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Il Cococoricò, locale romagnolo tra i più conosciuti in Italia e nel mondo, vede sospesa la propria licenza per i prossimi tre mesi a causa di un problema con la “Tari”; il locale non avrebbe mai pagato la tassa sui rifiuti.

Il Cocoricò dovrà rimanere chiuso per tre mesi a causa della sospensione della licenza, ma questa volta non si tratta di problemi legati a ciò che è successo tra le mura del locale durante una delle serate, ma di una faccenda particolare. Il sindaco di Riccione Renata Tosi, infatti, ha disposto il provvedimento a causa del mancato pagamento da parte del Cocoricò della cosiddetta “Tari“, la tassa comunale sui rifiuti.

Il locale romagnolo, infatti, non avrebbe mai pagato la tassa in questione e ora si ritroverebbe con un debito di 80.000 euro nei confronti del comune in cui risiede. La sindaca Tosi avrebbe dichiarato che, in caso di pagamento del debito, il locale potrà riaprire immediatamente le porte, così da assicurare lo svolgimento anche della maratona di Capodanno.

Eh sì, perché a rischio c’è anche quella maratona che dovrebbe vedere protagonisti, dalla mezzanotte del 31 dicembre 2018 alla mezzanotte del 1 gennaio 2019, i vari Ben Klock, Marcel Dettmann, Chris Liebing, Markantonio, The Analogue Cops, Luigi Madonna, Magda, Cirillo, Deborah De Luca e Idriss D.

Nel caso in cui, invece, il locale decida di non saldare il proprio debito, dovrà tenere chiuse le proprie porte fino a febbraio 2019, con la sospensione di moltissimi eventi. Non sarebbe la prima volta che si profila una lunga chiusura per lo storico  club della riviera; nell’agosto del 2015, a seguito della morte del sedicenne Lamberto Lucaccioni a causa di overdose da ecstasy, il locale fu obbligato a chiudere per quattro mesi.

Il provvedimento arriva in un momento complicato per i locali notturni italiani, mai veramente aiutati e agevolati da legge, amministrazioni e istituzioni nazionali. Quello attuale è un momento delicato per tutti i club a causa dei fatti di Corinaldo, dove sei persone hanno perso la vita al Lanterna Azzurra per il caos scatenato da una persona che ha spruzzato dello spray al peperoncino tra la folla poco prima del concerto di Sfera Ebbasta.