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Dieci tracce per ripercorrere insieme la storia di Dave Clarke.

Artisti come Dave Clarke nascono una volta ogni dieci anni o forse anche di più. Tecnica, audacia e passione per per le voci calde che riescono a coinvolgere qualsiasi dancefloor. Sono questi gli elementi che hanno caratterizzato il percorso di uno degli artisti più apprezzati del panorama techno mondiale e soprannominato dal suo pubblico Barone Rosso.

Dave nasce a Brighton nel cuore dell’Inghilterra e inizia ad appassionarsi alla musica a soli 8 anni. Da ragazzino ha sempre affermato di voler lavorare in contatto con la musica e di voler concentrare la propria vita su di essa, scegliendo ben presto di diventare un disc jockey.

Ma quel ragazzino con le idee chiare nonostante la giovane età, non avrebbe mai immaginato di diventare una vera leggenda della musica techno. Abbiamo deciso di raccontare la leggenda del Barone Rosso attraverso una selezione di 10 tracce fondamentali. Una scaletta musicale che rievocherà in molti di voi tantissimi ricordi e che catturerà l’interesse anche dei lettori più giovani.

Le abbiamo inserite veramente tutte, a esclusione forse di qualcuna, ma per un artista di questa mole sole 10 tracce son davvero troppo poche.

Riascolteremo quindi le hit più ballate nei club durante gli anni 90 e quelle più spinte dai giovani artisti  contemporanei, che vedono in Dave Clarke un modello di riferimento.

Per scoprire di più su Dave Clarke e sulla sua ascesa al potere, vi invitiamo a leggere l’intervista che ha rilasciato alla nostra redazione in occasione del Forte Festival.

#1 Protective Custody (1994)

Era il 1994 e Dave Clarke aveva appena lanciato “Red1”. L’EP è stato promosso da Bush, label che dal 1993 etichetta i migliori brani techno e house della storia.

“Red1” è un disco importante, in quanto ha dato inizio a una serie di successi che hanno riscritto la storia della musica elettronica emozionando il pubblico in questi quasi 30 anni.

Vi proponiamo “Protective Custody” che riteniamo essere un po’ l’esordio di un artista che mai avrebbe immaginato di poter diventare uno dei produttori più interessanti della musica techno mondiale.

#2 Wisdom To The Wise (1994)

Nello stesso anno Clarke ha prodotto “Red2”, un altro disco che sarebbe entrato negli annali. Il sound proposto segue la scia di “Red1” e ricordiamo che anche in questo caso, l’EP è stato prodotto e distribuito da Bush Records.

Troviamo una traccia per ogni facciata del disco “Wisdom To The Wise” e “Gonk”. Due brani che rappresentano in pieno il sound degli anni 90.

Nel corso del tempo alcuni artisti si sono cimentati anche in alcune rivisitazioni di questo stesso brano. Proprio come Robert Hood, questo perchè “Wisdom To The Wise” è il disco giusto per ogni occasione e per qualsiasi artista.

#3 Road Tour – Robert Armani (DAVE CLARKE RMX) 1994

Abbiamo scelto di riascoltare insieme i dischi che hanno segnato la carriera del Barone Rosso e di lasciarci trasportare dalla nostalgia assieme ad essi.

Tra le dieci tracce che hanno fatto di Clarke un mito non possiamo che menzionare anche il remix di “Road Tour” di Robert Armani.

È un estratto da “Robert Armani Remixes”, l’EP in uscita su ACV = Alternative Current, la label promossa da  Robert Armani, Leo Anibaldi e altri produttori italiani come FreddyK.

“Road Tour” rappresenta l’incontro tra il sacro e profano o meglio, uno scontro tra titani. L’unione tra due artisti leggendari ha plasmato un disco che pur essendo trascorsi 26 anni dimostra di esser un disco incredibilmente attuale.

Gli artisti più accreditati del settore non perdono mai occasione di passarla e far scatenare la pista. Dai piccoli club ai grandi stage dei festival internazionali, “Road Tour” è una di quelle tracce che non smetteremo mai di ascoltare.

#4 Thunder (1995)

Se dovessimo scegliere un disco che racchiuda in sé tutta l’essenza di Dave Clarke, sceglieremmo sicuramente “Thunder”.

Un titolo perfetto per un disco che è piombato nel panorama discografico proprio come un fulmine a ciel sereno.

Disco punta di diamante di “Red3” o “Red Three”, “Thunder” ha conquistato nel 1995 le vette di tutte le classifiche immaginabili.

Anche questo successo è firmato Bush Records e ancora oggi viene catalogato come uno dei grandi classici più ascoltati e soprattutto più suonati dai migliori artisti del settore come Rebekah, giusto per citarne uno.

