sixty five − = sixty four

Sebastian Mullaert torna a Roma per una performance unica, sabato 29 settembre alla Terme di Diocleziano nell’ambito del festival  “Ō  Musica, Danza e Arte”

Il compositore svedese, già metà dei Minilogue, è un’artista in continua crescita ed evoluzione, grazie ai suoi ispirati progetti attraverso i quali la sua libertà espressiva si manifesta in diverse forme, assumendo di volta in volta percorsi dai contorni sfumati e geometrie poligonali.

Nei suoi  recenti progetti solisti Mullaert traduce in musica non soltanto la sua enorme conoscenza musicale e la sua lunga esperienza ma anche una sensibilità che travalica il mero approccio compositivo per diventare parte di un’esperienza multisensoriale.

Come dimostrano i suoi ormai celebri soundscapes, vividi, profondi e densi di stratificate sfumature, la ricerca musicale di Sebastian Mullaert si fa sostanza nel momento stesso in cui non rimane di sottofondo ma diventa parte dell’ambiente che assorbe e interpreta.

Questo è il mottivo principale per cui il contatto con la natura e la connessione con l‘ambiente circostante  è essenziale nel suo processo creativo e, allo stesso modo, 0gni performance dal vivo è il risultato di un flusso che nasce e si sviluppa spontaneamente.

Un’idea di live programing, quella di Sebastien,contraddistinto dall’unicità e irrepetibilità non poteva trovare migliore ambientazione di quella delle antiche Terme di Diocleziano, a Roma, dove il produttore e polistrumentista che ha da poco lanciato il suo nuovo progetto collettivo denominato Circle of Live, si esibirà per una performance ispirata agli antichi boschi svedesi.

Sebastien Mullaert ha preferito raccontare in prima persona ai nostri lettori cosa dobbiamo attenderci dall’attesa serata romana e, con l’occasione, gli abbiamo rivolto alcune domande in questa  intervista.

ITALIAN / ENGLISH

Il tuo prossimo concerto a Roma si terrà il 29 settembre nella location delle Terme di Diocleziano
Che tipo di performance hai immaginato per un luogo così particolare?

Sono profondamente onorato di essere stato invitato a suonare la mia musica in questa location incredibilmente speciale.

Per l’occasione ho preparato una performance ispirata alla foresta e al folkore svedese attraverso il mio recente lavoro con la musica classica moderna unita con la mia profonda e sottile espressione di musica elettronica.

Il rapporto con la natura e l’ambiente è un aspetto chiave della tua musica.
Per quanto riguarda la natura e più in generale, quali sono state le tue fonti di ispirazione per il progetto ispirato all’antico folklore svedese?

Poiché il mio studio e la mia vita si trovano nel mezzo della foresta, la mia vita quotidiana è parte integrante di esso. Cammino e vago attraverso la foresta quasi ogni giorno … quando ti colpisce e ti ispira diventa parte di te . La natura di Röstånga (città svedese a nord di Malmo, ndr) in cui vivo è una delle cose che più mi ispira della mia vita. Amo la musica profonda e mistica che proviene da ogni parte del mondo e percepisco come questa sia in grado di respirare l’energia della foresta, ecco perchè per questo concerto mi sono ispirato a certe strutture melodiche caratteristiche della musica folk.

Le tue esibizioni sono conosciute per essere piuttosto diverse l’una dall’altra: pur mantenendo l’impostazione del set audio-visual e l’interazione tra strumenti “classici” ed elettronici, in ogni tuo concerto c’è sempre un po’ di improvvisazione … 

Il mio live set si basa su moltissimi “sketch” che ho registrato in studio. Gli  sketch non hanno alcun arrangiamento e si basano su campionamenti con ciascun suono separato dall’altro in modo tale da poter essere controllati su canali diversi. Si tratta di sketch molto semplici, pensati per essere un punto di partenza da cui improvvisare e dal momento che tutti i suoni sono controllati da canali separati, posso scegliere quali suoni utilizzare e quando usarli. Dallo sketch iniziale ho poi improvvisato sia con la strumentazione analogica che con i soft synth e i campionatori. Tutto il mio live programming ruota intorno a “loop midi” controllati tramite Ableton Push e attraverso il RC505 loop pedal.

Il tuo modo di intendere la musica elettronica trascende il semplice aspetto del ballo; come riesci a combinare il tuo particolare approccio alla musica con il tuo tipo di pubblico?

