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Sicuramente quella di Brook Haven è tra le produzioni più interessanti che abbiamo recensito nelle ultime settimane. La traccia si apre con una parte melodica supportata da una vocalità che da un tocco chill, quasi ambient alla produzione, immergendoci in un’atmosfera che strizza l’occhio agli anni ’90. A partire dalla seconda parte, Kuon evolve in una direzione quasi inaspettata, squisitamente dancefloor-oriented, mantenendo l’approccio noisey e dirty dei primi secondi. Secondo noi è una produzione solida, che si distingue dalle proposte copia-e-incolla che sempre più spesso ci vengono proposte anche da artisti con pedrigree importanti e autorevoli. Per scoprire qualche informazione in più su Brook Haven vi rimandiamo al profilo ufficiale dell’artista QUI.