#5 Southside (1996)

Siamo nel 1996, un anno importante per il profilo discografico di Clarke. Se “Thunder” ha conquistato il cuore di tutti grazie al suo ritmo unico e indimenticabile, “Southside” ha trovato ugualmente modo di stupire gli amanti della buona musica.

Estratto da “Archive One”, album raccolta che nel 1996 ha visto la ripubblicazione anche di “Wisdom To The Wise”.

“Southside” è un brano caratterizzato da un sound allegro e sognante. Una traccia capace di proiettare nella mente dell’ascoltatore immagini di giornate piene di sole in cui le due uniche indicazioni potrebbero essere “metti gli occhiali da sole e lasciati trasportare dal ritmo”.

Il brano “Southside” è stato rivisitato poi anche da DJ Sneak. Dallo stesso album ricordiamo anche “The Storm”, estratto di cui è stato realizzato un remix da Surgeon.

#6 Shake Your Booty (1997)

Continuando a percorrere i brani che hanno maggiormente influito sulla scena mondiale della musica techno, non possiamo che ricordare “Shake Your Booty”.

Tratto dall’omonimo EP in uscita nel 1997 sempre su Bush Records, “Shake You Booty” ha movimentato migliaia di corpi in pista nel corso di questi anni.

“Shake You Booty” ha conquistato tutti con il suo stile in grado di combinare al beat dell’house music una techno che potremmo definire primordiale. Ed è con questo disco che Clarke ha segnato in maniera indelebile l’inizio della fine di un’era.

#7 Way Of Life (2003)

Ci lasciamo alle spalle i mitici anni 90 e ci affacciamo al secondo millennio con un disco prodotto nel 2003 da Skint Records.

L’album è intitolato “Devil’s Advocate”, titolo ammiccante che conferma il tono ribelle e un po’ folle con il quale l’artista si rapporta con la scena discografica.

“Way Of Life” è una tracciae stratta proprio da quell’album. Un brano che ha dettato legge nei club di tutto il mondo.

L’incontro tra un vocal coinvolgente e provocatorio, con il sound ibrido tipico dei dischi firmati Clarke, ha dato vita a uno dei brani più rivisti e passati in consolle degli ultimi 30 anni.

Tantissimi gli artisti che hanno omaggiato questo brano e tra i più imponenti ricordiamo DJ Rush, Technasia e gli Octave One.

#8 Just Ride (2003)

Un’altra traccia che ha scritto la storia di una figura artistica emblematica come quella di Dave Clarke è “Just Ride”. Anch’essa è un estratto dell’album “Devil’s Advocate” e con questo disco Clarke sigla un altro tormentone.

Un brano che nel tempo ha avuto la possibilità di acquisire una diversa forma grazie alla rivisitazione a cura di James Ruskin, altro pilastro della club culture europea.

“Just Ride” non è solo il titolo del brano in questione, è anche il messaggio lanciato dal produttore attraverso questo disco.

Dave attraverso la sua musica ha infatti sempre invogliato il pubblico a non fermarsi e ballare sempre, proprio come indica in questa traccia.

#9 What Was Her Name? (2004)

Abbiamo visto che dal 2000 in poi il volto del Barone Rosso è stato molto associato alla Skint Records. Infatti anche il prossimo disco sul quale abbiamo puntato l’attenzione è stato prodotto da questa stessa etichetta.

Parliamo di “What Was Her Name?”, una traccia che nonostante oggi corre l’anno 2020, proprio non può mancare nella borsa dei dischi di un qualsiasi artista.

È quel brano camaleontico che cattura i sentimenti del pubblico a prescindere dall’età degli ascoltatori. Fa ballare tutti dai più adulti ai più giovani, confermando l’egemonia che solo una figura come Clarke può avere nella scena passata e soprattutto in quella attuale.

#10 I’m Not Afraid feat Anika (2017)

Nel 2017 arriva “The Desecration Of Desire”, il quinto album di Clarke lanciato dopo 14 anni di silenzio. Un nuovo traguardo raggiunto, un nuovo punto di arrivo che dimostra la maturità artistica raggiunta dal produttre britannico.

La traccia che vi proponiamo di ascoltare è “I’m Not Afraid”. Il brano melodico realizzato in collaborazione con Anika, ha confermato la necessità dell’artista britannico di offrire al suo pubblico un prodotto differente.

La voce ipnotica e profonda di Anika abbraccia perfettamente la qualità tecnica del produttore, regalando agli ascoltatori l’opportunità di fare un viaggio attraverso la sua lunghissima carriera.

Un lunghissimo percorso fatto di successi, grandi obiettivi raggiunti e ancora tanto ma tanto da offrire ai suoi sostenitori.

Il brano è disponibile anche in altre due varianti. Due remix, uno realizzato da Surgeon e l’altro a cura di The Hacker.