La musica ha spesso una funzione, uno scopo o forse puoi chiamarla semplicemente intenzione o invito. Quando suono, voglio invitare il pubblico nella mia musica e lasciare che la loro esperienza si realizzi, è nella luce della loro “presenza” e della “consapevolezza” che l’esperienza ha luogo, è lì che la musica è (viva). Direi che sono piuttosto radicale su questo, non ho alcun interesse nel soddisfare semplicemente il bisogno di qualche rumore di sottofondo e mi auguro di esibirmi in luoghi in cui l’intenzione del pubblico è quella di far accadere questa esperienza. Penso che questo sia uno degli aspetti più importanti della musica e dell’arte, per ricordare a noi stessi la consapevolezza di ciò che siamo e sento che lasciare che un’esperienza musicale abbia luogo ci permette di ricordare tutto questo.
Muovere il corpo e ballare è anch’esso una componente forte della presenza; combinare questo con l’esperienza musicale consente al pubblico di diventare sempre più consapevole e di prendere parte alla performance insieme all’artista sul palco.

In che modo il progetto Minilogue ha influenzato il tuo percorso artistico e quali sono gli elementi di continuità e di differenza con i tuoi lavori solisti, in termini di approccio e tipo di suono?

Dato che ero metà del gruppo e abbiamo portato avanti questo progetto per diversi anni, molto del sound di Minilogue viene dalla mia personale forma di espressione musicale. Quest’ultima continua ad evolversi indipendentemente dal nome del progetto con cui sto lavorando al momento. Penso che sia possibile percepire il mio modo di intendere la musica in tutti i diversi alias che ho usato e nelle collaborazioni a cui ho partecipato, personalmente non sento la necessità di ricordarli.

Puoi dirci qualcosa sul tuo progetto Circle Of Live al quale stai lavorando, delle collaborazioni con altri artisti e delle prossime uscite sulla tua piattaforma Wa Wu We?

Dato che in Circle of Live collaborano circa 13 artisti, questi sono i musicisti con cui probabilmente si apriaranno collaborazioni in futuro.

Sono molto entusiasta di questo, progetto perché ho invitato i miei artisti preferiti in Circle of Live insieme alle persone con cui ho relazioni anche a livello personale.

Ci sono un sacco di cose in arrivo su Wa Wu We prossimamente: un nuovo EP su Aniara dal titolo “What’s Left ?”, inoltre un EP realizzato con Dorisburg su Koniara (una nuova etichetta di Aniara e Kontra Musik), un remix EP di STL (con i remix firmati sia da Sebastian che da Wa Wu We) e anche un nuovo Wa Wu We sulla mia piccola “only vinyl” label.

Circle of Live è attualmente uno dei miei principali impegni.  Si tratta di un progetto che ha preso forma nel corso di molti anni.  Consisite in una serie di eventi che prevedono eslcusivamente performance live, dall’apertura alla chiusura della serata, con musica dal vivo, improvvisazioni … sia in forma personale che collaborativa. Il mio desiderio e la mia visione per il progetto è di provare a creare un palcoscenico itinerante per una performance collettiva, una struttura capace di  accogliere una forma di espressione spontanea. Tutti i musicisti sono connessi e collegati sul palco per permettere che la collaborazione si realizzi se le sensazioni sono quelle giuste. Con Circle of Live voglio rendere le cose possibili, non imporle. Per noi artisti ci sono impegni continui, date da rispettare e soltanto brevi intervalli; un ritmo che a volte ci rende difficile sentirci liberi e ispirati sul palco … Circle of Live è un tentativo di restituire la libertà, per aiutarci come artisti a percepire noi stessi facendolo direttamente di fronte al pubblico. Questo si traduce in pratica nell’assenza di orari per la serata annunciata e nell’assenza di certezze su chi si suonerà e con chi. Spero che questo scateni la curiosità, non solo tra gli artisti, ma anche nel pubblico. Come esseri umani spesso abbiamo un tale bisogno di sapere, di capire, di pianificare e cerchiamo anche molte conferme per “avere ragione” delle nostre previsioni. Tuttavia per lasciare che un flusso si manifesti in modo spontaneo è necessario accettare di non sapere e non aver bisogno di sapere … e accettare ciò che non si sa. Penso che ballare musica elettronica tutta la notte possa rappresentare il momento adatto per far prendere forma a un’esperienza che nasce proprio da questo “non sapere” … e accedere in questo modo ad una conoscenza più profonda dell’esistenza.

 


ENGLISH / ITALIAN

Your next gig in Rome will take place on September 29th at the ancient Roman baths…
Which kind of performance shall we expect in such an inspiring location?

