4 gennaio 2017

Quella attorno alla rinascita del vinile è una delle migliori storie degli ultimi anni all’interno dell’industria musicale. Gli ultimi dati per il 2016 vedono un numero pari a 3,2 milioni di dischi in vinile venduti, davvero niente male.

Che lo stato di salute del vinile sia piuttosto buono ormai è un po’ di tempo che se ne parla. Anche perchè negli ultimi anni abbiamo assistito ad un susseguirsi di buone notizie che ci dicevano che le vendite erano di volta in volta migliori degli anni precedenti. E la buona notizia è che si registra anche per l’anno 2016 appena concluso una tendenza molto positiva. La British Phonographic Industry (BPI) ha stimato che nell’anno passato i dischi in vinile venduti ammontino a ben 3,2 milioni. Questo significa un aumento del 53% delle vendite del vinile rispetto al 2015. In altre parole e approssimando un poco, è come se dicessimo che per ogni 10 dischi venduti nel 2015, sono stati 15 quelli venduti nel 2016.

Sempre stando ai numeri forniti dalla BPI, si tratta di numeri paragonabili allo stato dell’arte nel 1991, anno che si colloca in uno dei momenti più felici per il formato vinile.

Ci sono anche dei rovesci della medaglia, volendo fare una panoramica più obbiettiva. Per cominciare, i dieci vinili più venduti nel 2016 sono tutti classici, a parte il nuovo “Blackstar” di David Bowie che probabilmente è immediatamente divenuto un classico. Questo può confermare, come di recente Electronic Beats ha rilevato, un sintomo che ci dice quanto pur nell’espansione del vinile, c’è una porzione di industria, quella delle piccole etichette indipendenti, che soffre un decremento delle vendite mentre i classici e le reissue galoppano. Forse, chissà, questo comportamento fa parte dell’aura di nostalgia e attitudine a tornare al passato che accompagna il vinile stesso.

Un’altra nota un po’ particolare, che può essere interpretata come contraddittoria solo in apparenza, ci dice che con la crescita dello streaming, le persone sì ascoltano molta più musica, ma senza acquistare album. Per l’esattezza, nei primi mesi del 2016 lo streaming è aumentato del 58,7%, ma si sono contratte in generale tutte le vendite, specialmente quelle su supporto fisico. Quindi abbiamo un quadro complesso in cui all’interno del calo generale delle vendite in favore dello streaming, il vinile continua a crescere “mangiandosi” un po’ del mercato di CD e altri formati.