ninety − = eighty six

Massive Attack: A Bristol Story sarà pubblicato il nove aprile e cercherà di ricostruire attraverso una serie di interviste e uno studio di tutte le forme d’arte che hanno preso vita nella città di Bristol, la nascita e lo sviluppo di uno dei gruppi più influenti degli ultimi trent’anni.

Scritto da Melissa Chemam, giornalista e autrice indipendente francese (BBC World Service, France 24 e Radio France International), la versione del libro è stata pubblicata per la prima volta in Francia nell’ottobre del 2016 con il titolo En dehors de la zone de confort.

Tradotto per ora solo in inglese (ordina la tua copia QUI) e lanciato sul mercato il prossimo aprile, il libro è dedicato alla storia della band e al rapporto con la loro città natale: Bristol. Al suo interno sono presenti interviste a Robert Del Naja, Tricky, Mark Stewart, Adrian Utley, Neil Davidge, Sean Cook e molti altri.

Lo studio approfondito dell’autrice, è riuscito a fornire tutti i dettagli per poter ricostruire ed affrontare le dinamiche e le influenze che hanno portato alla formazione del sound system Wild Bunch, un collettivo di artisti che contribuirono alla nascita di uno dei generi più innovativi di quegli anni, il Trip Hop.

Formatosi a St. Pauls e in attività dal 1983 al 1987, all’interno di Wild Bunch troviamo nomi come Robert Del Naja, Andrew Vowles e Grant Marshall, membri fondatori poi nel 1987 dei Massive Attack. Ma era composto anche di artisti come Tricky, Miles Johnson, Nellee Hooper e Claude Williams. Tutti complici della creazione di quelle particolari atmosfere elettroniche Ambient focalizzate su ritmiche lente, diventate poi pietra miliare del suono di Bristol.

Esaminando tutte le espressioni artistiche generate dalla città, come il discusso ed enigmatico Banksy, nome che spesso è stato accostato proprio al leader della band (leggi anche qui), è riuscita a creare un manuale di viaggio che attraversa la storia di un vero e proprio movimento culturale.

Tutto ebbe inizio quando un giovanissimo Robert 3D Del Naja, allora graffitista anglo-italiano firma il suo primo lavoro su un muro della città nel 1983 con lo pseudomno 3D. Per poi conoscere (insieme a Marshall e Volwles) i precursori della Londra post-punk, la musica reggae caraibica, il repper Tricky e la cantante Neneh Cherry.

Nascono in questi anni i Portishead, numerosi sottogeneri musicali, gli Smith and Mighty e i Monk and Canatella; tutti in qualche modo ispirati dall’arte visionaria di Robert Del Naja.

Come descritto dal distributore waterstones:

Questo libro è dedicato alla storia della band Massive Attack e al loro rapporto con la loro città natale di Bristol, una città costruita sulla ricchezza generata dalla tratta degli schiavi. Come il porto di Bristol che era anche un punto di arrivo per gli immigrati nel Regno Unito, in particolare la generazione Windrush dei Caraibi negli anni ’50.

e ancora

Basato su interviste con Robert 3D del Naja e altri artisti, il libro esamina le tensioni interne tra i membri fondatori di Massive Attack: 3D, Daddy G e Mushroom. Le loro influenze, collaborazioni e politica e il modo in cui hanno aperto la porta per altri musicisti e artisti di Bristol, tra cui Banksy.

Il primo album dei Massive Attack è Blue Lines, pubblicato nel 1991, lavoro che genera una vera e propria rivoluzione nella cultura pop britannica. E’ su questa scia di creatività e innovazione che si mescola musica, arte e coinvolgimento politico e sociale. Argomenti che da sempre vengono affrontati nelle creazioni di Robert 3D Del Naja. Anche se siamo ancora lontani dallo stile buio e profondo delle pubblicazioni che arriveranno a metà anni ’90.

Nel 1994 pubblicano Protection, un album notturno ed enigmatico, che grazie alla monumentale traccia Karmacoma entra nella top ten dei “Coolest Albums of All Time” della rivista Rolling Stone. Un’opera d’arte, un saggio oltre i limiti di stile e una colonna sonora che entrerà in testa a tutti i seguaci della band e non solo. Di questo secondo album è stato realizzato successivamente un disco di remix dal titolo No Protection, manipolato interamente dal DJ inglese Mad Professor in accordo con la band, e dentro il quale sono state inserite tracce come Radiation Ruling the Nation (ascoltala QUI). Traccia di quasi nove minuti nella quale è possibile perdersi e che rendono il disco una vera e propria estensione perfetta dell’album originale.

Successivamente viene rilasciato l’album Mezzanine, nel 1998; considerato da tutti ancora oggi come un capolavoro assoluto e riconosciuto come il miglior album della band. Il gruppo è riuscito a dar vita a un’opera che sia nello stesso tempo un ammasso enciclopedico di citazioni che il manifesto di una sonorità nuova, soprattutto rispetto alle proprie produzioni passate. Mezzanine è considerato l’anima dei Massive Attack: un connubio perfetto di elettronica dub e di atmosfere dark-wave. Angel, la traccia di apertura, diventa uno dei brani più affascinanti e passsatemi il termine, usurpati, degli ultimi anni.

Il quarto album in studio arriva dopo cinque anni di silenzio, parliamo di 100th Window del 2003. Arriva dopo un periodo complesso della loro carriera, a causa delle tensioni fra Robert Del Naja e Andrew Vowles. Incomprensioni che arrivano all’apice quando Volwes esprime la propria disapprovazione in merito all’evoluzione stilistica della band, abbandonando il gruppo insieme a Grant Marshall. Quest’ultimo lascia però per motivi personali. Del Naja decide così di portare avanti da solo la stesura dell’album, registrando e scrivendo l’intera opera, che di fatto, è quasi interamente un album solista.

Per finire arriviamo a Heligoland, rilasciato nel 2010. Sette anni dopo 100th Window; anni nei quali si sono contrapposti lunghi silenzi e dove la band si è destreggiata tra collaborazioni, live, EP e nuovi progetti. Come Splitting the Atom infatti, EP pubblicato nel 2009 e dentro il quale troviamo la stupenda Pray for Rain.

Heligoland è un disco controverso e che ha diviso il pubblico amante della band. Definito come un progetto pop forse troppo preciso ed educato. All’interno del quale si percepisce una sottile ma palpabile mancanza di idee, lasciando trapelare molta tecnica ma poca ispirazione. Album che comunque a noi piace molto, sopattutto per Paradise Circus, dove la voce di Hope Sandoval rende il brano estremamente sensuale e armonioso.

I Massive Attack saranno presenti in due date italiane per il tour 2018: il 15 luglio a Piazza Sordello a Mantova e il 16 luglio all’Umbria Jazz di Perugia.

Acquista i tickets sulla loro pagina ufficiale QUI