+ 86 = eighty seven

Locïc è il dj che vorresti trovare quando metti piede per la prima volta in un locale che non conosci: sorridente, creativo, esuberante e imprevedibile sono solo alcuni dei tanti aggettivi che potremmo usare per presentarvelo.

Questa è la sua storia, la sua musica, il suo percorso e la sua esperienza. Buona lettura e buon ascolto.

Risalire alla storia di Locïc , vuol dire collocarsi geograficamente a ridosso della capitale tedesca tra l’ultimissima metà del decennio già trascorso.
Ci troviamo all’Arena Club, è ai comandi Marco Resmann e un allora diciassettenne comasco ancora non sa che l’esperienza che ha davanti sta per lasciare uno dei segni più profondi nella sua vita; il suo primo passo all’interno della struttura è scandito dalle note di una track di Crazy P, “Stop Space Return (Simon Baker Remix)”, momento che lo lascia incantato e completamente rapito, in balia di una innaturale “paralisi” come lui stesso ha usato confessarci in via confidenziale.

Questa frenesia segna solo l’inizio di un’inaspettata consapevolezza esternata con spirito inclusivo, romantico e anti-pregiudizievole: volti, musica e architetture sono l’unisona parte di una cognizione congiunta, un non scindibile tutto sistemico di emozioni che lo faranno da lì a poco innamorare di Club-Life, mixing e selezione musicale.

Passato un anno, ormai maggiorenne, Locïc acquisisce il titolo di resident tra la formazione Rainbow nella natia Como; è qui che collezionerà le prime fondamentali esperienze. Cura le aperture per artisti del calibro di Onur Özer, Sonja Moonear, DeWalta, Mike Shannon, Toby Newman, Guti, Francesco Del Garda, Archie Hamilton, solo a volerne elencare una manciata.
Locïc cresce musicalmente e professionalmente, affina sempre di più gusti ed interessi all’appassionata ricerca di un suono che lo distingua e che primariamente lo coinvolga spiritualmente; inseguendo nuovi stimoli, arriverà ben presto l’esigenza di lasciare la comfort zone lombarda, approda così al Dance Tunnel accolto dal collettivo Premise e presentato dallo stesso al sofisticato pubblico londinese in una serie di fortunati eventi.

Il regno di sua Maestà lo affascina moltissimo, tanto da decidere di restare per qualche tempo e cogliere quest’occasione come ennesimo spunto di maturazione, i risultati che da lì a poco deriveranno provano la più completa giustificazione di questa scelta; seguirà infatti il periodo più soddisfacente e prolifico anche in virtù di un generale arricchimento personale. Trova successivamente posto tra party di grandissimi qualità e si riserva uno spazio di primo ordine tra la nutrita famiglia Arupa Music, brand tra i primi a supportarne la figura.
L’esperienza londinese si evolve nuovamente quando nella vita di Locïc quella maturità fino ad ora coltivata gli darà la possibilità di fondare due proprie realtà discografiche; una digitale, Arcenciel Recordings, e una vinyl-only, Ti-Rex Recordings, prodotti cui si dedica con dedizione, costanza e una buona dose di eclettismo.

Carlo attualmente, ha riversato parte dei suoi interessi dall’altra versante d’Europa: tra le altre cose, è divenuto resident di Native, organizzazione itinerante di recentissima fondazione ma carica di presupposti positivi; sotto questa bandiera è già stato tra i protagonisti di due importanti eventi tenutesi al Kristal Club e al Database tra Bucarest e Timișoara condividendo la consolle con altri performers quali Cab Drivers e Djebali fianco a fianco dei colleghi di squadra Carlos Ryan e Joseph Williams.

Qui di seguito vi proponiamo una breve ma stuzzichevole selezione tra la sua biografia, buon ascolto.

Locïc – Finefuse [Mumble]


Locïc – My Self [Arupa Music]

Arcenciel Recordings – V.A.

Native Podcast # 2 Locïc