Il duo composto da Tamer Malki e Rami Abousabe riprende il comando della domenica sera a Marina Botafoch dal 21 giugno al 4 ottobre con il nuovo concept “Garden of Illusions”.
Il ritorno di SAGA ad Ibiza per la stagione 2026 è, sì, una conferma di calendario, ma anche la prova di quanto i Bedouin siano riusciti a trasformare un format stagionale in una solida abitudine ibizenca. Tamer Malki e Rami Abousabe hanno infatti appena ufficializzato che la loro “creatura” tornerà a casa, al Chinois, ogni domenica dal 21 giugno al 4 ottobre. E se l’anno scorso l’accoppiata tra il duo e il club di Marina Botafoch rappresentava un nuovo, stimolante capitolo, oggi, forti anche del premio come Best House Party ai Vicious Awards 2025, quella domenica sera è diventata una delle certezze su cui poggia l’intera programmazione della Marina.
Ma facciamo un passo indietro, perché il percorso di SAGA è quasi un romanzo d’appendice del clubbing ibizenco. Tutto è iniziato nel 2017 in quello spazio di sperimentazione che era l’Heart (ve lo ricordate?), per poi passare attraverso le navate del Pacha e approdare, infine,da dove tutto è cominciato. Il Chinois non è infatti uno di quei club dove ti perdi e non trovi più i tuoi amici per ore. È un ambiente opulento, curato, con un design che strizza l’occhio ai club jazz della Shanghai anni ’30. Per i Bedouin, passare dai grandi numeri del Pacha a questa atmosfera più intima è stato tornare a casa, permettendo loro di rivolgersi a quel pubblico che cerca l’esclusività senza la ressa di Playa d’en Bossa.
Per il 2026, il tema scelto è Garden of Illusions. Questo significa che vedremo un’evoluzione della produzione visiva a cui SAGA ci ha abituati: un tentativo di trasformare il dancefloor del Chinois in qualcosa di più organico e onirico. È quella cura per il dettaglio estetico che ormai fa parte del DNA del duo e che, diciamocelo, sui social fa la sua figura, ma che dal vivo serve soprattutto a creare la giusta bolla per il loro sound. Parliamo di quella house dalle venature afro e mediorientali che detta il ritmo giusto per l’ultimo giro di danza della domenica.
Analizzando la questione da una prospettiva puramente industry, la domenica di SAGA rappresenta il tassello centrale di un mosaico strategico molto più ampio. Il Chinois sta infatti consolidando un posizionamento capace di dialogare con diverse nicchie del mercato high-end. Inserire i Bedouin in una programmazione che vede alternarsi la storia della house di Kerri Chandler con la sua Kaoz Theory, la spettacolarità teatrale di Claptone e il suo The Masquerade, fino alla solidità globale di Defected, permette alla struttura di presidiare diversi segmenti in ogni loro sfumatura. È proprio questa capacità di bilanciare credibilità artistica e appeal d’immagine ad aver fidelizzato un pubblico trasversale: dai residenti dell’isola, storicamente i più difficili da convincere e i più attenti alla sostanza dei nomi in cartellone, a quei turisti di fascia alta che nel Chinois hanno trovato l’alternativa più ricercata ai circuiti massificati.
Sui guest per la nuova stagione vige ancora il massimo riserbo (i nomi usciranno a breve, restate sintonizzati), ma se guardiamo al passato non c’è da preoccuparsi. Quando metti in fila artisti come Damian Lazarus, DJ Tennis, Seth Troxler o Jan Blomqvist, capisci subito che la direzione artistica punta a una qualità che non scende mai a compromessi.
In definitiva, l’ottavo anno di SAGA a Ibiza non è solo la riconferma di una residency, ma la celebrazione di un brand che ha saputo invecchiare bene senza perdere lo smalto. Per chi cerca il lato più sofisticato e stiloso della Isla, l’appuntamento domenicale alla Marina rimane un passaggio obbligato della stagione 2026. Anche solo per vedere come, quest’anno, i Bedouin riusciranno a stupirci ancora una volta.
