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Il film “Studio 54” sarà presentato nelle sale il 15 di giugno e sarà un lungometraggio all’interno del quale verrà ripercorsa la storia di uno dei club più famosi del mondo.

Presentato al Sundance Film Festival lo scorso gennaio (guarda il trailer più in basso), Studio 54 è diretto da Matt Tyrnauer e prodotto da John Battsek e Corey Reeser. Il film, attraverso una serie di video inediti e di interviste ai proprietari Ian Schrager e Steve Rubell, ricostruisce la vita di quello che è considerato il night club più importante mai esistito.

Il locale è stato aperto nell’aprile del 1977, sulla 54a strada ad ovest di Manhattan, e per ben 33 mesi è stato il centro della vita notturna più trasgressiva d’America. Un’insieme senza precedenti di glamour, musica e ricerca ancestrale di ogni forma di piacere conosciuta. Tra sesso, droga e Disco Music, lo Studio 54 è stato creato all’interno di un teatro che fino a qualche anno prima veniva utilizzato come studio televisivo dalla CBS. E che a seguito della chiusura avvenuta nel 1986, a causa dell’arresto di Steve Rubell per possesso di droga e frode fiscale per alcuni milioni di dollari, fu nuovamente riqualificato come teatro.

La presentazione del trailer di Studio 54 è accompagnata da questa descrizione:

“Anni ’70 a New York. Un nightclub definisce un’epoca e una generazione. Per la prima volta, una delle persone dietro il famigerato Studio 54 racconta la storia profonda di come è stato creato il più grande nightclub del mondo.”

I primi DJ resident del club furono Nicky Siano, (leggi QUI la nostra intervista), considerato uno dei pionieri della Dance Music e Richie Kaczor. Tra i suoi frequentatori invece, spiccano i nomi di Andy Warhol (uno dei pochi ad aver avuto il permesso di entrare nel locale con una videocamera), Salvador Dalì, Truman Capote, Diana Ross, Amii Stewart, Michael Jackson, Elton John, Bianca Jagger, Donald Trump (presente all’inaugurazione del locale insieme a Ivana). Ma anche gli italianissimi Elio Fiorucci, Loredana Bertè e Veronica Ciccone, in arte Madonna. Solo per citarne alcuni, ovviamente.

In una recente intervista pubblicata su Variety il regista Tyrnauer ha dichiarato:

“New York era un posto difficile dove vivere negli anni ’70. Era diventata una città piena di criminalità, di squallore, di peep show e di decadimento, ma allo stesso tempo in questa distopia c’era una società molto vivace che si stava evolvendo, e una nuova classe creativa si stava formando. Lo Studio 54 era la sua sede.”

In attesa di poter vedere il nuovo film, leggi anche il nostro articolo sulla galleria di foto inedite dello Studio 54, presentate l’anno scorso. Dove tra la psichedelia mentale e intellettuale del Progressive Rock e il provocatorio piglio di rivolta del Punk, a New York dilagava la Disco fino al punto di ubriacare le persone con il suo spirito liberatorio, il tutto immortalato nella galleria di foto scattate da Richard P. Manning.