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Quest’oggi su MyZone siamo felici di presentarvi Alessio Collina, talentuoso DJ e produttore della nuova scena House italiana.

Alessio Collina è un DJ, produttore e fondatore dell’etichetta discografica Trend Records. Nel corso degli ultimi anni Alessio si è fatto notare per la qualità delle sue produzioni e per i suoi numerosi DJ set ospitati all’interno di importanti club italiani ed europei.

Nato a Cervia, Riviera Romagnola, è qui che Alessio Collina assorbe e rielabora le molteplici influenze che caratterizzano le sue release ed i suoi set. Lo stile di Alessio è sicuramente riconducibile alla Black Music ed in particolare è l’House Music, quella più calda ed analogica, ad essere una presenza costante nelle sue produzioni e nei suoi DJ set. Lo testimonia perfettamente questo mix esclusivo che Alessio ci ha gentilmente offerto.

Oltre che su Trend Records, Alessio Collina ha visto le sue produzioni pubblicate su etichette come Irma Records, We Play Wax ed Unclear Records.

Come label owner di Trend Records, etichetta fondata nel 2010 insieme al fratello Matteo, Alessio ha prodotto la musica di talenti emergenti come Brine, DJ Rou, Manuold e di artisti affermati come Paul Johnson, Ricky Montanari, Paul Cut.

Nel 2017 Alessio ha cominciato una nuova avventura, il progetto Hill. Più che un semplice pseudonimo, Hill, è da intendersi come un percorso personale che Alessio Collina ha voluto intraprendere. Hill, infatti, è sì il suo alias ma è anche il nome della label sulla quale vengono pubblicate, esclusivamente in vinile, le sue release.

Per avere un quadro completo su Alessio CollinaHill Trend Records abbiamo deciso di contattare il diretto interessato e di porgli qualche domanda.

Chi è Alessio Collina?

Beh, innanzitutto un amante della musica a 360 gradi da quando era bambino. Ho avuto la grande fortuna di nascere in una famiglia dove si è sempre ascoltata tanta musica; quindi, indirettamente, la mia formazione è iniziata sin dalla tenera età. Ad oggi non è cambiato molto, l’amore per la musica cresce ogni giorno sempre di più. L’unica differenza è che ho scelto di condividerla, produrla ed aprire la mia etichetta per proporre la mia visione di quello che più mi dà emozioni, facendo del mio meglio per trasmetterle a più persone possibili.

Quali sono le tue fonti di ispirazione e come definiresti il tuo stile?

Le mie fonti d’ispirazione possono essere numerose, ma sicuramente quella più significativa per me è il mare. Abitando sulla Riviera Romagnola, una passeggiata in riva al mare ha sempre portato tante idee e voglia di creare. Ma oltre al mare; ogni giornata, azione, persona che incontri, cibo che mangi, luogo che visiti può portarmi l’ispirazione necessaria per fare musica. Parlando del mio stile, l’influenza più importante che interessa il mio sound è sicuramente la Black Music. Quando vado in studio non mi pongo limiti, in base al mio stato d’animo inizio a produrre: ci sono le giornate dove l’ispirazione non è tanta, mentre altre dove sembra uscire tutto molto naturalmente. Sicuramente prediligo maggiormente l’House Music in tutte le sue varie sfumature, ma come ho già detto in precedenza, essendo molto eclettico, cerco sempre di creare qualcosa di originale, che racconti una storia, che non passi inosservato.

Da un po’ di tempo hai avviato un progetto parallelo usando l’alias “Hill”. Di cosa si tratta?

