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Pubblicato su Arcana Edizioni, il libro di Giovanni Coppola “Dance per la mente – Estetica ed evoluzione culturale dell’Intelligent Dance Music” ripercorre la storia di uno dei generi più controversi della storia della musica elettronica.

Parlare di Intelligence Dance Music non è semplice, e “Dance per la mente” di Giovanni Coppola su Arcana Edizioni ci fa ripercorrere la nascita e l’evoluzione di un genere che si sviluppa intorni agli inizi degli anni ’90. Un genere che venne creato per identificare un insieme denso di sonorità complesse, esasperazioni tecniche e abilità ritmiche virtuose. Una categoria che inizialmente ha scaturito non poche perplessità all’interno di una determinata cerchia di artisti, dividendo l’opinione dei producer in due parti. Da un lato troviamo tutti quelli che lo hanno accolto come qualcosa di troppo pretenzioso, in quanto implicherebbe l’esistenza di una musica dance “non intelligente”, dall’altro tutti quelli che ne hanno esaltato il titolo, ovvero il lato di artisti più egocentrici e individualisti.

Il nome “Intelligent Dance Music” venne partorito dalla mente del commentatore britannico Alan Parry intorno agli inizi degli anni ’90, e racchiudeva sonorità che non avevano originariamente convenzioni strutturali consolidate e identificabili. Era inizialmente musica caratterizzata da tutte quelle produzioni astratte o cervellotiche che appartenevano all’universo sperimentale dentro il quale si cercava di amalgamare Techno, Ambient Music, Acid House e Breakbeat; utilizzando una struttura apparentemente illogica. Nacque sostanzialmente da un volontà doverosa secondo alcuni, di ammassare artisti appartenenti ad una certa avanguardia della seconda metà degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90, nella stessa categoria. Una categoria impregnata di musica più isolante e d’ascolto. Da li a breve si generò una tecnica produttiva che sarebbe stata indirizzata ad un modo nuovo di rapportarsi con quella musica, più “domestico” come è stato definito successivamente, piuttosto che rivolto prettamente al dance floor.

Dal comunicato stampa di “Dance per la mente”:

“…adatto anche a chi non aveva mai varcato la soglia di un club prima d’allora. Artisti come Aphex Twin, Boards of Canada, Autechre e The Orb sembrano inconsciamente – eppure abilmente – apprendere tecnicismi e prerogative di composizioni dalla storia: da Beethoven ai Kraftwerk, passando per Luciano Berio e Brian Eno, il metodo viene convertito in una nuova rivoluzione stilistica. Le loro intuizioni finiranno presto per contaminare anche il modo di pensare e di evolversi di un pop che cambierà gli anni Novanta…”

 

Sono gli anni della Rephlex, della mailing list IDM nel portale Hyperreal del 1993, di Mike Paradinas (μ-Ziq), Autechre, Polygon Window (R. D. J.), Boards of Canada, Squarepusher, Cylob, del movimento Brain Dance, The Orb, Scanner, Arcadian, Speedy J, Orbital, di Planet Mu Records, Luke Vibert, Jega, Mira Calix, Bochum Welt, Bogdan Raczynski e poi Amon Tobin, Venetian Snare e molti altri.

Sempre dal comunicato stampa di Dance per la mente:

“…la storia di come l’elettronica entra in contatto con mondi lontani e degli artisti che hanno cambiato il futuro apprendendo dai maestri del passato. L’Intelligent Dance Music, nel giro di pochi anni, porta all’interno della cultura da club un’idea completamente rivoluzionaria, scommettendo su una composizione che riesca a fare a meno dei canonici particolari della dance, pur essendone per caratteristiche direttamente associata. L’ascesa repentina della Warp Records di Sheffield crea talenti in grado di rendere una musica così complessa e singolare un prodotto d’ascolto…”

La Warp Records era nata come etichetta orientata verso la Techno. I suoi fondatori Steve Beckett e Rob Mitchell si erano innamorati della musica di Detroit e avevano iniziato a pubblicare materiale che avrebbe spinto la loro etichetta. Ma proprio in quegli anni notarono che oltre a ballare nei club e nei rave, la gente iniziava ad utilizzare la musica elettronica in un altro modo. Il 6 giugno del 1992, la Warp, pubblicò una compilation intitolata “Artificial Intelligence“, sulla cui famosa copertina si vede un robot, sdraiato su un divano, con gli LP dei Kraftwerk e dei Pink Floyd sparsi sul pavimento. La Warp aveva immaginato una situazione post-rave, un momento per un viaggio contemplativo e cerebrale nel futuro della musica. Battezzò la musica contenuta nel disco: “musica elettronica d’ascolto” inizialmente, poi “Intelligent Techno“, per poi arrivare al definitivo “Intelligent Dance Music“.

“L’intelligenza artificiale è musica d’ascolto elettronica per lunghi viaggi, notti tranquille e discoteche sonnolente”

Musicisti come Aphex Twin, Future Sound of London, Orbital e molti altri, sono stati tra i primi a sdoganarsi dalle regole limitative dei generi esistenti in quegli anni. Proprio Richard D. James fu uno dei primi a non essere d’accordo con il termine IDM in quanto contenente la parola “intelligent”, aggettivo che denigra così tutti gli altri generi a “non intelligent”, come dicevamo prima. Arrivando ad affermare nel settembre 1997 in un’intervista a Jason Gross:

“I just think it’s really funny to have terms like that. It’s basically saying ‘this is intelligent and everything else is stupid.’ It’s really nasty to everyone else’s music. (laughs) It makes me laugh, things like that. I don’t use names. I just say that I like something or I don’t”

“Dance per la mente” da oggi è disponibile in tutte le librerie e digital store. Acquista una copia del libro QUI.


Giovanni Coppola è laureato in DAMS all’Università di Roma Tre. Siciliano, vive a Londra ed è staff writer di riviste specializzate come Noisey Italia, Auralcrave e Indie for Bunnies, per le quali scrive di musica, arte e cultura con predilezione per l’elettronica da club, l’alternative e la world music. Ha prodotto dischi per etichette italiane e straniere che hanno raggiunto le rotazioni di BBC Radio e di nomi di riferimento della scena (Benny Benassi, Afrojack, Moguai, Jacques Lu Cont, tra gli altri), guadagnando importanti vetrine anche sulle pagine di culto del clubbing mondiale come DJ Mag e Mixmag.