L’uomo dietro la maschera d’oro è pronto a tornare. A distanza di cinque anni dall’ultima fatica in studio, Claptone ha ufficialmente annunciato l’uscita del suo quarto album, “Wanderer”, prevista per l’8 maggio 2026 sulla sua label Golden Path (in collaborazione con Warner ADA).

Dopo aver dominato le classifiche mondiali e le console più prestigiose del pianeta,da Ibiza ai main stage dei festival globali, il produttore tedesco sembra aver intrapreso un percorso più introspettivo, senza però smarrire quella bussola house che lo ha reso riconoscibile nel panorama elettronico.

Anticipato da una serie di singoli che hanno già scaldato i dancefloor nell’ultimo anno, come ‘Put Your Love On Me’ con i Sea Girls e la recente ‘Black and Gold’ con Hannah Boleyn“Wanderer” promette di essere un lavoro di equilibrio. Le 11 tracce che compongono il disco esplorano territori più profondi e atmosfere quasi oniriche, fondendo la precisione della produzione club-focused con una scrittura melodica raffinata.

Lo stesso Claptone ha descritto il disco come un’opera che vive nella tensione tra “chiarezza e nebbia”, un lavoro che predilige le trame analogiche e la strumentazione organica per creare qualcosa di vivo, capace di respirare oltre le mura di un club.

“In un’epoca di sovraesposizione, Wanderer abbraccia il potere dell’ignoto: un disco che offre evasione senza distacco e introspezione senza isolamento.”

Il percorso di un’icona

Dall’esplosione nel 2012 con “No Eyes”, la carriera di Claptone è stata una scalata costante. Con una trilogia di album alle spalle (Charmer, Fantast e Closer) e il successo planetario del suo brand The Masquerade, l’artista ha saputo mantenere un alone di mistero pur essendo onnipresente nei radar della musica elettronica.

Oltre all’album, il 2026 si prospetta un anno caldissimo per lui: confermata la residency al Club Chinois di Ibiza e un tour che toccherà ogni angolo del globo.

“Wanderer” non è solo un nuovo capitolo discografico, ma sembra essere la visione più accogliente e matura di un artista che, pur restando nell’ombra della sua maschera, non smette di evolversi