+ thirty six = forty

Close Relative, dj di fama internazionale che si nasconde dietro questo progetto anonimo, torna il prossimo 22 aprile con il nuovo Ep “Walrus” su Truesoul e ci fa ascoltare in assoluta anteprima su Parkett la traccia omonima che apre l’Ep.

Close Relative è una personalità artistica senza volto. Niente di nuovo nella scena elettronica, in cui dai caschi dei Daft Punk alla maschera di Boris Brejcha, nomi e cognomi son stati a lungo nascosti per portare avanti gli artisti. Lasciando le persone dietro le maschere libere di vivere la propria vita, senza sentire il peso della popolarità.

Altra scelta comune tra molti producer è stata quella di sviluppare progetti paralleli. Necessità essenziale per alcuni per poter evadere dalla propria comfort zone ed esplorare nuove frontiere musicali. Senza per questo, mancare di fedeltà alla propria identità artistica. Emblematici i casi di Bas Bron e di Maceo Plex , tra gli altri.

Il progetto Close Relative si avvale di entrambe queste componenti. La necessità da parte di un producer di fama internazionale di potersi esprimere in una dimensione sonora, diversa da quella per cui è conosciuto, e la volontà di non mostrare il proprio volto e lasciare parlare la sua musica.

Lo fa con il secondo Ep su Truesoul. La label svedese, nata nel 2002,  di Adam Beyer che aveva già ospitato il primo Ep “Salt” , uscito lo scorso 30 luglio, diventa infatti il luogo adatto per poter uscire dalla propria comfort zone, con meno ansia da prestazione rispetto al confronto con il  “fratello maggiore” Drumcode.

L’Ep che uscirà domani è composto da tre tracce che riflettono un sound melodico, con dei riferimenti a suoni ambientali che immergono l’ascoltatore dentro un universo parallelo. Musica che si presta sia all’ascolto, che al momento di massima commozione durante un festival.

La traccia che vi facciamo ascoltare in assoluta anteprima su Parkett è “Walrus”.

“Walrus” apre l’Ep e basa il suo sviluppo su delle percussioni morbide, accompagnate da synth e note alte, che conferiscono alla traccia una dimensione che Close Relative definisce quasi “sottomarina”. La melodia diventa, nel corso dello sviluppo della traccia, protagonista assoluta.

Il suo progredire ed affermarsi è accompagnato da strings che rompono lo schema originario del brano e da arpeggi che portano la traccia su un piano emozionale più profondo e toccante, contemplativo ed a tratti commovente. Ricco di pathos, elegante e con un forte groove.

Le altre due tracce che vanno a completare l’Ep sono “Shell” e “Sea Horse”. “Shell” si sviluppa su un’accelerazione continua di ritmo. Il risultato è la creazione di una struttura stratificata che accoglie riff profondi e contemporaneamente note jazz, in un connubio inedito. Una traccia fondamentalmente orchestrale che si presta perfettamente al dancefloor.

“Sea Horse” è una traccia più delicata, arricchita da sensuali ed ipnotici sample vocali femminili che spezzano lo sviluppo ordinario del brano. I vocal si uniscono in maniera assolutamente spontanea alle percussioni simili a gocce d’acqua e al synth finale che seppur imponente si afferma lentamente, senza disturbare l’equilibrio raffinato originale.

Il risultato è un lavoro strettamente sensuale e delicato, che riesce a toccare nel profondo le corde emotive dell’ascoltatore.

Potete preordinare il disco qui.

La domanda che ci resta da fare è : chi si nasconde, secondo voi, dietro Close Relative?