for Parkett.

Hello Martyna, let’s start from the beginning: you are based in Berlin but born in Poland, country that seems to have had an ever-growing party scene and impressive bookings in the past years. How would you describe the scene over there?

The scene there is quite active, especially for the last couple of years. There are many artist and Djs, but the most interesting ones in my opinion are not strictly techno. The biggest concern is the scene being underfunded, which leaves local Djs earning symbolic money for their gigs, meaning there’s no way to make a living out of Djing locally, and it’s also hard to get the bigger names since wages in Poland are still small and people can’t really pay much for the entrance. However, more and more international Djs agree to play for less than their usual fees, which helps a lot. On the other hand, this lack of funds makes more people involved with DIY projects and not following the main European techno stream per se, finding their own voice in music and developing new interesting styles and approaches. My Warsaw party recommendations would be: Brutaż, Jasna1, Syntetyk, DUNNO, FLAUTA, BAS. Except from my homeclub Jasna, mostly parties and DIY labels present a different, more lo-fi approach to electronic music.  

Brutaż party series, where you also have a residency, seems to have a particularly important role in the Polish scene. They have been described as something that “has definitely changed the notion of what you can actually do in a club”. How would you describe these parties to people who would want to know more? 

Brutaż, together with the Polish Unsound festival, has definitely had the biggest impact on my approach to music: both for sure are so different from the rest of the Polish scene. Brutaż is a series of events around Poland and sometimes in Berlin and a record label, all curated by the most amazing Dj and person, Jacek aka RRRKRTA. Brutaż is not a techno party, it is not a house party: it’s everything and nothing. Over many years of work, Brutaż managed to gather a crowd of very open-minded people, looking for a safe space but also not expecting anything. That’s kind of the point: lack of expectations. At Brutaż parties the line ups are not disclosed, so you can find a Polish newcomer mixing her records for the first time, supporting some bigger European or American act, everyone being equal, no headliners. Brutaż has also always been involved in trying to make clubbing (and living) a better experience, collecting money for refugees, sympathising with Georgian or Hungarian protesters, and of course being open to all the folks not having a place for them in the club scene. In my opinion, it has definitely changed Polish clubbing and had a major influence on me and what people call “being adventurous” in my approach to techno.

How do you feel that the scene in Poland is different from the one in Berlin, both as an artist, but also as a clubber?

I can’t say for Poland, because it’s different in every city, since, as you said, the scene is quite big there, but Warsaw (except for some biggest big room club) seems to have more chill and IDGAF attitude nowadays. However I’m mostly referencing to the new generation, there’s still many old dudes complaining about us doing stuff the wrong way or that we should “focus on the music”, instead of being involved in other aspects.  Also, of course we drink way more!

Your music is clearly made for the dance-floor: are you a dancer too? Do you enjoy partying when you are not playing somewhere?

I used to party way more, but the more you know, the more particular you get about your preferences, plus these days I’m playing every weekend. Nowadays, whenever I can, I go out to see my friends playing. I love going to Säule, the ground floor room at Berghain in Berlin, on Thursday – it’s the night of kind of ‘new cool things’, not the same people playing the same music, like sometimes it happens. I’m really interested in more open-minded approaches to techno and pushing this genre to more adventurous directions and that I think it’s what Säule is also about.

Your sound has been described as “the future of techno”, a very flattering definition of something that certainly feels refreshing, in the way it pushes the boundaries between techno, EBM, hardcore, rave and even trance, at times. Do you ever think it this way, as for wanting to create something that’s truly different? Is this also something that you have in mind every time you approach a gig or mix, as kind of wanting to put your own signature to what you do?

To be fair, I don’t look at what I do as something really different or special, so people saying that about me, basically being a bit more cheeky with my selections, it says more about the scene than actually me. I believe the future is in opening borders, both in music and in life. I definitely want whatever I do to be fun, but not a predictable kind of fun. I don’t want to be edgy or anything. Me and many others were, for many years, just bored with this safe approach to techno and I wanted to propose a bit more of a fun and laid-back way to do stuff. I can play really fast but I’m not going to play heavy industrial overdriven techno bangers for two hours, there’s no trick in that. I believe many genres complement each other in plenty of ways, we just have to stop making those boundaries between them and criticizing Djs saying of their sets “This is not techno!”, as soon as they drop an electro track after 15 full on techno ones. I guess basically I just hate when someone tells me I’m not allowed or I shouldn’t do something (laughs). Just watch me!

 Being somehow your early days in front of such big audiences, how do you usually prepare for a gig?

Exactly the same as I do for smaller audiences. I wouldn’t call myself versatile because this word is highly overused, but I do collect plenty of different kinds of music, therefore I’m looking at a line up or previous line ups and just see which direction and how far I can push it on that day. I’m not the most serious person out there, but still want to give a great performance, not just make stylistically edgy blends. Balance is everything, both in life and in music.

Who are the artists that inspired you when starting making music and Djing? Who inspires you today?

I basically learned how to Dj on records from a fantastic label, Repitch by Ascion, D.Carbone and Shapednoise, so they definitely deserve a shout here. It has a really special place in my heart, now more than ever. Artists whose productions have had the biggest impact on my music are Ancient Methods, The Horrorist, The Mover (and his other aliases). So that kind of shaped all that VTSS – techno, EBM, hardcore, acid, electro. 

Now my favourite Djs are Hector Oaks, Freddy K, SPFDJ, one of my everyday inspirations and drive to work hard, Phase Fatale, such a sick Dj and producer. Randomer is also killing it right now: our b2b as BODY SUSHI has been one of my highlights of this year so far, even though I missed a plane to the next gig cause of it (laughs). My beloved Scandinavians are also killing the game right now, so Sugar, Varg, Schacke, Resonant Pole and up wild north Bjarki and his Icelandic comrades, pushing this weirdo freaky electro sound. France is also so strong these days with Crystal Geometry and JKS among my favourites.

Let’s talk about your latest release on Haven, your second success as a producer. How did this EP come about? Did you have a specific idea about this release?

I wanted to show a bit less techno side of me, a bit slower, more EBM and electro – as I used to play more often back in Warsaw. I kind of miss those vibes. The first one was to make a statement (laughs), this one was so people can get to know a bit more of me. The next one though…

 

How do the next months of 2019 look for VTSS? Any upcoming project that you want to share with us?

I have just come back from my first tiny Asia tour and played in Rome on the 1stMay. I will then play in the UK, France, my favourite Säule again and I’m off to the US and Canada, for my first proper North America tour after I joined the Discwoman roster, doing Toronto, New York twice, San Francisco, LA, then South America, Chile and Argentina, and many more European gigs.  But most importantly – my next release coming in hopefully June, for an amazing label I really love and respect, actually run by Italian dudes. It will be announced soon.