fourteen − four =

A distanza di due anni da Ultraviolet Music del 2015, DeepChord, uno dei tanti moniker dietro il quale si muove Roderick Julian Modell, torna con un nuovo album dal titolo “Auratones”.

Il rilascio ufficiale è previsto per il 20 di Ottobre e sempre sull’etichetta scozzese Soma Records, label con la quale ha firmato una lunga serie di collaborazioni e che inizia nel 2011 con Hash-Bar Loops.

Rod Modell è sempre stato uno di quegli artisti silenziosi, un prolifico e attento compositore che ha sempre dato più spazio alle sue produzioni che ai riflettori della notorietà, inserendosi per questo tra i musicisti innovatori più brillanti di sempre e dal mio punto di vista forse troppo sottovalutati, almeno in Italia.

Considerato da molti uno dei maestri della Dub Techno per eccellenza infatti, in grado di restare in equilibrio sopra quella sottile linea di confine che unisce tra loro le atmosfere Ambient alla Techno di Detroit, passando per le sonorità più alternative della scena berlinese, Rod Modell riesce a rendere ogni sua creazione un vero e proprio viaggio all’interno della dimensione introspettiva che risiede dentro l’ascoltatore.

Il progetto Deepchord nasce in origine dalla collaborazione con Mike Schommer, per poi separarsi e permettendo a Rod Modell di creare insieme al proprietario della Souldubsounds, Steven Hitchell (Soultek), il duo Echospace nel 2007.

Collaborazione che ha dato luce all’album che è diventato un cult per tutti gli amanti del genere: The Coldest Season (rilasciato su Modern Love)

In attesa di poter ascoltare l’album intero, vi facciamo ascoltare il primo estratto dal titolo Signals:

Tracklisting

01. Fog Hotel
02. Moving Lights
03. Wind In Trees
04. Lagonda
05. Varanasi
06. Portofino
07. Point Reyes
08. Underwater Galaxies 9. Roca 9
10. Azure
11. Devil Ray
12. Signals

Qui di seguito una parte del comunicato stampa originale:

Immersive music with a distinctive aquatic quality. Inspired by Detroit & Berlin’s dance genres, but tempered by more ambience / atmosphere than one would expect from those genres. Music without harshness or rough edges. Fuzzy, out-of-focus, soft-sounds that slip in and out of the listener’s consciousness…