sixty nine + = seventy eight

Due membri dello staff del Tourism and Event Queensland (TEQ) hanno fatto un viaggio di ricerca che ha visto come destinazione il Burning Man scatenando non poche contestazioni da parte dell’opposizione.

Il Burning Man in Australia sarà una reale possibilità? Certo è che l’originale è uno degli eventi annuali più attesi e più seguiti. Si tiene nel deserto del Nevada, in un’area chiamata Black Rock City, raggiungendo numeri di pubblico stratosferici. Abbiamo parlato dell’edizione 2018, oramai passata, qui.

John Drummond e Rebecca Mantle sono i nomi dei due dirigenti che hanno partecipato al festival spendendo più di 27’000 $ australiani (circa a 16721 €) denaro dei contribuenti. Ed è stato proprio questa la motivazione che ha scatenato una contestazione da parte dei politici dell’opposizione, con a capo Tim Mander che ha dichiarato: “Non conosco il Burning Man, ma è sicuramente uno spreco dei soldi dei contribuenti. La maggior parte dei Queenslanders troverebbe questo viaggio osceno, spendere quasi $ 30.000 australiani per partecipare a un festival gestito da una società privata, senza vantaggi tangibili per lo stato”.

Il che è tutto da vedere poiché la motivazione di questo viaggio di studio è stata quella di “ottenere informazioni sulle attuali tendenze, idee, temi e logistica di un festival su larga scala”. Lo staff del TEQ ha inoltre incontrato i principali partner di eventi internazionali, il tutto finalizzato a pianificare un evento simile nell’entroterra del Queensland, in Australia appunto.

Se fosse davvero così, l’opposizione avrebbe ben poco da ridire, visto che eventi di quella portata richiamano un pubblico di oltre 70’000 persone provenienti da ogni parte e angolo del mondo, che spenderebbe ingenti quantità di denaro all’interno del territorio australiano con grandi guadagni per quest’ultimo.

L’edizione di quest’anno ha visto un’imponente e maestosa disco ball fare da “stella cometa”, ve ne abbiamo parlato qui.