76 − = sixty seven

Il festival spagnolo Fanzine Fest torna per la sua undicesima edizione a La Coruña, in Galizia, e noi di Parkett abbiamo avuto l’onore di scambiare due parole con un protagonista assoluto della lineup: Levon Vincent.

Una delle cose più rare, nell’attuale panorama della musica elettronica, è trovare un artista che abbia uno stile veramente unico, personale e inconfondibile. Ecco, Levon Vincent è uno di questi casi eccezionali. Sarà la commistione degli stili delle due città che l’hanno influenzato maggiormente, New York e Berlino, o sarà forse la passione di Levon per sonorità decisamente eterogenee tra loro.

Fatto sta che Vincent sarà uno dei protagonisti del prossimo Fanzine Fest, il festival spagnolo che inizia oggi a La Coruña e che proseguirà fino alla notte di sabato. Un festival che da ben undici anni porta in Galizia avanguardia musicale, sperimentazione e protagonisti a livello globale di house, techno e dintorni.

Con Levon ci siamo concentrati principalmente sull’uscita del suo terzo LP, “World Order Music”, di cui vi abbiamo recentemente parlato QUI. Per il resto, vi lasciamo all’intervista senza ulteriori spoiler e vi consigliamo di tenere gli occhi aperti su ciò che proporrà Fanzine per le edizioni a venire.

Ciao Levon e benvenuto su Parkett! Il tuo ultimo album “World Order Music” è una delle recenti notizie migliori e più grandi nella musica elettronica. Puoi dirci qualcosa sul processo che sta dietro a questo LP unico nel suo genere?

È davvero gentile da parte vostra, sono felice per questo feedback sul nuovo LP.

L’album è il culmine di due anni di lavoro. Mi sono seduto e ho scritto circa 15 brani, quindi ho scelto gli 11 più appropriati per un formato LP. Volevo creare qualcosa che riflettesse vibrazioni rave – che è ciò che ho avuto in mente negli ultimi anni – cercando di rivisitare con gusto la migliore era per i rave, il 1989. Volevo ricostituire questi stili più vecchi con valori di produzione moderni, e mescolarli con il classismo minimalista che amo e che influenza il mio lavoro.

Parlando del nuovo album, hai condiviso mp3 del disco gratis. Abbiamo apprezzato moltissimo la cosa, ma qual è la ragione dietro questa scelta?

Ho dato via MP3 di ogni LP. Non è una novità per me. Non ho un vero motivo, mi piace farlo con gli LP. I singoli da 12″ sono per DJ, gli LP sono per tutti. Quindi, do via gli MP3, voglio che tutti lo ascoltino; poi, se sei un DJ o un collezionista di dischi, puoi acquistare formati a risoluzione più elevata, come il vinile.

Penso di aver avuto quest’idea perché gli LP richiedono tanto duro lavoro e dedizione, devi davvero vivere “all’interno” dell’LP per il tempo in cui lo stai realizzando…quindi è bello condividerlo con quante più persone possibile. Un po ‘come un bambino orgoglioso di un disegno, “Guarda! Guarda cosa ho fatto!”

Parliamo della tua personalità musicale. Da nativo di New York residente a Berlino, in che modo le culture musicali di queste due città hanno influenzato e influenzano il tuo stile quando suoni e quando produci?

La mia famiglia e io ci siamo trasferiti a New York quando avevo 8 anni, nel 1982. Ho vissuto l’era anni ’80 della break dance, dell’hip-hop, dell’house e del funk dell’east village. Tutto ciò ha influenzato i miei stili e i miei suoni. Ciò per cui ho ottenuto del riconoscimento dieci anni fa, è stata la giustapposizione di questi stili e alcuni dei suoni degli stili berlinesi, ad esempio, combinando il mio amore per la dub techno con i groove degli stili house di New York. Mi piace molto mescolare queste due città e i loro stili, perché penso che si complimentino davvero bene.

Sei in giro da parecchio tempo nel mondo della musica elettronica. Quali sono, secondo te, le principali differenze tra la scena di quando hai iniziato e la scena adesso?

Hmm, non so se ci sia molta differenza, è la stessa cosa: riunire le persone per ballare e scambiare idee; è uno sforzo molto positivo.

Avendo suonato in alcuni dei migliori locali, festival ed eventi del mondo, quali sono quelli in cui hai dato davvero il meglio per via delle persone o dell’atmosfera o della combinazione di entrambi?

In tutta onestà, do il massimo in ogni esibizione. Faccio il DJ da tre decenni e la mia mano trema ancora prima di cominciare. Amo quello che faccio e mi ci dedico molto. Ero stressato per l’eredità che avrei creato, tutta quella mentalità…ma ultimamente sono contento di tutti i dischi che ho fatto nel corso degli anni, e finché le mie orecchie funzioneranno continuerò a dare un contributo alla dance music e alla cultura DJ. Mi sento come se stessi ancora imparando, come se i prossimi 5-8 anni dovessero essere il mio picco e il mio momento più forte, musicalmente parlando.

Hai iniziato a produrre all’inizio degli anni 2000, ma hai pubblicato il tuo album di debutto “solo” nel 2015. Da allora, hai pubblicato un LP ogni due anni. Cosa possiamo aspettarci nel prossimo futuro da Levon Vincent?

Be’, solo il tempo ve lo dirà! In tutta serietà, però, non so cosa verrà dopo. In questo momento sto solo cavalcando quest’onda dall’uscita di WORLD ORDER MUSIC e mi sto godendo ogni minuto. Potrei considerare di fare un parte due, un WORLD ORDER MUSIC II. Vedremo 😉

Se dovessi aprire Novel Sound ad altri artisti, sia giovani talenti che vere leggende, quali sono i primi produttori che ti vengono in mente?