I’m deeply honored to be invited to express music in this place, that looks incredibly special. I’ve prepared music that is inspired by the swedish woods, partly inspired by Swedish folk music and my recent work with modern classical music mixed with my deep and subtle dance music expression.

The relationship with nature and the surroundings is a key aspect of your music.
With regards to nature and more in general, which were your sources of inspiration for the project inspired by the ancient Swedish folklore?

As my studio and life are based in the middle of the forest my daily life is infused with it. I walk and float through the forest almost every day … where you are affects you and inspires you, are part of you and your change through life. The nature of Röstånga where i live is one of the inspiring things in my life. I love deep and mystical folk music from any part of the world and feel that they are breathing the energy of the forest so for this concert I’ve been inspired by certain melodic structures from folk music.

Your performances are known for being quite different one from the other: while keeping the setting of the audio-visual set and the interaction between “classical” and electronic instruments, in each of your concert there’s always a bit of improvisation… how do you achieve this?

My life set is based on many many sketches I’ve recorded in the studio. The sketches have no arrangement and are based on samples with each sound in the sketch separated so they can be controlled on separate channels. The sketches are very basic and are meant to be a starting point where to improvise from and since all the sounds are being controlled by separate channels I can choose what sounds to use and when to use them. From the sketch I then improvise with both analogue gear and soft synths and samplers. All the live programming are loop midi via the Ableton Push and audio with the boss RC505 loop pedal. I’m basically building up loops and soundscapes by looping each sounds at a time and layer sounds and rhythms.

Your way of understanding electronic music transcends the mere dancing aspect; How do you combine your peculiar approach to music with your type of audience?

Music often have a function, a purpose or maybe you can call it an intention and invitation. When I play i want to invite the audience into the music and let their experience of it take place, it’s in the light of their presence and and consciousness the experience take place, it’s there music is (alive). I would say that I’m rather radical about this, I don’t have any interest in just please the need of some background noise and I wish that to perform at places where the intention from the audience is to allow this experience. I think this is one of the most important aspects of music and art, to remind ourselves about the consciousness that we are and I feel that letting a musical experience taking place is reminding us about this essence.
Moving your body and dancing is also a very strong reminder of the presence, combing this with a musical experience allow an active audience that becomes more and more aware and take part in the expression together with the artist on stage.

How did the Minilogue project influence your artistic path and which are the elements of continuity and of difference with your solo works, in terms of approach and type of sound?

As I was half Minilogue and we had that project for many years a lot of Minilogue comes form my musical expression. My musical expression continues to evolve regardless of the name of the project I’m working with at the moment. I think that you can hear a lot of me in all different alias i’ve used and collaborations I’ve been part of, I personally don’t really feel the need to point them out … I’m sure there are others that feel for doing that.

Can you tell us something about the project you are working on Circle Of Live , collaborations with other artists and are there upcoming releases of WaWuWe?

As Circle of Live now have around 13 artists these are the artists that you will most likely see collaborations with in the future. I’m very exited about this as I’ve invited my favorite artists to circle of live and people I connect with on a personal level as well.

There are loads of things coming up with Wa Wu We at the moment: one New EP on Aniara called what’s left?, also a split EP with Dorisburg on Koniara (a new label by Aniara and Kontra Musik), a remix EP of STL (both Sebastien and wa wu we remixes) and also a a new Wa Wu We on my little Wa Wu We vinyl only label.

Circle of Live is actually one of my main focuses at the moment. It’s been something that being cooking and taking form during many many years. It’s a event series with live acts only, from open to close just live music, improvisations … both in a solo and collaborative form. My wish and vision for the project is to help create a stage for imposition to take place, a solid and safe frame to take off from – into a spontaneous expression. All musicians are linked and connected on stage to allow the collaboration to happen if the feeling is right. I want make things possible with Circle of Live but i don’t want to demand things. For us artists there are a lot of structures, dates, and short slot times that sometimes makes it hard for us to feel free and inspired on stage … Circle of Live is an intention to bring back the freedom, to help us artist listen to what we feel and do that on stage. This means that there are no time tables for the night announced and there are no certainty about who will jam with who. I hope that this trigger curiosity, not only among the artists, but also in the audience. As human beings we often have such an urge to know, to understand, to plan and we also feel a lot of self confirmation by “being right” in these predictions. But to let a flow take place is often about not knowing and not needing to know … and rest in that not knowing. I think dancing to electronic music thru a night can be a safe place to let an experience take form in this not knowing … and connect with a deeper knowing of existence.