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A marzo 2021 è in pubblicazione Underestimated EP, nuova remastered di Robert Hood: tra melodia e cassa, l’EP riuscirà ad incantare l’ascoltatore?

Il 12 marzo 2021 sarà pubblicato “Underestimated EP“, nuovo progetto di Robert Hood per M-Plant. Non sono necessarie grandi presentazioni per una delle colonne portanti della techno ma, per rinfrescare la memoria, citiamo il progetto Underground Resistance – sviluppato insieme a Jeff Mills e Mad Mike Banks.

Sebbene si tratti solo di una remastered, “Underestimated EP” ci racconta molto di un’artista che, nel corso del tempo, ha fatto del cambiamento uno dei suoi punti di forza: ascoltandolo è evidente che nulla accomuna il Robert Hood di “Mirror Man” da quello di “Underestimated EP“. Senza ulteriori indugi, passiamo all’analisi..

Concept

Per comprendere a pieno cosa rappresenta “Underestimated EP” bisogna sicuramente conoscere il percorso di Robert Hood: un veterano della musica elettronica, teso alla sperimentazione. Il carattere che maggiormente lo distingue da Jeff Mills – con cui fondarono Underground Resistance – è proprio la grande mutevolezza del suo suono: alle volte puntando sulla ricerca di melodia, altre su un suono più asciutto.

Ripercorrendo brevemente alcune tappe fondamentali del percorso di Robert Hood tutto questo appare evidente. Il suo “Internal Empire (masterpiece del DJ statiunitense, pubblicato nel 1994) è caratterizzato da suoni metallici, dall’arpeggiatore e da una cassa dritta costante – con attack e decay brevissimi. Diverso è il caso di Wire to Wire” (2003) in cui Noise (soprannome del DJ) va alla ricerca di temi che finiscono per dominare nei diversi brani, anche a discapito della cassa.

Robert Hood

Facendo ancora un passo ulteriore arriviamo a Motor: Nighttime World 3″ (2012); qui vengono riproposte alcune tematiche musicali (arpeggiator, gli space ambient) già presenti nei precedenti lavori, ma con un occhio di riguardo per sonorità meno sintetiche rispetto al passato – ci riferiamo all’album Omega” (2010), per esempio.

Tutto questo per dire cosa? Semplice! Dietro “Underestimated EP” non c’è un vero e proprio concept, piuttosto un lungo filo conduttore che lo collega, fin dalla sua prima pubblicazione nel ’98, a tutto il successivo percorso di Robert Hood. La parola chiave per comprendere la sua carriera è sperimentazione: esattamente come in passato, questo EP indica la direzione verso cui sta virando il suono di una leggenda dell’house music.

Sonorità

Riprendendo “Underestimated EP”, Robert Hood rompe radicalmente dai suoni del suo precedente lavoro “Mirror Man” (2020) – più cupo ed introspettivo. Questo EP si protrae in direzione di un suono più leggero, rivolgendosi ad una fetta di pubblico più ampia rispetto ai soli amanti del genere.

Con il brano di apertura “Black Man’s Word”, Robert Hood trasmette frenesia: un apertura tutt’altro che scontata dati i precedenti – si pensi ad “Intro” di “Internal Empire“. Sebbene utilizzi la classica cassa a cui ci ha abituato, la stessa non risulta noiosa in alcun passaggio; il motivo è chiaro sin dal primo ascolto: il kick non è assolutamente dominante all’interno della struttura. Non si può che rimanere affascinati dal connubio (perfetto) fra synth e violini. In un clima quasi barocco, i due elementi risultano dissonanti singolarmente e perfetti nel loro insieme.

Di “Hard to Kill” – terzo ed ultimo brano dell’EP – colpisce molto l’uso delle voci; alternandosi sagacemente ai synth, creano un sorprendete effetto di asincronia tonale in grado di far stranire, quanto esaltare, l’ascoltatore.

Stile

Mai come in questo caso, descrivere lo stile di Robert Hood è veramente complesso – proprio in virtù di quanto detto nella sezione relativa al concept. La remastered di “Underestimated EP” ri-propone quelle componenti del Noise in cui prevalgono melodia e musicalità. Per ascoltare questo EP, dunque, bisogna aver chiaro che in Robert Hood convivono almeno due anime; una che si fonda sul ritmo incessante scandito dalla cassa, l’altra che ama giocare su melodie e suoni tematici sperimentali.

Come mai riproporre questo lavoro proprio ora? Semplicissimo! In “Underestimated EP“, Robert Hood ha deciso di mostrare un lato differente rispetto ai lavori di recente fattura. Questo progetto – come “Point Black” o “Wire to Wire” – non punta a diventare un caposaldo della sua discografia, piuttosto un piacevole esperimento (“Sottovalutato“), in cui propone un suono diverso da quelli a cui ci ha sempre abituato.

Conclusione

È un buon lavoro? Si! Prima di ascoltare, però, è consigliato informarsi sulle produzioni, sullo stile, su quanto (e cosa) ha proposto Robert Hood nel corso della sua lunga carriera. In caso contrario, non si riuscirà mai ad avere un quadro completo di “Underestimated EP” proprio perché il progetto vuole essere una rottura dal paradigma musicale proposto negli album ufficiali di recente pubblicazione.

Underestimated EP - Robert Hood
Adatto all'ascoltoTanti suoni sperimentaliUn lavoro diverso dal solito
Poco comprensibile se non si conosce l'autoreNon facilmente spendibile come proposta musicale
2.5Overall Score
Concept
Sonorità
Stile