Si esatto. Sono partito con il mio alias Hill nel 2017, anno in cui arrivai a capire qual era la mia strada: ovviamente l’House Music. Dopo anni di sperimentazione, i quali sono serviti per capire cosa volevo fare, ho deciso di iniziare a fare musica con questo nuovo pseudonimo per iniziare da zero un nuovo percorso, più mirato a livello di suono. Decisi di autoprodurmi, investire su me stesso, mi ero stancato di mandare demos e non ricevere risposte. Il progetto discografico partii come white label distribuita da Subwax, grazie a Giacomo, attuale owner di Basic Frame Distribution, distribuzione con la quale lavoro ormai da un paio d’anni. Il suo aiuto fu basilare per iniziare a propormi sul mercato. Niente promopool, niente digitale, niente foto mie: volevo solamente far parlare la musica e dare il disco in mano ai djs come promozione nei vari festival e serate. Progetto ambizioso che da subito mi regalò grandi soddisfazioni visto che diversi djs che stimo comprarono il disco senza sapere chi ci fosse dietro, appunto perché a detta loro la musica era forte. Dopo qualche anno dall’inizio di Hill, venne fuori da Discogs e vari canali musicali che dietro questo pseudonimo c’ero io e decisi che era arrivato il momento di propormi anche sul palco. Visto che con il mio nome e cognome ho sempre fatto dj set, ho voluto esplorare un nuovo mondo: il Live set. Totalmente analogico, ho organizzato il live risuonando dal vivo i primi 4 dischi prodotti come Hill, riarrangiandoli e aggiungendo qualche samples esclusivo. Debuttai all’Ex Forno Mambo a Bologna per la serata dell’Archivio, famoso negozio di dischi del mio amico Dj Rou. Fu un successo, il live piacque molto e fui chiamato a farne un altro a Milano per la serata della crew Funclab Records, proprio poco prima che scoppiasse la situazione surreale che stiamo vivendo oggi. A quattro anni dall’inizio del progetto sono molto soddisfatto di tutti i risultati raggiunti e degli artisti che hanno suonato i miei dischi, come: Secretsundaze, Move D, Apollonia, Nachtbraker, Black Loops e tanti altri.

Oltre ad essere un produttore ed un DJ gestisci anche la tua etichetta. Cosa significa per te gestire una label?

Si, ho fondato assieme a mio fratello Trend Records nell’estate 2010. Diciamo che la label è nata per dar voce alla nostra musica in primis, volevamo investire su noi stessi, anche a costo di sbagliare (e di errori ne abbiamo fatti tanti). Gestire una label per me significa dare spazio alla musica che mi trasmette più emozioni, aldilà della cosiddetta “Immagine” di un’artista, aldilà dell’ego e dell’hype; cose che al giorno d’oggi, purtroppo, la maggior parte delle volte viene premiata a discapito di chi si impegna realmente nel fare ottima musica.

Quanto ha influito la Riviera e la sua scena nella tua crescita artistica?

Tantissimo, la Riviera ha contribuito in gran parte a rendermi quello che sono oggi. Oltre a mio padre Cesare Collinaco-fondatore di Irma Records, produttore con l’alias Tito Valdez e membro dei KTE, ho avuto diversi maestri i quali hanno reso la Riviera famosa nel mondo durante gli anni 80’ – 90’: Ricky Montanari, Cirillo, Daniele Baldelli, DJ Mozart e Gianni Parrini. Anche se per questioni anagrafiche non ho potuto vivere quel periodo nei locali, cerco di documentarmi e imparare il più possibile ascoltando mixati, prendendo ispirazione. La formazione che continua a darmi la Riviera, sebbene negli anni la scena si sia impoverita notevolmente di qualità, rimane basilare per il mio percorso.

Cosa possiamo aspettarci per il futuro da Alessio Collina? E da Hill?

Sicuramente tanta musica da “Entrambi” (eheheh). Anche se questa pandemia mi ha messo a dura prova, non ho mai smesso di condividere musica tramite streaming che mi hanno chiesto varie organizzazioni, podcast e dirette con audio in alta qualità dal mio profilo Instagram. Sono fiducioso e penso che questo terribile evento abbia insegnato a non dare nulla per scontato. Sono sempre molto ottimista, ma spero che dopo questo reset generale il mondo del clubbing migliori nel nostro paese: la cultura ed il divertimento sono beni necessari.