Sono un fan delle produzioni di Honey Dijon, ma anche dei lavori di Peggy Gou, Prosumer, Markus Suckut ecc…

Vorresti dirci almeno 5 dei dischi che per nessun motivo possono mancare nella tua borsa dei dischi?

Tutti i classici, adoro suonare dischi classici. Ad esempio “Where Love Lives” di Frankie Knuckles, “Stella” di Jam and Spoon, “Energy Flash” di Joey Beltram, “The future of the future” di Everything But The Girl. Suono molta della mia nuova musica e la mescolo con i vecchi classici. È un po’ il mio stile da DJ, mescolare la mia stessa musica contemporanea con i classici.


ENGLISH VERSION

The Spanish festival Fanzine Fest returns for its eleventh edition in La Coruña, Galicia, and Parkett have had the honor of exchanging a few words with an absolute protagonist of the lineup: Levon Vincent.

One of the rarest things in the current electronic music scene is to find an artist who has a truly unique, personal and unmistakable style. Here, Levon Vincent is one of these exceptional cases. May be it’s the mix of the styles of the two cities that have influenced him the most, New York and Berlin, or may be it’s Levon’s passion for really heterogeneous sounds.

The fact is that Vincent will be one of the protagonists of the next Fanzine Fest, the Spanish festival that starts today in La Coruña and will continue until Saturday night. A festival that for eleven years has been bringing avant-garde music, experimentation and global protagonists of house, techno and surroundings to Galicia.

With Levon we focused mainly on the release of his third LP, “World Order Music”, of which we recently spoke to you HERE. For the rest, we leave you at the interview without further spoilers and we advise you to keep your eyes open on what Fanzine will propose for future editions.

Hi Levon and welcome on Parkett! Your latest album “World Order Music” is one of the biggest and best news in electronic music lately. Can you tell us something about the process behind this one of a kind LP?

That’s really kind of you to say, I am grateful for this feedback on the new LP.

The album is the culmination of 2 years’ work. I sat down and wrote about 15 songs, then chose the most appropriate 11 for an LP format. I wanted to create something that reflected rave vibes- that is what has been on my mind in recent years, trying to tastefully re-visit the most positive era of the rave, 1989. I wanted to replenish these older styles with modern production values, and mix it with the minimalist classism that I love and which influences my work.

Talking about the new, album, you shared free mp3s of the record. We appreciated this thing sooo much, but what’s the reason behind this choice?

I have given away MP3s of every LP. It’s not new for me to do. I don’t have a reason really, I just like to do that with LPs. 12″ singles are for DJs, LPs are for everyone. So, I give the MP3s away, I want everyone to hear it, then, if you are a DJ  or record collector then you can buy higher resolution formats, such as vinyl. 

I think I got that idea because LPs require so much hard work and dedication, you really have to live inside the LP for the time you are making it… so it feels good to just share that with as many people as possible. Kind of like a kid proud of a drawing,  “Look! Look what I made!”

Let’s talk about your musical personality. Being born in NYC and based in Berlin, how did and do the music cultures of these 2 cities influence your style when playing and when producing? 

My family and I moved to NYC when I was 8 years old, in 1982. I lived through the 1980’s era of breakdancing, hip-hop, house music and east village funk. That has all informed my styles and sounds. What I gained recognition for 10 years ago, was the juxtaposition of these styles and some of the sounds of Berlin styles, for example, combining my love of dub techno with the grooves of NY house styles. I really like to mix these two cities and their styles, because I think they compliment each other so well.

You have been around for quite a long time in the Electronic music world. What, in your opinion, are the main differences between the scene back when you started and the scene now?  

Hmm, I don’t know if there is much difference, it’s the same – bringing people together to dance and exchange ideas, it’s a very positive endeavor.

Having played in some of the best venues, festivals and events in the world, which are the ones in which you really gave your best because of the people or the atmosphere or the combination of both?

In all honesty, I give my best at every performance. I have been DJing for three decades, and my hand still shake before I go on. I love what I do, and I am dedicated. I used to be stressed about the legacy I would create, all of that mentality.. but these days, I am glad with all the records I have made over the years, and as long as my ears work, I will continue to make a contribution to dance music and DJ culture. I feel like I am just getting the hang of it, as though the next 5-8 years are going to be my peak, and my strongest time, musically speaking.

You started producing at the beginning of 2000s, but you released your debut album “only” in 2015. Since then, you published a LP every two year. What can we expect in the near future from Levon Vincent?

Well, only time will tell you! In all seriousness though, I don’t know what will come next. Right now I am just riding this wave from the release of WORLD ORDER MUSIC, and enjoying every minute of it. I might consider doing a pt. ii, a WORLD ORDER MUSIC II.  We shall see 😉

If you should open Novel Sound to other artists, both young talents and true legends, which are the first producers that come to your mind?

I am a fan of Honey Dijon productions, also, the work of Peggy Gou, Prosumer, Markus Suckut, etc etc..

Would you like to tell us at least 5 records that for no reason can be missing in your record bag?

All the classics, I love to play classic records. For example, Where love lives – Frankie Knuckles, Stella by Jam and Spoon, or Energy Flash by Joey Beltram….The future of the future, by everything but the girl. I play a lot of my own new music, and mix them with the old classics. That’s kind of my DJ style, mixing my own contemporary music with the classics.